A Brindisi la barbarie ha fatto strage di democrazia

di Gianni Ferraris

E se avesse ragione Gad Lerner che dice che quando c’è vuoto di potere le mafie e i terroristi temono di perdere il potere?

Le notizie scorrono veloci e contradditorie sullo schermo. Prima una ragazza morta, poi due, poi di nuovo una sola. Comunque a Brindisi la barbarie ha fatto strage di democrazia. Si parla insistentemente di criminalità organizzata, d’altra parte non si capisce bene quale altra possa essere la matrice. I

l Salento di nuovo preso di mira in maniera assolutamente inedita, mai era successo che i criminali osassero colpire una scuola, queste operazioni sono degne di terrorismi che già abbiamo conosciuto negli anni ’70, quello dei fascisti spalleggiati da servizi segreti deviati, oggi si mutua quello stile.

Mentre scrivo, in TV dicono che gli inquirenti indagano a 360 gradi, qualcuno ipotizza il gesto di un folle, non convince molto questa ipotesi in quanto, dalle prime notizie, si sa di un cassonetto spostato per mascherare la bomba, e di un ordigno azionato a distanza, non convince anche se, come dice il giornalista in TV, si trattava forse di due bombolette di gas.

Anche il ministro Cancellieri sottolinea come l’attentato sia inusuale per le mafie. In ogni caso rimane sottilissimo il confine fra comportamenti mafiosi e mafiogeni.  Mentre scrivo, l’unica certezza è la  ragazzina morta in un periodo di crisi economica e di recrudescenza della criminalità organizzata che vuole pervicacemente tenere le zone del potere che ha conquistato. Manca purtroppo una decisa risposta della società. In centro a Lecce questa mattina sciamavano studenti “è la giornata dell’arte” mi dice uno di loro. Chiedo se sanno cosa è successo a Brindisi “Si, abbiamo sentito, che vuole farci? Gli italiani non fanno nulla, i politici neppure” “Perché non organizzate una manifestazione, un sit in, perché non ne parlate? Siete in tanti qui in piazza Mazzini” dico quasi sconsolato “A che serve? Io sono un rivoluzionario comunista, ma non serve a nulla, non c’è democrazia”. “Ci vuole un colpo si stato delle forze dell’ordine” rincalza un suo amico. Li guardo, chiedo se ne sono convinti veramente, hanno dai 17 ai 19 anni, mi dicono che “si” ne sono convinti, “non un colpo di stato fascista però, quelli come una volta” (sic). Interrompo l’ascolto, sconsolato, triste e avvilito me ne vado.

Questo è forse il brodo di coltura idoneo per chi vuole assassinare quel poco che resta della democrazia in Italia. Crisi economica unita a disinformazione, scoramento e senso di impotenza delle persone e al fatto di essere governati da tecnici nominati sostenuti di un parlamento di nominati. Nessuno eletto, nessuno che rappresenti un territorio, tutti che si sforzano di rappresentare tutto con scarsissima capacità di gestire nulla.

Forse è il caso di riascoltare quel che succede attorno a noi, di parlare con le persone. Forse è il caso che i democratici (tutti quanti, non quelli che si chiamano così perché iscritti ad un partito) tornino nelle piazze a rivendicare voglia di politica e orgoglio contro le mafie di qualunque colore. Il ministro Cancellieri dice che in Italia ci sono 14.000 obiettivi sensibili e se servirà minaccia di utilizzare l’esercito. I tecnici del governo nominato che diventa “forte” sono al lavoro?

Ogni momento di riproposizione della democrazia, in difesa della Costituzione e di lotta contro i comportamenti mafiosi e mafiogeni è indispensabile, come dice Libera per bocca di Don Ciotti.

2 Commenti a A Brindisi la barbarie ha fatto strage di democrazia

  1. Ed eccoci al vuoto celebrarsi, dati gli avvenimenti delittuosi recenti, della giornata dell’arte in piazza Mazzini a Lecce. Comprendo l’amarezza e lo scoramento di Gianni dinanzi al velenoso insinuarsi di idee sovversive e stupidamente autolesioniste di alcuni giovani. Chiara è l’ignoranza di chi, tra loro, è stato chiamato a rispondere alla sbigottita curiosità di Ferraris, pericolosa ignoranza di coscienza sociale e politica. Possono in questo caso essere implicati diversi tipi di logica e tra questi sicuramente uno è: “Siamo in uno stato di crisi: i politici rubano indistintamente, non esiste meritocrazia, la scuola è una farsa, il futuro incerto, il frigo è vuoto, il serbatoio dello scooter è pieno solo di rinfacci e un giorno di bisboccia lontano dai professori non può che darci tregua e piacere. Che vuoi che sia se una a Brindisi è morta senza neanche sapere il perchè? In fondo qui non ce la passiamo tanto meglio neanche noi e sempre senza sapere nè avere colpa del perchè. Abbiamo quindi pensato di riesumare qualche vecchio fantoccio dalla storia che conosciamo, a grandi linee, attraverso qualche fichissimo murales o grazie a certe idee che girano tra noi: ad Armando suo nonno gli ha detto belle cose del tempo del fascismo. Tutti zitti a obbedire e chi sgarrava era morto. Insomma, bastava non fare casino! Beh, almeno non andavano in giro a far saltare scuole o a rubare o a lasciar fare del male alla gente senza un motivo serio! Qui vi sembra, nell’era della tanto celebrata e sudata democrazia, che il tenore sia migliorato molto nella sostanza? Delle opinioni altrui non gliene frega proprio niente a nessuno, si vede dai referendum, nè a qualcuno sta a cuore la sicurezza di casa tua (rapine in villa e in stamberghe), la sicurezza dei cittadini (ti massacrano per strada magari solo se non gli dai una sigaretta), del lavoro e del futuro delle famiglie. Un colpo di stato allora! Semplice, è il male minore.”
    Gli sbarbatelli naturalmente non sanno quel che dicono, ma quando la morte della speranza incalza, quando la strage della fiducia miete più vittime di una guerra, il pericolo dell’anarchia o dellignoranza ‘fertile’ si fa sempre più minaccioso. Ideale terreno di coltura sono per l’appunto i giovani, semi a cui hanno inquinato scelleratamente il presente e insegnato la diffidenza e la rabbia contro tutto. Così non si va da nessuna parte, signori, così se anche una ragazza muore sotto una bomba armata dal niente, se un terremoto fa crollare palazzi e vite, se un’imprenditore si è sparato o un operaio si è impiccato, se le solite facce(tutte uguali) incoraggiano al sacrificio e poi comprano 400 nuove auto blu e una vita più agiata attraverso il rialzo dei propri stipendi, se le famiglie si sfasciano perchè non arrivano a fine mese e se i giovani sono sfigati perchè non hanno più un futuro, NON DIAMO LA COLPA AI SOLITI ‘UNTORI’, ma rimbocchiamoci le maniche per davvero! Lo dobbiamo fare con l’esempio e non a parole, lo dobbiamo fare per quei ragazzi in corteo in piazza Mazzini che abbiamo lasciato in pasto alla più drammatica delle confusioni, per Melissa e i suoi sogni di moda e di successo strappati, per noi stessi che mai dovremo permettere l’abbrutimento dei nostri ideali di vita, di giustizia e di onore.
    “Da prima muoiono i nostri piaceri, e quindi le nostre speranze, e quindi i nostri timori; e quando tutto ciò è morto, la polvere chiama la polvere e noi anche moriamo”: (Gabriele D’Annunzio, da “Il piacere”)

  2. In realtà ieri sera (domenica) Piazza Sant’Oronzo era piena di ragazzi delel scuole e docenti e persone normali, parlavano, chiedevano, dicevano “la scuola è nostra, non toccate la scuola…..” quello di sabato a caldo è stato un incontro, quello di domenica un altro…. La realtà è composita, solo che la mia generazione ha un debito che sta diventando incolmabile, non abbiamo saputo raccontare la storia contemporanea. Falcone che salta in aria per me è cronaca, per loro è storia. Via dei Georgofili rischia di diventare un nome su una targa anzichè l’attacco all’arte di chi dice “o con me o contro di me” quel totò riina per intenderci che viveva in un bunker.

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