Libri/ Dizionario Griko – Italiano e Italiano – Griko

di Franco Corlianò

Il dizionario, introdotto da circa 50 pagine di Note Grammaticali, è di facile consultazione per tutti, perché non richiede competenze professionali o grande scolarizzazione per essere usato. E’ ricco di frasi, convenevoli, aneddoti, proverbi e modi di dire in lingua grika, comunemente usati dalla nostra gente, che ancora ama comunicare e pensare in griko.

Non è un semplice elenco di parole con la rispettiva traduzione. Compaiono i generi per i sostantivi e gli aggettivi, il paradigma dei verbi e le forme verbali dei tempi per i verbi irregolari. Esiste una ricchezza lessicale ed una minuziosa traduzione dei sinonimi, rincorsa con caparbia indagine tra persone anziane, in parte oggi ormai scomparse, nei vari paesi della Grecìa Salentina.

Si può tranquillamente affermare, senza peccare di superbia, che quest’opera si distingue dalle altre opere analoghe di passata e di recente pubblicazione, perché, soprattutto nella parte griko – italiano, riporta la prima persona dei verbi irregolari nei tempi che richiedono una radice diversa dal presente.

Esempio: “ éfa “ (io mangiai), aoristo di  “ tròo “  (io mangio).

L’abbondanza di tali chiarificazioni facilita, perciò, la consultazione e l’apprendimento della lingua anche a chi non ha dimestichezza con la struttura linguistica grika.

L’accessibilità allo studente, allo studioso e a chiunque provi curiosità per il griko viene, così, garantita da uno strumento di lavoro ampio, ricco e facile da utilizzare.

Nel fare il  dizionario  è stato adottato sempre il seguente  criterio :

                  Sostantivi   –   singolare e plurale

                 Aggettivi    –   maschile – femminile – neutro, singolare e plurale

                 Verbi    –   (solo prima persona e nel seguente ordine) indicativo presente,

                                    passato remoto, imperfetto, participio passato, congiuntivo

                                    presente, infinito, imperativo, condizionale, futuro. Alcuni 

                                    verbi sono  stati coniugati sia nella forma attiva che in

                                    quella riflessiva.

Questa ricerca è stata effettuata a cavallo degli anni ’60 – ’70 in quei paesini della Grecìa Salentina dove ancora si parlava il griko. Dal1981 in poi ho concentrato il mio campo di indagine a Calimera  dove mi era più facile contattare, in qualunque ora, gli anziani che io conoscevo.

Finita l’indagine sul campo, ho poi cercato di estrapolare ancora qualche vocabolo dai vecchi testi : Giuseppe Morosi, Vito Domenico Palumbo, Domenicano Tondi, Mauro Cassoni, ecc.

                                                         FONTI  ORALI

 

Calimera :   Campanelli Addolorata, Campanelli Cesare, Colella Campi Angela,   Castrignanò Carmela, Corlianò Brizio Leonardo, Corlianò Lucia, Gemma Brizio, Iacovizzi Brizio Antonio, Maggiore Cosima, Maggiore Rosina, Marra Giuseppe, Montinaro Brizio, Montinaro Brizio Antonio, Montinaro Candida, Montinaro Rosa, Reale Lucia, Scarcella Rosaria, Scarcella Saverio, Surdo Assuntina, Surdo Cosimino, Stella Liborio, Tommasi Barbara, Tommasi Brizio Antonio e gli avventori dell’osteria di  “Nandu” in via Montinari e della “Mimma” nella Corte Ospizio.

Castrignano dei Greci : Amato Antonia, Maruccia Giuseppe, Nuzzo Salvatore e gli avventori dell’osteria di  “Ntòni Amato”.

Corligliano d’Otranto : Anchora Luigi, Avantaggiato Nicola e gli avventori dell’ osteria di   “ Raimondu ”

Martano :    Coricciati Giuseppe, De Pascalis Salvatore, De Santis Assunta,. Gaetani Rocco e gli avventori dell’osteria   “Sorelle Rampino”.

MartignanoBray Pantaleo, Corianò Pantaleo, Cretì Pantaleo, Greco Antonio, Rosato Giuseppe, Sergio Antonio.

Sternatia :     De Santis Cesare (Batti), Gemma Vincenzo, Mastrolia Giorgio,    Mastrolia Maria e gli avventori delle osterie   “Tore ”, “ Mbrujùsu “ e “Arditu“

Zollino :       Castellano Giovanni, Chiga Giuseppe, Durante Vituccio, Ntoni Panzera e gli avventori dell’osteria di   “Ciccio”.

 

Ed è pensando a tutte queste magnifiche persone che ho trovato il coraggio di portare a termine questo dizionario. Loro hanno dedicato a me il loro tempo e il loro affetto. Io dedico questo mio lavoro a tutti quei ragazzi che hanno voglia di intraprendere, almeno in parte, quello che è stato il mio magnifico percorso tra la mia gente e la sua cultura.

Affinché non si corra il rischio di disperdere la nostra memoria  linguistica ed antropologica, ritengo opportuno affidare agli insegnanti di griko e soprattutto alle nuove generazioni di allievi e di cultori del griko, uno strumento di approccio e di difesa della lingua    e della cultura grika, sotto l’incalzante assalto della globalizzazione che potrebbe triturarli.

Autore :  Franco Corlianò

Titolo :    Dizionario Griko – Italiano  e  Italiano – Griko

Editore :  Manni Editore

Con il patrocinio dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina

                                                 NOTA BIOGRAFICA

 

      Franco Corlianò nasce a Calimera (Lecce) il 7-2-1948 e sin da piccolo manifesta una spiccata attenzione per il griko, lingua comunemente usata in famiglia, ma non da lui, che appartiene già a quella generazione a cui, per convenzione, il griko non doveva essere insegnato, perché considerato lingua di poveracci ed analfabeti.

Momento importante per il suo percorso da studioso di griko è l’incontro col Sindaco Giannino Aprile, al quale chiede timidamente delucidazioni sul modo di trascrivere alcuni fonemi tipici della lingua grika. Il bambino si avvicina con innocenza ed umiltà all’autorevole Giannino, da cui riceve, invece, un festoso sorriso di accondiscendenza alla sua curiosità ed una grande disponibilità umana a sciogliere ogni dubbio, qualora si presentasse.

Comincia, così, quel bambino ad annotare sul suo quadernetto parole, parole, parole grike, che aumenteranno sempre di più fino a trovare una collocazione logica e grammaticalmente ragionata in una grande opera.

Una vita, dunque, per la ricerca, un minuto per la consultazione!

Accanto alla ricerca linguistica nasce, tuttavia, un’attività parallela di studio e di comprensione dell’essenza della cultura grika, che si concretizza in varie produzioni di tipo letterario, musicale, pittorico, le quali rispecchiano antropologicamente un territorio ed un popolo ricco di valori, lungimiranza, intelligenza ed intraprendenza, anche nelle condizioni di povertà ed analfabetismo tipiche di un certo Tempo e di un certo Sud.

Franco Corlianò scrive della Grecìa su vari giornali locali e sul “Quotidiano” di Lecce, partecipa ai due volumi di “Grecìa Salentina” (Ed. Capone), cura i “Quaderni della Kinita”, pubblica le sue poesie in griko su “Lòja j’agàpi”, cura i racconti griki del “Decalimerone” … con grande amore, dipinge su tela la gente grika, la sua gente, firmandosi con lo psedonimo “Murghì”, il soprannome della sua famiglia, per suggellare l’autenticità della sua origine.

“Dipinge in griko” diceva di lui il poeta Antonio Verri, e forse aveva ragione.

Dopo una serie di esperimenti radiofonici, teatrali e poetici, una grande svolta con la composizione di parole e musica di “Klama” (Pianto), in cui Corlianò affronta, in griko, la piaga dell’emigrazione. Dalla stazione ferroviaria di Lecce partono eserciti di nostri conterranei verso l’Europa lasciando nella desolazione più cupa mogli e figli, e Corlianò mette in musica il loro dramma e il loro dolore. La famosissima cantante greca Maria Farantouri inciderà la canzone cambiando il titolo in “Andra mu pai” (Mio marito parte), la porterà in giro perla Greciae per il Mondo, la canterà al Teatro “Olimpia” di Parigi e, con questa operazione, esporteràla GrecìaSalentinadai suoi confini territoriali e linguistici.

Persino nelle nostre scuole i ragazzi impareranno a cantare la sua canzone, guidati da docenti sensibili ed attenti al territorio.

Seguono altre canzoni in griko: “Ti è’ na su po, pedìmmu?”, “Gramma”,  “’O sordarài” che tantissimi gruppi musicali locali e tanti cantanti italiani e stranieri (Noa, Eleni Dimou, Morgan, Dimitra Galani, Xaris Alexiou, Ghiorgos Katzaròs, Lenia …) canteranno in griko per il mondo. Qualcuno tradurrà i suoi versi in altre lingue (Garry Christian in inglese, Noa in ebraico e Zaharina Asenova in lingua rom) ma tanti altri, e non sono pochi, canteranno in griko facendo conoscere a tutti questa nostra meravigliosa minoranza linguistica.

Il griko non è più la lingua dei poveracci e degli ultimi!

Un commento a Libri/ Dizionario Griko – Italiano e Italiano – Griko

  1. Un sentito ringraziamento, mio e delle generazioni a venire, per questa monumentale operazione culturale messa a disposizione della comunita’ e non solo! Nata dall’intelletto, ma soprattutto dal cuore.

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