Idrusa ritrovata

 

di Giuliana Coppola

 

“Guarda Idrusa

il filo a volte s’intreccia con armonia

leggero

succede a volte

raramente…”.

Leggero, con la leggerezza che le è propria, Wilma m’ha ridonato il volto di Idrusa; ridonato perché l’avevo persa Idrusa, anzi pensavo d’averla perduta ma lei è ritornata quando meno me l’aspettavo con la forza dei versi di un cantico che le appartiene per sempre ed ora è come se fosse stato ieri il tutto. Così il tempo, anche il tempo passato, diventa leggero

…“A volte il filo fa i nodi ed il groviglio

sembra inestricabile e confuso.

Come nella vita”.

Ecco, il groviglio della vita ha fatto incontrare me, Wilma, Maria Corti, Idrusa, Otranto, la sua storia, il suo mare, i suoi silenzi.

Ora tutto ritorna, grazie a questo Sulle orme di Idrusa che rivede la luce; ed è storia lieve come giglio “che dondola nell’aria” giglio bianco “con un lungo stelo grasso” a trattenerlo; questo ho pensato, sussurrando i versi scritti da Wilma; li ho sussurrati tra me e me, quasi una fiaba dolce che si ripete a se stessi, perché scivoli nell’animo, lasci il segno, ma non si sciupi. E d’un tratto anche questo ho pensato, anzi ho provato; ho provato e provo il timore che io possa turbare, sia pur solo leggendo e parlandone e scrivendone, l’armonia del suo andare; possa farle del male, sfiorandola. Sensazione strana, ma mi succede, a volte, con una storia che ho tra le mani e mi diventa così cara che a mia volta ne divento gelosa, gelosa della sua purezza.

Chissà se riesco a far comprendere il mio pensiero; ma è come se, leggendo i versi di Wilma, si segua davvero, orma su orma, il destino di Idrusa, straordinario mito che illumina questa terra nostra, del suo passo, del suo sorriso, delle sue scelte ché, in fondo, è sempre lei a tener ben saldo il filo della sua esistenza.

Idrusa bambina è il suo silenzio, racchiuso nello sguardo che osserva, per ore, la vita che le scorre accanto a cui lei non partecipa, così diversa, così lei e nient’altro.

Idrusa sposa è il suo interrogarsi, l’interrogare il suo cuore per cercare e darsi ragione d’un malessere, d’una sottile forma di delusione, di quel sentirsi “tortora/ racchiusa nel pollaio insieme alle galline”.

Idrusa innamorata è il suo stupirsi di fronte a notti luminose, dorate, profumate di gelsomino e salsedine insieme e insieme “come l’incenso nelle chiese, sapevano di benedizione”.

Idrusa pietosa non ha più paura “La trama cresce leggera e aerea senza costrizioni quasi non si regge sembra che si può all’improvviso disfare… e mostra infine la sua bellezza ed è tenace”.

Cresce leggera la trama verso dopo verso, quasi nodo dopo nodo di tela di ricamo; Wilma l’ha ordita e sull’ordito con lieve tenacia ha ricavato la sua Idrusa, quella che lei ha voluto che fosse, creatura nuova e diversa, ombra tra ombre ormai, ma un giorno concreta e vera come le figure del mosaico di Pantaleone che lei sfiora, andando.

Creatura silenziosa, un tempo; ora, grazie a Wilma e alla sua scrittura, il silenzio di Idrusa è un canto; non è più “misterioso come un oceano”; sono “emerse le parole”…

…“come isole inesplorate

ma sono emerse”.

 

(Presentazione de Sulle orme di Idrusa, di Wilma Vedruccio, Kurumuni Edizioni)

2 Commenti a Idrusa ritrovata

  1. Mi permetto di suggerire la lettura di qualche stralcio dalla stessa voce di Wilma Vedruccio… Infatti al libro è allegato un CD con il racconto di Idrusa, letto dall’autrice, con voce “appassionata” senza pretese attoriali, ma lasciandosi trasportare dal desiderio del racconto.
    La musica di Rocco Nigro accompagna la voce di Wilma,

    http://youtu.be/03CWNx0LJLM

  2. In questo agosto 2013, impazzano i festeggiamenti, dovuti, a Otranto, la cittadina dei Matiri fatti Santi, scorazzano dovunque orde di turisti ma di Idrusa si avverte solo l’odore, in alcuni vicoli piu’ appartati, vicino al mare.
    Si coglie appena un suo fuggir d’ombra fra una tamerice e un oleandro… Idrusa non gode dei festeggiamenti, scordata, tenuta in disparte da sempre, non rientra nel numero glorioso degli 800. Vissuta in disparte, in disparte, solitaria, riappare per goder del suo mare.
    Questo nell’anno della tarda santificazione, lo stesso anno della retorica sulle donne ammazzate.

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