Osanna e menhir

di Emilio Panarese

Verso l’anno mille circa dell’era cristiana, invalse l’uso di graffire delle croci con pietre o metalli appuntiti sulle facce di un menhir o di piantarvi in alto delle croci di pietra.

Per questo processo di cristianizzazione i menhir erano chiamati impropriamente culonne o croci o in griko sannà, da osanna (che in ebr. significa “salvaci!”) col significato metonimico altomedievale di “Domenica delle palme”.

menhir “Crocemuzza” o delle Franite (Maglie)

Non bisogna però confondere i menhir, benedetti dai papâs bizantini e adattati a sannà, coi sannà veri e propri o culonne cu ccroci commemorative della Passione di Cristo, innalzati, secondo l’usanza medievale di alcuni paesi della Grecìa salentina, alla periferia del paese e, più tardi, nel ‘600/’700, anche nel centro storico.

È molto probabile che pure il sannà sopra ricordato, nei pressi della chiesa greca magliese di S.Maria della Scala, sia stato un menhir.

croci graffite sul menhir (ph R. Panarese)

Di questo menhir o Crocemuzza, allo Scamata, alla periferia occidentale del paese, non è rimasto che il ricordo nelle antiche carte, com’è avvenuto per l’altro esistente presso la masseria di Maglie o del castello, tra l’ingresso del cimitero e il Palombaro, e quello nei pressi dell’Àviso, a sud della campagna di S. Sidero. E’ andato pure distrutto il menhir detto S. Biagio o Crocemuzza o Croce, al confine tra il feudo di Maglie e quello di Melpignano. Del menhir S. Rocco, poco distante da quest’ultimo, dà notizia solo il De Giorgi. Così di tutti i menhir, esistenti in tempi passati alla periferia più o meno vicina al casale magliese, oggi ne sono rimasti solo tre: quello a S. E., detto menhir Crocemuzza o delle Franite, ad est della strata vecchia di Scorrano, un altro detto Spruno tra la strada ferrata Maglie-Bagnolo,  e quello a N.E. detto menhir Calamàuri (Cfr. gli Inventari di Maglie del 1483/84, A.S.N., “fovea sita et posita in Sannà […] in loco de Scala”, e la cerimonia del 1° gennaio 1585, nella quale i francescani compaiono per la prima volta in Maglie, “piantando la croce appresso il sannà”.

 

(Emilio Panarese, La vicenda storica dei francescani di Maglie, 1585-1982, estr. da “Contributi”, 1982,I,4).

 

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