Benvenuti nel Salento, con le sue bellezze irraggiungibili

di Gianni Seviroli

I turisti sono benvenuti, tanto benvenuti che, magari per magia si potesse tornare indietro e sempre per magia ai politici di turno venisse un’illuminazione, nell’articolo dell’altrieri ho parlato dell’opportunità di spendere i 55 milioni di euro per infrastrutture legate, per l’appunto,  al turismo.

Creare infrastrutture per il turismo non significa necessariamente saturare il Salento di autostrade, da Lecce a Leuca e da Otranto a Gallipoli, ma potenziare per esempio, i servizi primari, quali  la rete dei trasporti extraurbani – e anche urbani, per i centri più grandi – , potenziare le ferrovie del Sud Est, creare percorsi (magari anche comodi) per raggiungere le meraviglie del Salento tuttora quasi irraggiungibili, costruire – non sul mare – degli alberghi e degli ostelli per la gioventù, che pur non essendo infrastrutture del servizio pubblico in senso stretto, potrebbero essere considerate tali se realizzate con partecipazione statale o, perché no? fossero interamente finanziate e gestite dallo Stato stesso.

Qualche esempio di bellezze irraggiungibili? Solo per restare in zona, i vari dolmen sparsi nelle campagne intorno a Giurdignano, il “furticiddhu d’a vecchia”, noto anche come “massu d’a vecchia” vicino a Minervino, la suggestiva ex cava di bauxite a Otranto, decine di vore e di siti archeologici sconosciuti anche ai Salentini, e poi centinaia di bellezze e di rarità che, insieme agli stereotipati mare-sule-jentu-oiu-mieru-pizzica, contribuiscono ad aumentare il nostro orgoglio di residenti. Ogni paesino della provincia di Lecce, d’altra parte, oltre alle bellissime chiese – principalmente – barocche  ed ai palazzi baronali o ai castelli, ha anche delle bellezze nascoste, fra le vie del centro abitato o nelle campagne del suo feudo.

Ma la scelta di non fare una strada a quattro corsie fra Maglie e Otranto, dovrebbe, doveva provenire, al di là dei soldi pubblici iniquamente spesi, da un presupposto di equilibrio, di buongusto, di stile, di rispetto del territorio, o tout court, di etica del turismo: gli abitanti di un luogo con forte vocazione turistica, quale il Salento è, e prima ancora degli abitanti, i politici stessi chiamati a gestire la cosa pubblica, oltre ad impegnarsi ad incentivare il turismo, sarebbero chiamati anche e soprattutto a salvaguardare le peculiarità del loro territorio, con un occhio e mezzo alla storia e solo mezzo al futuro. Altro che ammodernamento! Non siamo mica a New York, né a Parigi né a Berlino.

Il turista intelligente che arriva nel Salento non se ne importa niente di scorrazzare per strade di 30 metri: sarà felice invece se gli daremo dei mezzi pubblici, a tutte le ore, per andare dove vuole… e se è davvero intelligente, sarà felice di spostarsi lentamente, forse anche scervellandosi un po’, cartina alla mano, per decidere se in quel paese o in quell’altro è meglio arrivarci per quella o quell’altra strada…

Il turista intelligente sarà certamente disturbato dall’assenza, per l’appunto, di mezzi pubblici, e dalla scarsezza delle corse (sera e notte sono tabù); ma sarà disturbato anche dagli asfalti-groviera nei paesi, dalle discariche fuori paese e nelle piazzole di sosta, dalla puzza dei liquami mentre fa il bagno in certi tratti di mare o in certi paesini privi di sistema fognario (infrastruttura!), dalle chiese e dai musei chiusi dopo le sei di sera… dai ristoranti che alzano i prezzi e lo tartassano, dai prepotenti al volante che abbondano in zona, dalla quasi totale assenza di piste ciclabili o dalle auto parcheggiate sulle poche esistenti… Quel turistà spesso si chiederà: “Ma questa gente… come ragiona?”.

Come no, anche una strada può essere sostenibile, ripeto, ma non un’autostrada! È questo il problema: di cattedrali nel deserto ne abbiamo fin troppe in Italia… c’era proprio bisogno anche di questa? Non basta quella di Otranto, a due passi da qui, che è spettacolare, incantevole e unica?

La Maglie-Otranto si poteva e forse si doveva ampliare, d’accordo, ma di 5-6 metri complessivi, lasciandola a due corsie. Rotonde e semafori, come ho già scritto, l’avrebbero resa più sicura; ma si sarebbero dovuti preservare ulivi e tutto il resto, in virtù proprio di quell’etica del turismo di cui dicevo, che dovrebbe essere molto più sostenibile di una strada.

Viceversa la strada in questione si sta ampliando di 15 metri circa, per complessivi 30 metri di solo asfalto, più una trentina di metri di “pertinenza” oltre le carreggiate, a fronte di un indice di viabilità vicino allo zero per 10 mesi all’anno, tolte le domeniche e i festivi.

Manca il senso della misura. Non siamo in America, ripeto! Stiamo andando a visitare la storia, anzi la preistoria! Stiamo andando a vedere il mare, a fare un bagno, a percorrere una litoranea (quasi) vergine… e ci arriviamo con 4 corsie?  E menomale che ancora non hanno pensato al viadotto Otranto-Valona… ma se trovano i soldi, tranquilli: siamo fregati!

4 Commenti a Benvenuti nel Salento, con le sue bellezze irraggiungibili

  1. un mio amico statunitense non capacitandosi delle quantità di rifiuti sugli scogli (!) st’estate azzardò la teoria che abbiamo troppa bellezza per crederci davvero e prendercene cura

    • Chiaro! La “monnezza” su spiaggia e scogli mi era sfuggita. Ha ragione il tuo amico statunitense, anche se è troppo buono: le persone civili, e nel Salento ce ne sono tante, si guardano bene dal lasciare un solo fazzolettino, pur se bio-degradabile, su una spiaggia o per terra in generale… Purtroppo c’è un problema di sensibilità verso l’ambiente: se uno non l’ha sviluppata di suo, andrebbe educato ad una coscienza civica (educazione civica, si chiamava un tempo). E’ un problema, ahinoi, di arretratezza culturale, tutto qui.

  2. Chi viene dal nord Italia o dal nord Europa per vedere il Salento dopo aver fatto migliaia di chilometri non se ne frega niente di fare gli ultimi 15 chilometri su una mega super strada; questa strada, la Maglie-Otranto non porta turismo ma fa scappare via i turisti ed il turismo di qualità: noi dobbiamo salvaguardare il nostro paesaggio che è il nostro tesoro e non distruggerlo con queste opere inutili.

  3. Ad una mia amica inglese hanno appena svaligiato la casa… per quanto era benvenuta. Ha deciso di vendere tutto

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