Ma quanto quota un albero di ulivo secolare?

La domanda ce la siamo posta e la risposta subito pronta, offerta da un annuncio dell’8 marzo 2012 su uno dei più celebri siti mondiali di vendite online, verificabile da chiunque.

ALBERI SECOLARI ULIVO DA CIRCONFERENZA 1,30 A CIRCON.15 METRI VENDO

 

Prezzo di partenza: EUR 250,00

 

ALBERI SECOLARI DI ULIVO MEDITERRANEO        VENDO
OTTIMI IN VEGETAZIONE E ASPETTO;
OTTIMI PER TRAPIANTARE
DA I PIU’ PICCOLI DI CIRCA 65 ANNI CON CIRCONFERENZA  1,30 CENTIMETRI AI
PIU’ GRANDI DI ALCUNI SECOLI DI ETA’ CON CIRCONFERENZA DI CIRCA 15 METRI.

TELEFONARE FRANCESCO 392… PREVIO SMS….

INOLTRE ABBIAMO CONVENZIONE CON DITTA CHE EFFETTUA L’ESPIANTO A PARTIRE DA EURO 100,00
E IL TRASPORTO A EURO 1,5 A KILOMETRO

 

13 Commenti a Ma quanto quota un albero di ulivo secolare?

  1. Andrebbero denunciati e carcerati per direttissima, lui , chi espianta e trasporta, e chi compra alberi secolari. Io la penso così!

  2. Guarda che non e’ cosi’, a me hanno dato fuoco al campo lo scorso luglio 2011 e mi hanno bruciato 39 alberi di ulivo secolari del 1850 e non sai il dispiacere che ho provato, ora sto cercando di reimpiantarli e ovviamente devono essere espiantati dai luoghi dove vengono coltivati per la vendita e puo’ capitare che c’e’ anche chi deve espiantarli per costruire una casa e quindi e’ meglio espiantarli e venderli che bruciarli!!!!!!!!!!!
    C’e’ anche il caso in cui e’ lo stesso stesso comune di appartenenza che ti espropria del terreno per costruire le strade o ampiarle come e’ successo a mia madre a Lecce che per costrure il ponte le hanno tolto 700 mq e allora cosa fai? lasci che distruggano gli alberi o e’ preferibile reimpiantarli in un altra zona piuttosto che vederli morire!

    • Ciao Emanuele ….lo so che è vecchia questa discussione e forse non leggerai mai questo commento ma ci provo lo stesso…..anch’io sono di Lecce e ho letto che ti hanno bruciato degli ulivi….io cerco qualcuno a cui regalare un limone di credo più di dieci anni (malato di cocciniglia, ma basta trattarlo con olio bianco, cm tu sai meglio di me sicuramente), e un pero. Purtroppo quando ho comprato casa il vecchio proprietario ha avuto la brillante idea di piantare tantissimi alberi in mezzo metro quadr, quindi le piante sono sacrificate….

  3. Spero che queste due leggi vi facciano desistere a tagliare ancora alberi di olivo!
    Legge 14 febbraio 1951, n. 144 Modificazione degli articoli 1 e 2 del Decreto Legislativo Luogotenenziale 27 luglio 1945, n. 475, concernente il
    divieto di abbattimento di alberi di olivo.

    LEGGE REGIONALE 4 GIUGNO 2007, n. 14
    “Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi
    monumentali della Puglia”.

    • Roberto in quelle leggi si parla di abbattimento e non di espianto, e poi in un periodo di crisi come questo è giusto che la gente cerchi modi LEGALI per rientrare di qualche euro, alla faccia dei finti ambienbtalisti che poi girano con le loro macchine DIESEL a BENZINA,…per favoreeeee, persone come lei in questi casi dovrebbero capire che, chi vende un albero, di questi tempi, magari lo fa perchè a fine mese non mangia, non è un 6 al superenalotto, sono 5000€ NON CREDE? In più l’espianto di ulivo magari serve per piantare altri ulivi che hanno una produttività maggiore rispetto ad alberi di 500anni.
      Io per ogni ulivo secolare potrei piantare due nuovi ulivi non crede sarebbe meglio?? Per quanto mi riguarda si. Pensare che ho decine di alberi fra i 400 e i 600 anni che producono meno di quelli di 15/30anni

  4. Quanto costa espiantare un ulivo secolare? E quello che molti si chiedono a volte è più costoso estirpare un albero, e trasportarlo che l’albero stesso ed a volte chi lo acquista deve fare i calcoli sul trasporto che è più oneroso dell’acquisto dell’albero di ulivo secolare!.

  5. L’espianto di una pianta (o più piante) non causa alcun danno all’ambiente se si reimpiantano piante giovani.
    Il messaggio è rivolto agli ambientalisti da strapazzo che non sanno che, sopratutto nel caso dell’olivo, il tronco non è altro che un’accumulo di massa lignea, pressochè inerte rispetto agli scambi nella matrice ambientale, mentre sono prevalentemente gli apparati radicali e foliari di una pianta quelli che “lavorano” attivamente

  6. Gentile signor Rosini, premesso che il post in questione, come tanti altri qui prima e dopo pubblicati, avrebbe dovuto suscitare anche in lei considerazioni non di natura esclusivamente botanica e strettamente biologica e che queste, pur ineccepibili sul piano scientifico, rappresentano, però, un pretesto ed un comodissimo alibi per il capitalismo sfrenato e predatorio che ha portato il mondo alla condizione attuale creando, in rapporto al nostro argomento, la nota recente psicosi per giustificare poi interventi distruttivi con la chimica, con il ferro e con il fuoco, ribatto che, se si dovesse seguire il suo ragionamento, non dovrebbe comportare alcun danno, per esempio, la proposta, che dovesse essere avanzata dallo (stra)pazzo) di turno, di demolire (o smontare e rimontare da qualche altra parte, o magari venderne i pezzi al miglior offerente) il Colosseo per edificarvi uno stadio avveniristico o abbattere quello che rimane di Pompei e trasformare il tutto in superficie edificabile. Armando Polito

    • Ti leggo con piacere e sorpresa, perchè non credevo il mio post suscitasse risposte, tantomeno con tale immediatezza.
      I paragoni che poni sono una estremizzazione eccessiva, credo che ci siano atti e fatti di gran lunga più offensivi verso l’ambiente che non l’espianto di qualche ulivo; questa prassi, semmai, evidenzia più un problema di disparità sociale (visti i costi astronomici di un ulivo veramente “secolare”) dal momento che è esercizio riservato a pochi benestanti.
      Colgo l’occasione per augurare a te ed a tutti buon anno, scusandomene di non averlo fatto nel post precedente

  7. La disgrazia peggiore di noi umani è che cominciamo col “qualche” (dal furto, all’omicidio, dalla crudeltà gratuita alla raccomandazione, etc. etc.), continuiamo con “molti” e spesso concludiamo con “tutti”. Condivido pienamente la tua osservazione sulla disparità sociale che si impernia sempre sui due soliti poli opposti del bisogno (che in parecchi casi, però, complice la mancanza di una programmazione di sviluppo agricolo politicamente adeguata, diventa mera e cinica convenienza economica e non più stato di necessità) e del superfluo o dell’extrasuperfluo da soddisfare il più delle volte con mezzi che non sono il frutto di un lavoro onesto, sia esso fisico che mentale. Ricambio gli auguri per il nuovo anno sperando che esso sia veramente buono, alla maniera in cui, in fondo, lo intendiamo io, tu e tutti coloro che su queste pagine partecipano o semplicemente ci seguono con critico affetto.

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