Alberi di Natale da ripiantare per una nuova foresta

 

LA FESTA NATALIZIA DELLA RINASCITA ARBOREA!

UN’ INTERA NUOVA FORESTA AD OGNI NATALE!

di Oreste Caroppo

Ritengo sia una bellissima tradizione quella di comprare l’albero di Natale, ma solo se si comprano alberi o arbusti di specie autoctone della zona con radice e vaso o comunque involucro di contenimento ottimale delle radici, da mantenere umido l’interno, per poi aver cura di ripiantarlo a gennaio in campagna o in un parco cittadino urbano o periurbano!
Le feste natalizie quindi non finirebbero con l’Epifania, ma nel “giorno della Rinascita Arborea” fissato immediatamente poco dopo l’Epifania! Una vera e propria festa densa di belle promesse e felicità in cui tutte le famiglie ripiantano i loro alberi natalizi con amore e massima cura e gioia!
Un’ iniziativa privata virtuosa delle famiglie da promuovere, che
raggiungerebbe l’apice della virtuosità civica e politica se accompagnata da iniziative pubbliche parallele per coloro che non hanno terreni privati dove piantar le piante a fine Natale!

Avremmo ogni anno boschi enormi, gratis per gli enti pubblici, crescenti di anno in anno, in ogni città, se i comuni e/o delle associazioni si preoccupassero di indicare una serie di vivai con le specie da consigliare, e ottenute dai vivai convenzionati da germoplasma  autoctono, e delle aree predisposte anno per anno dove aiutare le persone a ripiantare l’albero acquistato, in un certo modo e luogo a seconda della specie, invitando le famiglie a prendersene cura portandovi dell’acqua nei mesi più aridi nel primo anno almeno!!!
Eviteremmo l’inutile assurda strage consumistica d’alberi cui oggi assistiamo inermi!

Nel Salento, ad esempio ottimi sarebbero, quali alberi di Natale, cipressi e pini (da pinoli e d’Aleppo, eventualmente anche marittimi) e ginepri mediterranei da macchia, ma anche querce spinose e lecci, corbezzoli, carrubi, allori, lentisco, mirto, ecc., le tante sempreverdi mediterranee!
A me la tradizione dell’albero di Natale piace molto, più di quella del presepe; con quest’idea semplice, ma efficacissima, quella che è oggi un’ inutile strage silenziosa o/e agonizzante di migliaia di abeti ed altri alberetti, post e pre natalizia, diverrebbe una grande opportunità di “rimboschimento partecipato” di grande richiamo se ben pubblicizzata e attuata senza troppe speculazioni
(perché ormai tutto ciò che è “eco” tende oggi ad infarcirsi di speculazione da parte di furbetti falso-ecologisti, ma qui almeno si avrebbe la possibilità visiva di vedere nella propria stessa città, o poco fuori, quanto davvero tutto viene condotto secondo morale)!!!

Inoltre il tutto dovrebbe esser fatto con alberi a costo più basso degli
alberi natalizi attuali a parità di dimensione per invogliare verso questa scelta più etica proposta.
Nel Salento, nel sud della Puglia, anche il cedro sebbene non italico, ma pur sempre mediterraneo, potrebbe ben sostituire il classico abete! Ma garantisce forma a cono anche il Cipresso mediterraneo e il Pino d’Aleppo.
Un’ iniziativa che deve diventare una tradizione irrinunciabile del Natale italiano e mondiale, che ha davvero in sé tutti quei valori natalizi della
Rinascita, e del buonaugurio, che la strage degli alberi natalizi non ha!

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