Accade in Puglia. 90 giorni per espiantare un ulivo secolare. La parola all'agronomo

Per i Consiglieri della Regione Puglia per spiantare un Olivo Monumentale basta il silenzio assenso

 

di Antonio Bruno

«I popoli del Mediterraneo cominciarono ad uscire dalla barbarie quando impararono a coltivare l’olivo e la vite» (Tucidide, V secolo a.C.)

Mi dispiace in questo ultimo scorcio di 2011 dover rimpiangere il codice babilonese che regolava il commercio dell’olio d’oliva, un’attività a cui per millenni è stata attribuita straordinaria importanza. Addirittura mi trovo a vergognarmi se penso ai Greci che furono i primi a regolamentare la coltivazione dell’olivo, i cui alberi dominavano la rocciose regioni rurali della Grecia e divennero i pilastri della società ellenica; pensate amici miei che erano così sacri che chi ne abbatteva uno era condannato alla morte o all’esilio. La coltivazione era protetta ed incentivata: ad Atene si poteva incorrere in severe sanzioni, passibili anche di condanna a morte, se si violavano le leggi promulgate da Solone a difesa degli olivi.

C’è un fantasma che si aggira nella Regione Puglia
Invece nella Regione Puglia c’è un nemico da battere. Sapete chi è? Ma i dottori agronomi e forestali che lavorano per la Regione Puglia! Infatti è prima di tutti a loro che è indirizzata l’azione di difesa dei cittadini messa in atto dal Consiglio Regionale della Puglia!

In alcune dichiarazioni mi è sembrato che questo volesse dire il Consigliere Regionale Massimo Cassano quando ha dichiarato “la modernizzazione del territorio e le aspettative dei cittadini….che … rischiano di restare intrappolate negli ingranaggi di una anacronistica macchina burocratica e ideologica” (http://blog.libero.it/forzamassimo/10810029.html ).

Insomma in estrema sintesi in Puglia ci sono 60 milioni di ulivi, di questi 5 milioni sono delle vere opere d’arte della natura e si tratta di “monumenti” che devono essere salvaguardati.

Allora non c’è nessun problema vero?

Tutti siamo d’accordo che gli olivi vanno tutelati?

Perchè il Consigliere Massimo Cassano afferma che con il silenzio assenso si migliora l’efficenza dell’istruttoria?
E perché allora il Consigliere Massimo Cassano chiede che in caso di mancato pronunciamento per l’espianto si possa procedere dopo novanta giorni per la regola del silenzio assenso? Perchè la Regione Puglia non risponde alle istanze di espianto? E perché se non risponde allora significa che tutto va bene e puoi espiantare?

Perché dopo le modifiche che sono state apportate alla Legge n° 14 del 2007 si è gridato al mondo che il silenzio assenso migliora l’efficienza dell’istruttoria?

Perché ci si straccia le vesti e si grida allo scandalo per la circostanza che la Legge n° 14 del 2007 burocratizza la tempistica delle procedure in materia?

Perché si dichiara che grazie a tutti i Consiglieri della Regione Puglia che hanno fissato il limite di 90 giorni entro cui la commissione competente dovrà fornire il parere richiesto dall’ente o dal privato per procedere all’espianto e allo spostamento degli alberi si è migliorata l’efficienza dell’istruttoria e sburocratizzata la tempistica delle procedure in materia?

ulivo del Salento (ph Lucio Meleleo)

Ma vediamo cosa prevede la legge nel caso si chiedesse l’espianto di un olivo monumentale

L’articolo 3, richiamando la legge 144 del 14/02/1951 (divieto di abbattimento ed espianto di alberi di ulivo oltre il numero di 5 per ogni biennio in ogni azienda agricola, che può avvenire esclusivamente per morte fisiologica dell’albero o per certificata improduttività), disciplina l’espianto di alberi di ulivo secolari obbligando il proprietario a darne preventiva comunicazione al comune e all’UPA ovvero Ufficio Provinciale Agricolo di appartenenza che possono prevedere l’acquisizione dell’albero/i al patrimonio Comunale o Regionale con un indennizzo pari al costo del peso del legname e trasporto ad altra destinazione.

La domanda di espianto va inviata all’Ufficio Provinciale dell’Agricoltura e quando è previsto il reimpianto in altra sede la domanda dovrà contenere la richiesta di un documento di trasporto, che indichi la zona di espianto e quella di destinazione (art.4).

L’art. 5 regola l’espianto per motivi di pubblica utilità e per le zone destinate all’edificazione, prevedendo una deroga al limite di espianto di 5 alberi. Gli ulivi espiantati, se secolari, dovranno essere reimpiantati, entro il termine di 30 giorni, a spese del realizzatore dell’opera, in aree libere degli stessi lotti di intervento o in altre aree di proprietà comunale o limitrofe o in aree pubbliche destinate al reimpianto di ulivi secolari (art.7) individuate dalle amministrazioni comunali, provinciali e dalle comunità montane della Puglia. Per l’individuazione di tali aree o per la destinazione di quote dei bilanci comunali alla tutela e alla valorizzazione degli ulivi secolari, le amministrazioni comunali usufruiscono di misure di premialità per i finanziamenti regionali e con fondi comunitari per la realizzazione di progetti in campo ambientale.

L’art.5 prevede che le opere autorizzate dovranno essere realizzate entro 2 anni dall’autorizzazione, pena la decadenza della stessa.
Deroga al limite di 5 alberi è prevista in caso di opere di miglioramento fondiario (art.6). Chiunque espianti alberi di ulivo senza la necessaria autorizzazione o non ottemperi agli obblighi di reimpianto viene punito con una sanzione amministrativa pari al decuplo del valore commerciale degli alberi. Tale sanzione, per gli esemplari plurisecolari, viene stabilito da euro 30.000 sino a 500.000 per ogni pianta in relazione alla gravità della violazione.

Secondo la Quinta Commissione della Regione Puglia è meglio il silenzio assenso
Insomma secondo la Quinta Commissione del Consiglio Regionale della Puglia il controllo dell’UPA e della Commissione non funziona e quindi per tutelare i cittadini che fanno? Introducono il silenzio assenso ovvero fissano in 90 giorni il tempo massimo entro il quale la Burocrazia Regionale deve rispondere. E se non rispondono? Ecco che scatta il silenzio assenso ovvero puoi togliere l’albero monumentale e metterlo dove avevi dichiarato nella domanda.

Oggi è un giorno triste per i dottori agronomi e forestali
E un giorno triste per i dottori agronomi e i dottori forestali della Puglia. E’ un giorno triste per le Facoltà di Agraria della nostra Regione! E’ un giorno tristissimo per le persone che regalano il loro tempo libero per salvaguardare il paesaggio della Puglia, che su una chiamata di recano a fare sopralluoghi e foto e poi allertano tutti per il pericolo! Mi riferisco a Italia Nostra del buon Marcello Seclì e al Forum Ambiente e Salute di Oreste Caroppo e Alfredo Melissano. Possibile che i Consiglieri della Regione Puglia non abbiano di meglio rispetto al silenzio assenso per efficentare la macchina burocratica? Possibile che non comprendano la grande offesa che fanno ai tanti colleghi che ogni giorno si impegnano nella Regione? Possibile che non capiscano questi Consiglieri Regionali che offendono i tanti tecnici qualificati che GRATIS si impegnano nelle Associazioni Ambientaliste?

Bisogna farsene una ragione! I Consiglieri della Regione Puglia per rendere efficiente la Regione hanno deciso che è meglio che la struttura burocratica non ci sia più e con essa scompaiano anche i volontari. Sono indignato! Anzi….Indignatissimo!

 

Per dire “Nesuno tocchi gli ulivi di Puglia” firma la petizione:

http://petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=ulivi

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