All Hallows eve, ovvero Halloween!

di Paolo Vincenti

Tra zucche, mostri e scheletri, puntuale, anche quest’anno, arriva Halloween, tradizione anglosassone importata in Italia alcuni anni fa, con un successo sempre crescente. Quale è il significato di Halloween e quali sono le sue origini? La parola Halloween, di origine anglosassone, deriva da “All Hallows Eve”, che significa “Notte di Ognissanti”, festeggiata il 31 ottobre, data che era molto significativa nell’antichità. Le origini di Halloween ci riportano ad un’epoca antichissima, cioè all’età dei Celti, che dominavano l’Europa prima dell’avvento dei Romani. L’anno nuovo, per gli antichi Celti, iniziava il 1 Novembre, quando i lavori nei campi erano ormai conclusi ed il raccolto era stato messo al sicuro; in quella data, erano ricordate tutte le divinità pagane ed erano ringraziate per la riuscita del lavoro nei campi, anche come auspicio per la nuova stagione. Questa ricorrenza era chiamata Samhain, ed i suoi colori tipici erano l’arancio, per ricordare la mietitura e la fine dell’estate, ed il nero, a simboleggiare l’imminente arrivo dell’inverno. I Celti credevano che, in questa magica notte, tutte le leggi fisiche che reggono l’universo fossero sospese e si aprisse un varco di comunicazione fra il mondo dei vivi e il mondo dei morti.Secondo i Celti, infatti, i momenti di transizione fra due stati recavano in sé qualcosa di magico.

E questo periodo era il più importante momento di transizione dell’anno, con cambiamenti climatici e cambiamenti di abitudini quotidiane, ed allora i Celti erano convinti che ciò potesse creare, nella notte fra il 31 ottobre ed il 1 novembre, uno stato sensoriale eccezionale  ed  una connessione con il mondo dei morti, con coloro, cioè, che avevano già sperimentato il momento di transizione per eccellenza, vale a dire il passaggio dalla vita alla morte.

I defunti  ritornavano sulla terra e vagavano in cerca di nuovi corpi da possedere. I vivi, per paura di essere posseduti, rendevano le loro case del tutto inospitali, spegnevano i fuochi dei camini, affinché le abitazioni fossero buie e fredde, e rendevano i loro corpi orribili mascherandosi  da mostri, così da spaventare e mettere in fuga gli spiriti dei defunti. I fuochi che venivano spenti in tutte le case, poi, venivano rimpiazzati da un unico fuoco collettivo, un grande falò acceso al centro della città, il fuoco druidico, che era simbolo di comunione e collegamento fra tutti gli abitanti.  Ben presto il Cristianesimo si impossessò di questi culti pagani e li assimilò.

Così, una festa tradizionale celtica in onore degli dei pagani divenne una festa cristiana molto sentita e partecipata, la festa di Tutti i Santi e dei Defunti.Gli irlandesi continuarono le loro tradizioni paganeggianti, rafforzandole con i nuovi significati che la religione cristiana aveva attribuito loro.

Nel Settecento, iniziò l’usanza di intagliare strani e spaventosi volti nei cavoli rapa e di inserire al loro interno delle candele illuminate per fare allontanare gli spiriti maligni. Nel 1840, vi fu una emigrazione massiccia di irlandesi in America, per fuggire dalla carestia di patate che aveva colpito la loro patria. Gli irlandesi portarono i loro usi e costumi nel Nuovo Continente, compresa la festa di Halloween, di cui l’America si impossessò, facendola divenire, col tempo, una festa sempre più importante e consumistica, a tutto vantaggio dei più piccoli, che si divertivano a vestirsi in maschera, ed anche dei grandi, che accompagnavano i loro bambini nella famosa questua del “trick or treat?”.

In America, però, le rape erano molto più rare ed allora questo prezioso tubero fu sostituto dalle molto più diffuse zucche gialle, che diventarono così uno dei simboli, anzi, il simbolo assoluto di Halloween. La parte più divertente di questa festa, per i più piccoli, è proprio il travestirsi ed andare di porta in porta, chiedendo “dolcetto o scherzetto?”. La televisione ci ha abituato a questo rito perché molto spesso compare nei film o telefilm americani. Ma anche questa strana usanza ha radici molto antiche.

Con l’avvento del Cristianesimo, infatti, e  della festa di Tutti i Santi e di Tutti i Morti, a partire dal nono secolo d.C., il 2 novembre, i Cristiani vagavano di villaggio in villaggio, elemosinando un po’ di “pane d’anima”: si trattava di un dolce di forma quadrata, con l’uva passa, in cambio del quale i questuanti promettevano di recitare delle preghiere per i parenti defunti. Era convinzione, infatti, che più preghiere si dicessero, più si accelerasse il passaggio dei defunti dal Purgatorio al Paradiso. Ciò era valido anche se le preghiere erano fatte da estranei.

Dopo la fine del Medioevo, iniziò l’usanza che fossero i bambini ad andare di casa in casa, chiedendo un pezzo di torta, “soul cake” in inglese, appunto “pane dell’anima”. E più fette di torta ricevevano, più essi si impegnavano a pregare per l’anima del defunto, e recitavano una canzoncina  da cui deriva la moderna filastrocca del “trick or treat”. Dalle zucche di Halloween è nata la strana ed inquietante maschera di Jack-O-Lantern. Narra la leggenda che un uomo di nome Jack, noto baro e malfattore, ingannò anche Satana, sfidandolo nella notte di Ognissanti a salire su un grande albero, dove Jack aveva inciso sulla corteccia una croce e Satana era rimasto così intrappolato. Jack fece un patto col diavolo: se non lo avesse più indotto in tentazione, lo avrebbe fatto scendere dall’albero. Alla sua morte, però, Jack non potè entrare in Paradiso, a causa della sua cattiva condotta in vita, ma neanche all’Inferno, poiché aveva ingannato il diavolo. Satana, allora, gli porse un piccolo tizzone per illuminare la sua via nella notte eterna che lo attorniava. Per fare durare più a lungo la fiamma, Jack intagliò un grosso cavolo rapa e mise la fiamma all’interno.

Ecco perché, oggi, viene posta una lanterna all’interno della zucca. Una festa molto interessante, quindi, quella di Halloween, alla quale ormai, anche in Italia, non possiamo più sottrarci.  E così anche nel Salento, che in tutti i paesi festeggia questa ricorrenza. Essa è una festa non solo per i bambini ma anche per gli adulti che prendono di mira i locali da ballo che organizzano serate speciali in cui regna l’horror. Insomma, anche questa festa, come il Natale, è diventata un business.

Ne sono contenti i commercianti salentini che, l’anno scorso, hanno raddoppiato le vendite rispetto all’anno precedente. In questa notte di paura tutti ballano, bevono e si divertono mascherati da spettri o mostri. Il sociologo Franco Ferrarotti approva questa festa dicendo che è la festa dei più piccoli. Infatti è la rivolta dei bambini che, mascherati da spettri, finalmente affrontano l’autoritarismo dei padri o il mutismo delle madri troppo impegnate”.

Halloween esprime, nella notte stregata del 31 ottobre, le nostre paure più recondite e al tempo stesso la voglia di festeggiare e sfogare il proprio stress.

        E allora, se festa deve essere, che festa sia, e buon Halloween a tutti!

2 Commenti a All Hallows eve, ovvero Halloween!

  1. La tradizione della zucca nel periodo delle festività dei morti non è affatto estranea alla tradizione salentina. Della cucuzza intagliata a mo di teschio me ne parla ancora oggi mio padre ultraottantenne e una zucca illuminata me la ricordo almeno 40 anni fa sulla stalla di un contadino nel mio paesello di nascita. Intagliare la zucca e metterla lungo una strada buia per spaventare i passanti era un divertimento antico di tutto l’anno. Da quando mio padre ha saputo dalla tv della tradizione americana della zucca (e ha avuto nipoti in grado di giocarci), ogni hanno, felice e partecipe, ha conservato una zucca (di quelle pacce) per darla ai piccoli per intagliarla. La festa odierna si è ben radicata ormai, prendendo due strade diverse: una strada esclusivamente commerciale sostenuta da ciommercianti, locali pubblici e discoteche (che come al solito hanno una abilità a svuotare di ogni contenuto culturale in favore della cassa tutte le feste cristiane e pagane) e una più spontanea e genuina dei bambini che ne approfittano per uno svago serale molto vicino alla gioiosità carnevalesca. Noto, anche, che quest’anno ci sono molti meno critici della estraneità della festa di Halloween. Quest’anno anche il club della Juventus ha dato un contributo non da poco.

  2. di Alberto Olivucci

    HALLOWEN MA ANCHE NO

    Oggi cade questa festa nuova che molti dicono importata in tempi recenti. Sembra essere solo la festa della zucca intagliata, e a volte mangiata, una festa dai più considerata pagana e osteggiata da alcune correnti tradizionaliste del cristianesimo. Quest’anno alcuni hanno anche detto che entra in concorrenza con le feste cristiane del 1° e 2 novembre e hanno usato argomenti p…er scoraggiarne la partecipazione.

    La festa di Hallowen mi da invece l’occasione di sottolineare invece che ben prima del Cristianesimo esistena una festa dei semi che appunto cadeva il 31 ottobre e il 1° novembre e che in parte è stata assorbita da una ricorrenza istituita dalla Chiesa Cattolica nel 730-740 d.C. Vi cito a sostegno questo estratto della voce di Wikipedia:

    “Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, cominciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale sono attestate ad Antiochia, e fanno riferimento alla Domenica successiva alla Pentecoste. Questa usanza viene citata anche nella settantaquattresima omelia di Giovanni Crisostomo (407) ed è preservata fino ad oggi dalla Chiesa Ortodossa d’Oriente.

    Come data di celebrazione della festività fu scelto il 1º novembre per farla coincidere con il Samhain, l’antica festa celtica del nuovo anno, a seguito di
    richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese. Secondo le credenze celtiche durante la celebrazione del Samhain, i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore. Da questo punto di vista le antiche tribù celtiche erano un tutt’uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo che infatti il 2 novembre celebra i defunti.

    Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1º novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata.

    Il 1º novembre venne decretato festa di precetto da parte del re franco Luigi il Pio nell’835. Il decreto fu emesso “su richiesta di papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i vescovi”.

    Quindi riassumendo prima di questa festa di Hallowen, parola che in gaelico significa “sera di Ognissanti”, e prima di Ognissanti c’era la festa dei raccolti e dei semi Samhain. Mi è piaciuto riscoprire il più antico significato di questa ricorrenza e purtroppo constato che è stata tramutata in una ricorrenza dagli aspetti consmistici, da un lato, o ricoperta con altri significati cattolici, dall’altro. Io desidererei che tornasse nuovamente una festa che celebrasse i raccolti e le sementi, una sorta di ringraziamento perché da questi due elementi dipende il soddisfacimento della fame per tutta l’umanità. Sarebbe una vera festa di ringraziamento a Dio se, invece di pensare a intagliare zucche o a celebrare figure del passato, chi ha avuto più raccolto si dedicasse a donarne a chi è invece nella penuria a causa di eventi naturali o guerra o economia povera. E chi ha più semi ne donasse a chi ne cerca.

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