Ulivi di Puglia, patrimonio dell’umanità. Perché non adottarli?

ulivo detto "serpente" (ph Angelo Puscio)

 di Mimmo Ciccarese*

Il territorio pugliese è la regione italiana con il più rilevante patrimonio olivicolo. Oltre 350.000 ettari di superficie agricola sono coltivati ad ulivo (pari al 25% della superficie agricola utile regionale); di tale estensione, il Salento leccese conserva circa 84.000 ettari di oliveti, pari a circa 10 milioni di piante. Il 30% di queste piante sono piante di età ultrasecolare.

Alberi plurimillenari, quindi, delimitati nella penisola salentina, tra preistorici muretti a secco, dolmen e menhir, “paiare” (tipo di trulli). Queste bellezze uniche si possono ammirare, infatti, in ogni angolo del suo territorio: dalla Grecia salentina, all’otrantino, dal Parco del Negroamaro al Capo Leuca.

I titoli varietali di Cellina di Nardò e Ogliarola leccese la dicono lunga sulla loro origine; ancor di più la caratterizzano gli appellativi popolari che a secondo del modello delle loro produzioni vegetative e fruttifere, denominandoli come :“saracina, morella, cafarella, cascia, nardò, termitara, scisciula, scuranese”. 

il monumentale ulivo denominato "lu barone", nell'Arneo, simbolicamente abbracciato dai soci di Arneotrek (ph Roberto d'Arcangelo)

Tra di essi decine di migliaia di alberi sparsi, tra cui spiccano epiteti d’eccezione per il loro regale portamento, scultura o grandezza:”albero del pastore”, “lu gigante”, “lu barone”, “la baronessa”.

La loro longevità è di totale importanza se si considera la loro resistenta genetica a varcare indenni ere di ostilità (atmosferiche, cambiamenti climatici, interessi dell’uomo).

i soci di Arneotrek posano all'ombra del monumentale ulivo "lu barone", nell'Arneo (ph Roberto d'Arcangelo)

Oggi sono il patrimonio e l’identità connaturata dei pugliesi; essi rappresentano la qualità ambientale più vera, un riferimento turistico, paesaggistico e storica da custodire.

L’Unesco ha riconosciuto che in Puglia l’albero d’ulivo monumentale è il “Patrimonio dell’Umanità”.

La Regione Puglia applica, con l’art. 30 della L.R. n° 14 del31-05-2001, la “Tutela paesaggistica degli alberi”, ed ha previsto la costituzione di un albo di tali monumenti. 

Da queste attenzioni è nato il disegno di legge “Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia“ elaborato dagli Uffici dell’Assessorato all’Ecologia, di concerto con gli Assessorati alle Risorse Agroalimentari, Assetto del Territorio e Turismo e Industria Alberghiera.

I risultati ottenuti si riferiscono ad un percorso di circa 13.000 olivi secolari al 90% condotti da privati; di essi 1900 piante circa hanno una classe diametrica del tronco superiore ai 2 mt.  Più della metà di essi hanno una circonferenza integra e sono a sesto irregolare, cioè innestati sul selvatico (probabilmente i più vecchi in assoluto) e molti di essi probabilmente sono passati inosservati.

Con gli intenti di tutelare queste piante si includono i costumi conoscitivi del territorio (albo degli ulivi monumentali e controlli) guidate da una linea di proibizioni e sanzioni; con la valorizzazione andrebbero allegati i principi per sostenere l’olio extravergine prodotti da tali ulivi.

Dedicare questa attenzione al mondo rurale per riconoscerlo al primo posto per l’estrema dedizione e cura sarebbe auspicabile da tutti (associazioni di categoria, gruppi attenti alla salvaguardia, ecc.) l’opposto sarebbe uno scempio sociale, povertà miseria e abbandono. Adesso, che gli olivi sono stati censiti per ogni comune, un atteggiamento razionale, per esempio, dovrebbe essere  indirizzato alle corrispondenti amministrazioni, scuole, associazioni, gruppi d’azione locale, cittadini, con proposte di adozione, certificazioni ambientali, cartellonistica (tipo “zona di tutela degli ulivi”).

Sviluppo rurale, quindi, superficie naturale ed identità sono valori, certezze e sentire comune; luoghi storici di confine da rivalutare, concretamente, per non indebolire coscienza e uniformità popolare. Vi invito numerosi a visitarli e aderire alla loro causa per il diritto alla tutela.

firma la petizione:

http://petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=ulivi

*Tecnico agroambientale

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