Dialogo con un albero di Ulivo sulla proposta di espianto in Regione Puglia

di Massimo Negro

Questa mattina dopo aver letto della proposta che si sta esaminando in Regione Puglia per allentare i vincoli sulla tutela del paesaggio e dei nostri bellissimi uliveti, sono stato assalito da mille dubbi.

Mi sono chiesto “vuoi vedere che se queste menti hanno pensato ad una cosa del genere effettivamente i nostri alberi di ulivo sono un freno alla sviluppo della nostra Regione?” e poi “cavolo e se avessero ragione? forse si genererebbe un volume di  affari tale che finalmente riuscirei a trovare lavoro in Puglia!”.

Wow! Sarebbe la svolta!

Però su queste cose la parte pragmatica che è in me mi ha suggerito di chiarire la questione direttamente con una delle parti in causa.

Così presa la macchina mi sono diretto in campagna, ho girovagato per un po’ finché mi è sembrato di vederne uno sufficiente anziano e all’apparenza anche saggio che mi potesse rispondere con franchezza.
Ho parcheggiato la macchina e mi sono incamminato lungo un viottolo di campagna finché sono giunto là proprio davanti a lui. Un bellissimo albero di ulivo.

“Ciao amico albero, mi dispiace disturbarti ma ti vorrei fare una domanda. Non penso che tu lo sappia ma in questi giorni qualcuno nel Consiglio Regionale si sta preoccupando del fatto che voi possiate costituire un freno allo sviluppo della nostra regione. Siete in milioni e non c’è sufficiente spazio per tutti. O noi, meglio i nostri interessi, o voi”

“Caro amico, chiunque tu sia, non conosco molto delle vostre questioni ma non mi meraviglio di quello che mi stai dicendo. D’altronde la nostra vita non è mai stata semplice e mai come in questi ultimi anni vedo intorno a me campagne abbandonate, campi non più dissodati. Non vengono più come una volta le pecore o le capre a farmi il solletico. Intorno a me vedo crescere a dismisura campi spietrati e ricoperti di strani specchi che assorbono la luce del sole”

“Conosco bene, certo non come te, quello che accade nelle campagne della nostra terra ma, scusa la franchezza, la mia domanda è semplice e diretta – pensi che il tuo essere qui ben piantato con le tue radici nella terra, possa essere d’ostacolo allo sviluppo economico della nostra Regione?”

“Mi chiedi troppo, in fin dei conti siete voi che andate a scuola e che dovreste avere i mezzi per rispondere a questa domanda, ma vista la tua insistenza non la eluderò, permettimi solo di rispondere per quello che conosco e porta pazienza se non dovessi soddisfare pienamente la tua curiosità”

“Sono tutto orecchi. Prometto di non interromperti. Del resto sono venuto apposta per questo, per ascoltarti”

“Vedi, caro amico, a noi capita ogni tanto di conoscere quello che accade al vostro affaccendarsi. Qualche volta ci capita di leggere – ebbene si, voi non lo sapete ma sappiamo leggere – da qualche foglio di giornale con cui i contadini incartano le loro cose e che poi lasciano svolazzare in campagna.
Leggiamo di politici ed industriali che si lamentano di aree industriali realizzate ma mai pienamente funzionanti e alle volte lasciate nel degrado. Leggiamo di aree artigianali abbandonate a se stesse. Di colate di cemento e strisce d’asfalto che non portano da nessuna parte, dove non transita nessuno se non dei drogati la notte. Leggiamo di inutili nuovi quartieri residenziali mentre i vostri centri storici muoiono lentamente.
Allora caro amico, sono io farti ora una domanda – mi sai dire perché avete bisogno ancora di altro spazio quando ne avete sprecato e lasciato inutilizzato in gran quantità? Che volete farne, ma soprattutto a chi giova?”

“Ma veramente … penso che … si hai ragione”

“Ah ah ah … ti vedo frastornato, forse non sapevi che ne sapessi così tanto, vero? Ora vai che devo pensare alle mie cose, alle mie olive, per il momento a qualcosa ancora serviamo e la stagione della raccolta è prossima”.
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NdR: La proposta è stata presentata dal PdL in Regione Puglia ma, a leggere La Gazzetta del Mezzogiorno, più di qualcuno anche nella stessa maggioranza si è dichiarato disponibile ad affrontare l’argomento.

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Appello di Marcello Gaballo su Spigolature Salentine
http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2011/10/22/nessuno-tocchi-gli-ulivi-di-puglia/

Da La Gazzetta del Mezzogiorno
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=464023&IDCategoria=470

Firma la petizione on-line
http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=ulivi

Ulivo 2

pubblicato su: http://massimonegro.splinder.com/post/25687640/dialogo-con-un-albero-di-ulivo-sulla-proposta-di-espianto-in-regione-puglia

9 Commenti a Dialogo con un albero di Ulivo sulla proposta di espianto in Regione Puglia

  1. Oggi nella mia bacheca sul tema della sopravvivenza degli ulivi secolari ho scritto: – L’azzurro del nostro mare è il riflesso argenteo del canto secolare degli ulivi in un intreccio armonico che mantiene ogni cosa al suo posto e fa sì che tutte le cose partecipino in egual modo alla vita. L’armonia delle cose è nel punto di equilibrio che sostiene l’universo e noi, lungo il nostro cammino, arco di cielo disegnato da una colomba, la nostra colomba di pace. Cos’è il nostro sogno se non quella linea d’orizzonte che ci sta davanti, quel punto di fuoco in cui convergono i nostri sguardi, i nostri piedi, come radici piantate su questo pezzo di terra. Tutto ciò che l’educazione può fare è nelle nostre radici.

    Poi ho letto il bellissimo e saggio Dialogo con un albero di ulivo di Massimo Negro e allora mi viene naturale dire che anche con le forze politiche occorre dialogare allo stesso modo, senza porre bandiere di mezzo e senza chiudersi. Così, si possono riconoscere in tempo gli errori di traiettoria e recuperare una visione più in armonia con le cose.
    Elsa Carrisi.

    • Avrà notato che non ne abbiamo fatto un motivo politico, anche perchè altri di diverso colore hanno sostenuto l’iniziativa. Il colore che ci sta a cuore è il verde argenteo dei nostri ulivi, per i quali lotteremo fino allo spasimo, perchè non vanno toccati, per nessun motivo e nessun interesse. Distruggere i patriarchi verdi della nostra terra sarebbe come far fuori tutti i nostri anziani, con la loro cultura, la loro esperienza, il loro sapere. Ora ci aspettiamo che il consigliere Cassano ritiri la proposta, quanto prima, e vorremmo conoscere il parere delle diverse forze politiche su un tema che sta a cuore ad ogni salentino, ogni pugliese, ogni italiano! Daccordo con il dialogo che Lei si augura, ma prima venga bocciata la proposta e si dimostri, perfezionando la legge in corso, che gli ulivi di Puglia saranno difesi da tutti, nessuno escluso, con i politici regionali in prima fila. In fondo dovrebbero essere loro a darci l’esempio. Lo si vuol considerare un incidente di percorso? bene! Cassano ritiri la proposta e poi cominciamo a confrontarci.
      Rinnovo l’appello ai partiti e consiglieri tutti a rassicurarci in questo senso!
      NESSUNO TOCCHI GLI ULIVI DI PUGLIA!

  2. Felice intuizione, caro Massimo! lo leggerei ai miei alunni e studenti, se ne avessi. Ma so che ci leggono tanti maestri, professori e docenti. Li prego di farlo quanto prima nelle loro classi, sollecitandoli a temi e ricerche, per rinnovare in tutti i nostri bambini il rispetto per queste straordinarie e magnifiche creature che la generosa natura ci ha messo davanti. Dategli voi l’esempio e ammaestrali ad amarli e rispettarli, visto che altri adulti non ci hanno pensato! Anzi dite loro di far sottoscrivere la petizione dai loro genitori!

    Spigolature Salentine ospiterà i temi più belli scritti dai nostri ragazzi e le bacheche sono a loro disposizione per inserire le loro opinioni

  3. Poiché la mia amara battuta a qualcuno potrebbe sembrare criptica e, addirittura, per via di un’omonimia, generare equivoci: Antonio è il calciatore, Massimo il consigliere regionale. Approfitto per fare, invece, i complimenti al “nostro” Massimo per il bel post.

  4. Grazie per i commenti alla nota.

    Caro Marcello, ottima idea quella di chiedere che il tema venga affrontato nelle scuole e dello spazio da dare ai temi. Speriamo che qualche insegnante raccolga il tuo spunto. E’ assolutamente necessario far crescere una nuova coscienza di attenzione al nostro territorio nelle nuove generazioni.

  5. Consiglierei non solo di far leggere questo dialogo agli alunni ma, addirittura se e quando possibile, portare gli alunni a dialogare con l’ulivo e rendersi conto della “saggezza” e della maestosità “, mai “ostentata”, di questo nostro BENE.

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