Libri/ Storia di un metronomo capovolto

STORIA DI UN METRONOMO CAPOVOLTO: IL ROMANZO D’ESORDIO DI GIUSEPPE CRISTALDI

 di Paolo Vincenti

Storia di un metronomo capovolto è la prima prova letteraria di Giuseppe Cristaldi, giovane autore parabitano, autodidatta, già presente con alcuni articoli sul periodico “Approdo Salento”.

Il libro, edito dal Laboratorio, con una Presentazione dell’editore Aldo D’Antico ed una nota di Franco Battiato (si, proprio l’autore di “Bandiera Bianca” e “Centro di gravità permanente”) in quarta di copertina, è dedicato da Cristaldi a “Laura e Claudio Bastianutti, agli spartiti della loro esistenza, Paola e Daniela,  gemme mai schiuse per la crudeltà di questo mondo”.

Giuseppe Cristaldi, che si definisce “giovane coreutico parabitano, incorreggibile apolide, istrione di borgata”, in una breve autopresentazione nella piccola manchette del retrocopertina, è un operaio edile, autore di molte poesie in vernacolo che ha presentato in varie manifestazioni e concorsi letterari. Nel suo romanzo, già il titolo, che fa riferimento a quello strumento utilizzato in musica per scandire la divisione dei tempi, però capovolto, vi è una ricerca, e se ne avverte lo sforzo, che porta ad una certa musicalità del linguaggio e, per quanto riguarda il testo, alla solidità dell’impianto narrativo e ad una certa affabulazione.

Il libro è stato presentato, domenica 21 ottobre, a Tuglie, da Aldo D’Antico e Maurizio Nocera, in una serata organizzata dalla Biblioteca Comunale nell’ambito della rassegna “Ottobre piovono libri”.

Scrive  Aldo D’Antico: “ a me sembra che Cristaldi cominci ad avere le doti fondamentali per inerpicarsi nel faticoso mondo dell’esercizio scritturale. E questo romanzo ci dà qualche buona speranza che sulla scia di seri scrittori salentini, domani, si possa collocare anche lui. […] La struttura narrativa è ben organizzata, solida, per niente ostaggio di luoghi comuni e di banalità espressive. Il tutto è sostenuto da un linguaggio non canonico né ascrivibile a stili particolari. Esso segue puntualmente le fasi della narrazione ed accentua un vocabolario del tutto considerevole, che non è facile trovare nelle giovani generazioni.[…] Lo stile è forte, per nulla piatto o ripetitivo, seguendo le scansioni narrative con viva sensibilità. Risente di letture poderose della realtà letteraria, soprattutto in quella mania descrittiva nella quale intere pagine si dedicano alla minuziosa analisi dei particolari.”

Non c’è che dire, un buon inizio per Giuseppe Cristaldi, “per ultimo ma non ultimo” arrivato nel mondo di Bibliopoli.

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