Meloncelle o spiuleddhe

di Massimo Vaglio

Le Meloncelle ovvero Menunceddhe o Spiuleddhe, (Cucumis melo L. varietas inodorus) sono delle varietà orticole di melone esclusive del Salento, appartengono quindi, alla famiglia delle Cucurbitaceae. Note pure come Cummarazzi; Cucumbarazzi, Cucumeddhre, Pagghiotte, sono, con le due varietà principali, una a buccia chiara e l’altra a buccia verde scuro, le varietà di melone attualmente più diffuse nella Provincia di Lecce.

La loro coltivazione, un tempo, limitata a piccoli lembi di terreno fertili, profondi, e soprattutto con marcate caratteristiche di precocità, ha avuto notevole impulso, con l’aumento delle superfici irrigue, e oggi è largamente diffusa e alimenta abbondantemente il mercato salentino.

Le piante, hanno la peculiare caratteristica di allegare i frutti già sul primo internodo, per cui hanno un ciclo molto breve, il periodo-semina prima raccolta, si aggira sui 60 giorni, riducibili a 45, con la forzatura sotto tunnel o in serra. Una pianta, può produrre anche oltre 30 frutti, che sono, come detto, particolari meloni, a frutti oblunghi, ricoperti di leggera peluria, che al raggiungimento del peso di qualche etto, vengono consumati ancora acerbi, alla stregua di come altrove si consumano i cetrioli.

Alcuni medici, probabilmente per il basso tenore zuccherino, li consigliano ai sofferenti di diabete. Teneri, croccanti e dal gusto fresco e delicato, vengono gustati tali, come frutta; come accompagnamento al cacioricotta fresco; oppure vengono inseriti, pelati e tagliati a fette nelle gustose insalate estive salentine.

Le Meloncelle, hanno costituito un solido baluardo alla diffusione in questa subregione dei cetrioli, che appunto, nel Salento, sono misconosciuti, ignorati, quando non apertamente disprezzati da quanti hanno avuto la curiosità di assaggiarli.

Più che secolare, come attestato da antichi storici locali, quali il Marciano, il Gagliardo, il Corrado ed altri la coltivazione di queste particolari varietà di meloni, come d’altronde anche quella di tutta una serie di altre, per così dire, più convenzionali varietà di meloni e cocomeri, celebrate nei tempi passati per dimensioni e tenore zuccherino.

Tradizionalmente, l’area più vocata alla coltura delle Meloncelle era quella dei paesi di San Donato di Lecce e Galugnano, da cui, talvolta, già nel mese di maggio, giungeva sui mercati la prima produzione.

Oggi, tramite la forzatura della coltura sotto piccoli tunnel di polietilene, specialmente lungo le aree litoranee, si ottiene un sensibile anticipo nella loro raccolta, e già nel mese di aprile, si trovano abbondanti sui mercati. La loro coltura, per quanto praticata in tutta la Provincia, interessa attualmente soprattutto i territori dei comuni di Nardò, Copertino, Leverano, Galatina e Taviano.

2 Commenti a Meloncelle o spiuleddhe

  1. nei miei ricordi di adolescenza (metà anni ’50) è registrato il termine di “pupunedde” (attendo conferma) nel territorio attorno a Taviano.

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