Pulsano. Meglio un chiosco… che un sito archeologico

di Emma Lopresto

Nei giorni scorsi si è aperto un chiosco di circa 15 metri quadri su un sito archeologico in località Lido Silvana, marina di Pulsano (TA). Il chiosco, ovvero la costruzione di notevole grandezza, per la vendita di bibite e il noleggio di ombrelloni, poggia su pilastri piantati con cemento all’interno dello scoglio, a circa 3 metri dal mare, su un sito archeologico di epoca romana.

Tale costruzione rientra in una delibera ben più grande fatta dal Comune di Pulsano detta “ Spiagge libere”, con l’intento di dare in gestione spiagge o porzioni di spiagge a privati e la loro gestione.

Il caso in questione risulta al quanto strano, poiché questa amministrazione in dicembre con un’altra delibera aveva dato il suo patrocinio morale insieme anche con la Provincia di Taranto, nella persona del Presidente Florido e chi per lui l’Assessore Longo all’Associazione Minerva Archeologia di Ravenna per un progetto di salvaguardia dell’area.

Il sito archeologico è di notevole importanza poiché da rilevamenti eseguiti da esperti archeologi e dai resti esistenti sull’area vi sono antiche tracce del periodo romano di un porto con la presenza di strutture murarie, segni di magazzini, come dimostrano alcune buche di pali e piattaforme sommerse, inoltre resti di pavimentazione e vasche.

Il sito e parte di quest’ultimo è localizzato a strapiombo sul mare ad ovest, qui sono visibili resti di un arco e due ambienti troncati dal muro di cinta dell’ex campeggio andato distrutto in un incendio. Il sito, tra l’altro risulta dalla documentazione essere dal 2003 tutelato dalla Soprintendenza di Taranto che si era impegnata a preservare l’area con un atto del 6 marzo 2003.

L’Associazione Minerva Archeologia supportata da molti cittadini attenti al loro patrimonio archeologico non si spiegano come mai è stato dato il permesso alla costruzione del chiosco e bar perforando lo scoglio sottostante e nel mentre realizzando una pozzetta di scarico delle acque fognarie direttamente nell’arenile, compromettendo il sito e l’ecosistema della spiaggia. Inoltre è stata costruita una passerella con l’appoggio direttamente sui pavimenti mosaici che desideravano essere salvaguardati e un silos per l’acqua potabile poggiante direttamente sulla struttura archeologica.

Alcuni cittadini di Pulsano in concerto con l’Associazione Minerva Archeologia di Ravenna hanno fatto denuncia alla Procura della Repubblica, la quale ora dovrà stabilire le responsabilità di tale scempio; nel frattempo però parte del patrimonio storico artistico e archeologico sembra definitivamente compromesso, colpevole la scarsa cura e l’indifferenza dell’Amministrazione Comunale di Pulsano, che non ha saputo credere nel progetto presentato da Minerva Archeologia quale portatrice di ricchezza alla comunità e incuria degli organi preposti alla sua tutela del bene.

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