Indovinelli equivoci salentini

di Salvatore Calabrese

Ai nostri giorni i diversivi e i passatempi per trascorrere le ore libere in modo spensierato sono tanti, quasi tutti figli dei costumi moderni, della tecnologia elettronica e dell’informatica che invadono le nostre menti e condizionano le nostre abitudini.

Oggi ci si ritrova nei bar, nei circoli, nelle piazze,  si parla di calcio, di politica, di cronaca e d’altro, si commentano notizie quasi tutte, o per la maggior parte, diffuse dalla stampa, dalle televisioni e da internet.

In tempi più remoti, invece, questo non poteva accadere. I momenti di relax si vivevano tra parenti e amici parlando dei pettegolezzi che accadevano nel vicinato e per rendere piu’ frizzanti e distensivi  quei momenti, spesso ci si intratteneva raccontando INDOVINELLI, più o meno simpaticamente pepati,  che quando erano ancora inediti e sconosciuti rappresentavano un simpatico e cervellotico rompicapo per chi cercava di trovare una giusta e adeguata risposta.

Normalmente gli indovinelli erano presentati e proposti dagli anziani, i quali con le loro argute saggezze spronavano e stuzzicavano le fantasie dei più giovani, che ascoltandoli con attenzione e ammirazione cercavano di dimostrare la loro sveltezza cerebrale per dare le saggie e appropriate soluzioni.

Il nostro vecchio Salento era una miniera di enigmatici INDOVINELLI, alcuni dei quali sono stati ben tramandati e ben conosciuti dalle nostre generazioni, altri rischiano di restare nel dimenticatoio.

Questi simpatici INDOVINELLI, a sentirli in un ambiente asettico e salottifero dei giorni nostri, potranno sembrare poco fini, poco eleganti e  abbastanza volgarucci.

I nostri vecchi, invece, non facevano molti salotti, li raccontavano spontaneamente nudi e crudi, con linguaggi coloriti spesso contornati  da decorazioni tendenzialmente piccanti ricche di tanta genuina semplicità.

Cominceremo da oggi a proporne alcuni e invitiamo i lettori a dare le risposte servendosi dei commenti:

1

Lu conte ti Leveranu

totta la notte la tene a mmanu,

vae senza camisa

e la tene tisa tisa. 

2

Tegnu trìdici cavalieri,

tutti trìdici a cavallu,

 quando spìccianu lu ballu,

tutti trìdici a cavallu.

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