Shamm El Nesim, ovvero la Pasqua in Egitto raccontata da Marianna

ph Youssef Ibrahim

PASQUA E PASQUETTA IN EGITTO

 

di Marianna Massa

Dopo il consiglio dell’amico Marcello Gaballo ho richiamato le mie conoscenze personali sulla Pasqua egiziana e sono anche andata a curiosare in vari siti religiosi copti e in alcuni blog egiziani per cercare testimonianze e informazioni su questo fenomeno che fossero quanto più vicine alla quotidianità e alla realtà di oggi.

La maggioranza dei cristiani in Egitto sono  copti e appartengono a una branca della chiesa ortodossa. Il loro calendario è diverso da quello cattolico e la Pasqua copta, come le altre festività religiose importanti, cade in genere una settimana dopo quella cristiana. In alcuni anni però le date coincidono e i copti e i cattolici festeggiano la Pasqua nello stesso giorno, come è accaduto l’anno scorso e nel 2007.

La Pasqua copta è preceduta da un lungo digiuno di 55 giorni in cui ci si astiene da tutti gli alimenti di provenienza animale, si rispetta quindi una rigorosissima dieta vegana.  Questo periodo è caratterizzato da un’intensa vita religiosa di preghiera e penitenza, un po’ come dovrebbero essere la nostra quaresima e la nostra settimana santa.

La più lampante somiglianza con la nostra Pasqua, o almeno quella che ho notato io, sono le uova di Pasqua, uova di gallina i cui gusci vengono colorati. Oggi però, anche in Egitto le uova di cioccolato stanno lentamente prendendo il posto di quelle di gallina.

L’evento più caratteristico della Pasqua egiziana è da ricercare però nel lunedì seguente alla domenica di Pasqua. In questo giorno si celebra l’antica festività faraonica di Shamm el Nesim.

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Shamm el Nesim in arabo significa “respira la brezza”, ma questa espressione diffusa in Egitto è in realtà la traslazione  di una antica parola faraonica che significa: “la rinascita della vita”. La festività di Shamm El Nesim è fortemente legata al concetto di vita che rinasce, e questa nuova dicitura araba che ha sostiuito l’originale nome faraonico, è dovuta al fatto che Shamm El Nesim accade in primavera, quando sbocciano i fiori, segno di rinascita della vita dalla terra. È una  vita profumata che si alza per espandersi nell’aria; ecco perchè tra le usanze di Shamm El Nesim c’è anche quella di andare a passeggio a “respirare la brezza” della primavera.

Meno profumato è il piatto tradizionale di Shamm El Nesim: il fsikh. La tradizione del fsikh è iniziata con la quinta dinastia faraonica (2465 – 2323 a.C.) ed è legata all’inizio del culto del Nilo, “il fiume della vita”. Si tratta del pesce nilota buri che viene lasciato a “putrefarsi” per circa quindici giorni ed essere consumato crudo insieme a cipolla e limone. Il fsikh è lasciato inizialmente seccare al sole e poi viene conservato sotto sale fin quando non assume la consistenza giusta ed è pronto per essere consumato. I medici consigliano di congelarlo poi a una temperatura di 18 gradi sotto zero per eliminare tutti i microbi.

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Un aspetto interessante della festa di Shamm El Nesim è che accomuna sia i copti che i musulmani, i quali non disdegnano affatto la pietanza del fsikh e la passeggiata a respirare i profumi della primavera. In Egitto però ci sono pareri discordanti sulla legittimità della partecipazione musulmana a questa festa.

Su wikipedia e su altri blog egiziani ho letto che lo sheikh di El Azhar, Ateya Saqr, ha dichiarato negli ultimi anni che la festività di Shamm El Nesim contraddice la religione cristiana e che i musulmani non devono parteciparvi, in quanto essa richiama antichi riti pagani superati dall’Islam.

Intanto però mi ricordo di aver sempre visto e sentito tanti amici egiziani musulmani elogiare la prelibatezza del fsikh, molti di loro, nei giorni che precedono Shamm El Nesim sono in trepidante attesa dei chili di fsikh che hanno ordinato al pescivendolo di fiducia per consumarlo in famiglia… Per sicurezza ho chiesto un parere su questo detto dello Sheikh Ateya Saqr alla mia amica Rania, musulmana di Alessandria d’Egitto, che l’anno scorso mi ha regalato un chilo di fsikh quando sono tornata dalla Pasqua italiana.

Ecco la sua risposta:

“In Egitto la maggior parte dei musulmani festeggiano Shamm El Nesim e si divertono, mangiano  il fsikh, le uova colorate e vanno a passeggio. Alcuni musulmani  esageratamente religiosi dicono che è haram (vietato nell’Islam) perchè l’Islam dice che sono solo due le feste religiose che i musulmani possono celebrare.  Secondo me e scondo tanti musulmani egiziani, festeggiare Shamm El Nesim non è haram perchè semplicemente è un costume faraonico antico, una tradizione culturale che ha perso ogni legame con le credenze religiose a cui era legata.”

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Shamm El Nesim inoltre richiama anche la terza grande religione, quella ebraica, infatti esso corrisponde alla Pasqua ebraica, la festa dell’esodo del popolo israelita dall’Egitto. Si tramanda, infatti, che gli ebrei tenuti in schiavitù dai faraoni, abbiano scelto di scappare proprio nel giorno di Shamm El Nesim, approfittando del fatto che gli antichi egizi erano impegnati ad abbuffarsi di fsikh.

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