Mario Calcagnile: da Carmiano al mondo e ritorno

di Paolo Vincenti 

Mario Calcagnile  è un artista di Carmiano (Le), che una ne fa e cento ne pensa (o era “una ne pensa e cento ne fa”?).  Mario Calcagnile è un giramondo, uno spirito libero, quasi sradicato che, dopo una vita in viaggio, ha deciso di ritornare nella sua Carmiano, attratto dal clima e dalla natura che offre il nostro Salento. Ma non si può dire un salentino di ritorno; infatti, vive ogni giorno come se dovesse ripartire il giorno dopo.

Il prof. Calcagnile è un pittore-scultore, che ha vissuto in Germania, a Montreal, Canada, e poi a Bergamo, dove ha insegnato discipline pittoriche presso il locale Liceo artistico, prima di ritornare, nel 1998, in Salento.

Restauratore della Cattedrale gotica tedesca di Ulm, si è specializzato nella lavorazione della pietra e ce ne dà suggestiva testimonianza soprattutto nelle opere che ha realizzato nella nostra terra. Ha esposto a Salisburgo, nel 1987, alla Internazionale Sommerkademie; in Lussemburgo, nel 1992; a Lecco, nella Sala civica V.Bozzoli, nel 1993; a Monaco, alla Marchfelder Kunsttage, nel 1998; e poi a Barletta, a Bari e, naturalmente, a Lecce.

Calcagnile non ha molti legami,  perché sempre più forte per lui è il richiamo del mondo con le sue bellezze ancora da scoprire ed i suoi angoli remoti ed incontaminati che egli vuole conoscere. La curiosità anima tutti questi artisti un po’ bohémien come Calcagnile. In questi giorni, è in partenza per Santiago de Compostela, in Spagna: starà via un mese e percorrerà a piedi la via  degli antichi penitenti che, partendo dalla Francia, oltrepassa i Pirenei e, attraverso la Cordigliera Cantabrica,  arriva nel famoso santuario galiziano.

Suoi lavori si trovano a Taviano, dove ha realizzato una imponente scultura in pietra leccese, La Grande Madre, monumento alla pace, nel 2001; il Palamenhir ,che si trova nel giardino della Camera di Commercio di Lecce; e il Trittico della trascendenza, che si trova ai piedi del Santuario di Santa Maria di Leuca, ed è composto da Leucasia, la mitica sirena del Faro, dall’angelo Meliso e dalla Nuotatrice.

 Calcagnile è anche scrittore: ha pubblicato un romanzo, La torre degli amanti a Leuca, una storia d’amore ambientata in una immaginaria Leuca del ‘500, e Peccati di gioventù, una raccolta di poesie, corredate da suoi disegni. Quallche anno fa è stato pubblicato Salento – Asca, cippune, sarmientu, Poesie ed altro, per le edizioni Calcangeli. Questa è una piccola casa editrice, fondata dallo stesso artista, che, piano piano, si sta affermando nel non facile settore  della editoria salentina. Con la sua piccola casa editrice, Calcagnile ha fatto riscoprire la figura e le opere di un illustre carmianese: Salvatore Paolo, insegnante e scrittore, autore di alcuni romanzi davvero pregevoli che giacevano inediti e comunque sconosciuti ai più.

Nella collana “Autori Salentini”, fino ad ora, sono stati ripubblicati: Il Canale (2004), un romanzo di Paolo del ‘62, con la presentazione di Giovanni Bernardini e di Ettore Mazzali, L’età del ferro (2005), con nota introduttiva di Giovanni Invitto, e I Fibbia (2006), un altro romanzo inedito, forse il più notevole di Paolo, a cura di A.L.Giannone.

A Carmiano, Calcagnile ha creato la sua casa laboratorio, sempre aperta ad amici, conoscenti ed altri artisti. Dal 2000, è organizzatore di eventi culturali e simposi internazionali di scultura che coinvolgono artisti di fama: per esempio, ha organizzato il Simposio di Carpignano Salentino, Gemme 2002, e soprattutto sua è l’organizzazione del Simposio Internazionale di Scultura in pietra leccese,  Segni e risegni, che si è tenuto a Cannole nel 2001 e a Santa Maria di Leuca nel 2003 e 2004.

Recentemente, ha iniziato un piano di ristrutturazione e ampliamento della sua Bottega d’arte, che si chiama Il Giardino dell’Angelo, e si trova nella campagna di Magliano, frazione di Carmiano, un open space dedicato a scultura, pittura, agricoltura, meditazione ed eventi culturali. Si respira un fervore davvero stimolante in questa officina, tanto che quasi viene voglia di prendere in mano tavolozza e colori e dipingere, oppure carta e penna e mettersi a scrivere.

Succede agli animi più sensibili,  maggiormente predisposti a lasciarsi contagiare da quella atmosfera di festa, di amicizia e di creatività, in cui  tutti sono i benvenuti. “La mia scultura” , ci dice Mario Calcagnile, “se proprio dobbiamo trovare una definizione (è nota la idiosincrasia degli artisti per ogni forma di catalogazione ), è simbolica. Uso molti materiali ma riesco a dare il massimo con la pietra. La mia pittura, invece, è più astratta, espressionista. Ho cercato di riprodurre nelle mie opere quelle sensazioni che mi hanno dato tutti i posti che ho visitato, ancorandole però ad un concetto forte, quello del mio paesaggio salentino”.

Di lui hanno parlato la Gazzetta del Mezzogiorno, il Quotidiano, Antenna Sud, Paese Nuovo ed anche Verissimo, rotocalco pomeridiano di Canale 5.  “Ho deciso di fare una scommessa sulla capacità di ricezione da parte dei carmianesi di certe mie proposte. Per ora, i risultati non sono del tutto incoraggianti, ma staremo a vedere. Voglio provare tutte le forme di espressione, fermo restando che la mia attività principale è quella di scultore e pittore. Ci sono però dei sentimenti, degli stati d’animo che non riesco ad esprimere con lo scalpello o con il pennello e allora lo faccio con la penna”. A marzo di qualche anno fa  si è tenuta una manifestazione artistica, Scolpire a Primavera, nei giardini di Villa Meridiana a Santa Maria di Leuca, organizzata da Calcagnile.

Il  Nostro partecipa anche ad una trasmissione di Telerama, In famiglia, condotta da Stefania Della Tommasa tutte le mattine, con uno spazio fisso il martedì: in questo spazio,  da lui condotto, Mario invita ad esprimersi giovani artisti anche sconosciuti, con opere di pittura o scultura, ma anche con letture di poesie o brani letterari.

Una ricerca a tutto campo, insomma, quella di Calcagnile,  ulteriore conferma della vitalità e dell’eccezionale fermento creativo che anima il nostro Salento in questi ultimi tempi, in quella che da più parti è stata definita Salento Reinassance, o Primavera salentina. Noi, che, un po’ per caso e un po’ per affinità elettive, ce ne troviamo in mezzo, non possiamo che esserne felici.

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