Grottaglie, una cittadina a pochi chilometri da Taranto…

 di Carmela Santantonio

Eh già… Grottaglie, una cittadina poco distante da Taranto, un po’ di tempo fa, ha catturato la mia attenzione e mi ha sorprendentemente affascinato con il suo immenso ma poco conosciuto patrimonio ambientale.

Quand’ero più piccolina pensavo a questo centro come la “patria degli animaletti di ceramica”, che ancora tutt’oggi colleziono; crescendo mi son resa conto che, oltre alla famosa ceramica grottagliese ed oltre ad essere un prestigioso centro agricolo, questo territorio custodisce un patrimonio paesaggistico ed ambientale straordinario: una serie di incisioni vallive, dette nel nostro dialetto lame o gravine.

In verità, è tutto il territorio tarantino ad essere interessato da questo fenomeno carsico, ma solo poche sono le zone realmente conosciute ed apprezzate.

Il toponimo “Grottaglie”, rimanda, anche se solo in parte, proprio a questo fenomeno, la grotta, raffigurata anche nello stemma cittadino.

<< Sull’imbasamento calcareo, poggiano in trasgressione spessi banchi calcarenitici bianco-giallastri, porosi, riccamente fossiliferi, noti nella letteratura geologica come “Tufi di Gravina” >>.

Il bianco calcareo è interrotto da una fascia di calcare “di Altamura”, molto meno erodibile, per riprendere poi verso la zona di San Marzano.

In queste incisioni si aprono molte grotte che costellano appunto i fianchi delle gravine.

Grottaglie, infatti è detta in dialetto Li Vurtagghij: “molte, diverse grotte”.      

E’ stata proprio la particolare natura del suolo a facilitare il fenomeno rupestre: nel territorio di Grottaglie, come nel resto delle Murgia dei Trulli, sono presenti questi canaloni, i canyons, similari a quelli dell’Arizona.

Grottaglie, gravine di Riggio (ph Carmen Santantonio)

In modo meno spettacolare rispetto a questi ultimi ed in un tempo geologico infinitamente minore, le lame derivano dall’azione erosiva delle acque ai danni del calcare tenero e permeabile.

Il territorio è interessato da una serie di gravine di varia dimensione ed importanza:

Riggio, Fantiano, Fullonese Grottaglie, ossia S.Elia e S.Giorgio, Pensieri, Vicentino, Caprarica e Le Grotte.

Di queste menzioniamo solo le principali:

Lama del Pensiero,

Lama del Fullonese,

Lama del Fantiano,

Lama di Riggio.

E sono proprio alcune di queste che hanno rapito il mio interesse e la mia sete di sapere…

Grottaglie, gravine di Riggio (ph C. Santantonio)

Queste fantastiche incisioni, conservano nelle loro grotte un patrimonio storico oltre che naturalistico, e sono state oggetto di studi recenti che hanno riguardato l’aspetto degli insediamenti medievali, in particolar modo le chiese rupestri.

Le gravine maggiori presentano il fondo roccioso periodicamente invaso dalle acque, mentre il rifornimento idrico alle campagne è assicurato dai numerosi pozzi e dalle sorgenti sparse nel territorio.

Il paesaggio ben sfruttato dall’uomo, offre alla nostra vista un’agricoltura piuttosto evoluta.

Grottaglie, gravine di Riggio (ph C. Santantonio)

Il  territorio “decorato” da una ricca ed importante foresta, ha ospitato nel passato un’abbondante fauna di lepri, volpi, tassi… oggi quasi del tutto scomparsa.

L’aspetto delle gravine si differenzia in maniera abbastanza accentuata da quello del paesaggio circostante per una maggiore presenza d’acqua, per il fertile terreno alluvionale, ed infine, per la vegetazione che trova in essa un eccellente rifugio contro il vento salmastro di Libeccio.

È in questo habitat rupestre che si sviluppò il fenomeno non solo abitativo, ma anche sociale e culturale del “vivere in grotta”, le cui radici sono legate alla particolare natura del territorio.

Nel territorio sono stati localizzati tre centri indigeni: Masseria Vicentino, Monte Salete e Pezza Petrosa, aree che hanno portato alla luce due iscrizioni messapiche, datate agli inizi del V sec., che attestano un forte influsso tarantino sull’ambiente locale; una terza iscrizione, purtroppo andata distrutta, è stata rinvenuta nel secolo scorso.

L’acropoli ebbe una cinta originaria subcircolare, ampliata, in una prima fase, ad Est e, in una seconda fase, a Sud, nella quale sono state rinvenute anche tracce di abitazioni e pozzi o cisterne.

L’abitato di Pezza Petrosa, si estende anche in territorio di Villa Castelli, in provincia di Brindisi, ed è caratterizzato dal rinvenimento di ceramica corizia, attica a figure nere, italiota, apula, di Gnathia e romana.

                

I villaggi

Il territorio dei grandi villaggi, dai quali, in molti casi, si sono evoluti i centri demici attuali, è quello delle grandi gravine che occupano tutta la regione ad ovest di Taranto e, aggirando il capoluogo, si spingono sino a Grottaglie.

Con il territorio di Grottaglie si conclude l’arco dei “grandi villaggi rupestri”.

Ma Grottaglie presenta anche mutate condizioni geologiche: non più imponenti gravine, ma piccoli solchi vallivi, nei quali sono presenti santuari rupestri o ipogei e piccoli nuclei di abitazioni o grotte destinate ad attività produttive.

 

Grottaglie, gravine di Riggio (ph C. Santantonio)

2 Commenti a Grottaglie, una cittadina a pochi chilometri da Taranto…

  1. Suggestivi sono questi scenari che si snodano e si intrecciano nel nostro territorio. Ancora magicamente coinvolgenti quando vengono descritti con determinata abilità pittorica che riesce ad immergere il lettore in questi meandri meravigliosi della natura. Complimenti Carmen.

  2. Carmen, l’articolo”Grottaglie, una cittadina a pochi chilometri da Taranto…” è veramente molto interessante, ricco di notizie, particolari sono le immagini che hai postato, dallo stemma alle gravine di Riggio! Sono bellissime e soprattutto singolari le lame e le grotte di Grottaglie, sembrano incise nella roccia! E’ pur vero, la migliore scultrice, in assoluto, è la natura che ci ha regalato tanto! Ma tu hai descritto tutto ciò come fa un pittore sulla sua tela, complimenti!
    Un abbraccio, Nora

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