Le infrastrutture vere che più mancano al Grande Salento sono i "Grandi Boschi"!

di Oreste Caroppo

 

No ad altro asfalto e cemento: le infrastrutture vere che più mancano al Grande Salento sono i “Grandi Boschi”!

Mentre alcuni politici parlano nel Grande Salento di altre infrastrutture ridondanti che rischiano di compromettere ancora altro territorio pugliese si leva l’appello preventivo dal mondo ambientalista del Grande Salento per indicare la strada della pacificazione e della crescita vera e virtuosa del territorio!

L’Onu proclama il 2011 Anno internazionale delle foreste: si RIFORESTI LA PUGLIA!
Il Ministro salentino Raffaele Fitto e il presidente Antonio Gabellone della Provincia di Lecce, e quelli delle Province di Brindisi, Massimo Ferrarese, e di Taranto, Gianni Florido, insieme al Presidente Nichi Vendola della Regione Puglia, si preoccupino dei problemi più gravosi e seri, delle vere infrastrutture vitali che mancano da decenni e decenni al Salento: I GRANDI BOSCHI !

Non altre strade e strade in territori vergini o che consumano altro suolo!

Sì, solo ad interventi infrastrutturali che migliorano infrastrutture esistenti!
Ma non si accetterà mai più il consumo di altro suolo integro, naturale e rurale, per nessuna altra infrastruttura fotocopia e ridondante in tutto il Grande Salento!

E’ il Grande Salento l’area con la maggiore percentuale di suolo cementificato ed asfaltato d’Italia, la zona dello Stivale, dell’ intera Nazione isole incluse, con la minore percentuale di superficie boschiva.
Un territorio, peraltro, a grave rischio di desertificazione naturale, come segnalato dall’ ONU, cui si aggiunge oggi quella artificiale, spaventosa, terrificante, del flagello da fotovoltaico nei campi!

Ed il Grande Salento era invece, fino a non molti decenti or sono, terra di boschi e foreste immense e pittoresche, nel leccese, nel tarantino e nel brindisino!
Se oggi ciò non è più così, non si deve ai cosiddetti “cambiamenti climatici” o qualche altro effetto naturale, ma solo e soltanto all’azione devastatrice dell’uomo, all’ iper-infrastrutturazione, all’iper-sfruttamento del territorio, alle esigenze voraci dell’industria e dell’industrializzazione selvaggia, alla mala politica, alla speculazione, all’avidità di denaro facile, alla colonizzazione e svendita del Salento!

Questa è un EMERGENZA, e deve essere la priorità politico-amministrativa delle tre province! Del Grande Salento!

La vera prioritaria infrastruttura veramente vitale che manca a noi salentini è quella dei vasti boschi pubblici e privati, della riforestazione del Grande Salento!
L’unica sulla quale nessun cittadino in buona fede o sano di mente avrà mai nulla da eccepirvi contro! Un’infrastruttura la cui ricostruzione, attraverso un massiccio intervento statale, costituisce un fattore strategico di sviluppo e di benessere autentico per il sud della Puglia, nonché una notevole occasione di impiego e lavoro per numerosissimi giovani ed imprese locali.

L’assenza dei naturali boschi nel Grande Salento è causa di dissesto idrogeologico, di cambiamenti microclimatici locali, di diminuzione della fertilità dei suoli, di interruzione di una naturale rigenerazione-purificazione dell’aria dall’inquinamento, di diminuzione della piovosità, di impoverimento della biodiversità (cui l’ ONU ha dedicato il trascorso anno 2010!), di crisi del settore zootecnico d’eccellenza e qualità, di scomparsa delle produzioni silvicole, ecc. ecc. E’ un danno al paesaggio, all’economia e alla salubrità del territorio salentino inimmaginabile ed inquantificato!

Un “imperativo categorico” irrinunciabile e non più procrastinabile del nostro territorio e della sua gestione ed amministrazione, è quello della “Riforestazione” e “Rinaturalizzazione” con essenze autoctone e reintroduzione delle specie botaniche recentemente scomparse, a seconda dei casi previa “Bonifica” dei luoghi! Un imperativo che, come, con stupore, ognuno di noi può notare, è scomparso dall’agenda politica da decenni, mentre in passato era tra le principali priorità politiche della nostra terra; scomparso dall’agenda di tutti i partiti, scomparso dal mondo dell’informazione; scomparso dalla nostra memoria … ma gli ambientalisti del Grande Salento non se ne sono dimenticati, ed oggi, contro la famelica antropofaga foga speculativa che domina quasi ogni atto amministrativo e ogni trama partitica, vogliono e chiedono, con forza e determinazione, di riportare nella prima pagina dell’agenda di ogni istituzione territoriale e di ogni partito, che voglia ancora sperare nella “credibilità” agli occhi dei cittadini, il più grande dei bisogni di questa terra: i Grandi Boschi pubblici e l’incentivazione massima dei rimboschimenti dei suoli dei privati!
_________________________________________________________

Per le adesioni si prega di inviarle al seguente indirizzo:

forumambientesalute@yahoo.it

______________________________________

Forum Ambiente e Salute

vico De’ Fieschi, 2

73100 – Lecce

4 Commenti a Le infrastrutture vere che più mancano al Grande Salento sono i "Grandi Boschi"!

  1. Carissimi,
    una volta ho letto da qualche parte una bellissima e significante frase: “GUARDA LE PICCOLE COSE, PERCHE’ UN GIORNO TI VOLTERAI E CAPIRAI CHE ERANO GRANDI”.
    E con questa frase vorrei sottolineare la questione della mancanza dei Grandi Boschi nel Salento!
    Oggi noi tutti guardiamo questi piccoli lembi di macchia mediterranea scampati fortunatamente (e non sappiamo ancora per quanto) a diventare un parco fotovoltaico oppure qualcos’altro di inutile!!! Un tempo questi “odierni” piccolissimi lembi di boscaglie e macchia erano “LE FOLTE MACCHIE DELL’ARNEO, LA GRANDE FORESTA ORIETANA”!!! Allora, cari amici miei cerchiamo di sensibilizzare la questione, uniamoci e facciamoci sentire!!! Non aspettiamo che un giorno ci voltiamo e ci accorgiamo della grandezza di quei piccolissimi lembi di macchia!!! Facciamoli diventare grandi già adesso!!!
    Roberto D’Arcangelo.

  2. concordo, caro Roberto, all’appello che anche tu lanci a proposito della riforestazione. Sacrosanta anche la richiesta di unirci tutti insieme per sensibilizzare la pubblica opinione e soprattutto i politici perchè il nostro territorio torni ad essere, se non del tutto almeno in parte, “la folta macchia”. Spigolature Salentine, da sempre attento all’ambiente e al territorio, è a disposizione per dare spazio a qualsiasi richiesta di tutela del paesaggio e dell’ambiente. Proponiamo dunque qualcosa di concreto, perchè i nostri desideri non restino utopia.
    Riguardo le celebri e antichissime macchie dell’Arneo, sempre più ferite e deturpate nella loro atavica bellezza, così come accade per la altrettanto famosa “foresta” di Oria, credo sia il caso di parlarne. Qualche bell’appunto storico lo devo avere e forse non è male che se ne tratti, senza che resti argomento per pochi privilegiati.
    Grazie ancora Roberto, ma, converrai, grazie anche all’instancabile Oreste e ai tanti altri “paladini” che si battono per la difesa del territorio, la cui difesa non può essere lasciata nelle mani di pochi temerari

  3. Riceviamo e pubblichiamo:

    Comunque, tenete conto, che esiste una serie di agevolazioni fiscali e tributarie per il rimboschimento e che ulteriori sgravi sono previsti in relazione a determinate colture; sto studiando la cosa anche per vedere se, in previsione del federalismo fiscale, si potrebbe incrociare il tutto con incentivi al lavoro nei campi; si tratta i nfondo di superare una resa di 4mila – 5mila euro annui ad ettaro; non è una cifra impossibile! queste discussioni sono la vera, nuova e buona politica.

    Firmato: Salva Borsellino Eroe Ruberti
    un assetato di validi dibattiti sulla politica, sull’ambiente e sulle questioni sociali.

  4. D’accordo per il rimboschimento, ma dopo che avremo rimboschito non dovrò somunque prendere l’auto ed inquinare per potermi spostare, vista l’assenza totale di infrastrutture ferroviarie degne di questo nome? Capisco che spesso chi si occupa di queste cose non ha di solito problemi di mobilità e non gli pesa spendere decine di euro alla settimana in carburante, però non si può dire che le infrastrutture nel Salento non servano. Stiamo diventando un museo all’aperto con sempre più disperazione economica.

Lascia un commento

La Fondazione Terra d'Otranto, senza fini di lucro, si è costituita il 4 aprile 2011, ottenendo il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Puglia - con relativa iscrizione al Registro delle Persone Giuridiche, al n° 330 - in data 15 marzo 2012 ai sensi dell'art. 4 del DPR 10 febbraio 2000, n° 361.

C.F. 91024610759
Conto corrente postale 1003008339
IBAN: IT30G0760116000001003008339

Webdesigner: Andrea Greco

www.fondazioneterradotranto.it è un sito web con aggiornamenti periodici, non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari. Qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci: fondazionetdo@gmail.com

error: Contenuto protetto!