Punta Palascia non è un luogo qualunque, è “IL” luogo

da http://www.badisco.it/album/

 

di Gianni Ferraris

“…Alloggi per il personale militare, un garage per automezzi, due torri di 11 metri di altezza in supporto alle antenne radar….  E il comitato “giù le mani da Punta Palascia” ha impugnato davanti al TAR tutti gli atti di formazione ed approvazione del progetto. Nei prossimi giorni si terrà l’udienza. Il delicato equilibrio della scogliera di Punta Palascia – inclusa a pieno titolo nel Parco Regionale Otranto S.M. di Leuca – va difeso ad oltranza non solo per la sua indiscussa bellezza ma anche per il suo valore simbolico: il dialogo, lo scambio e l’incontro dei popoli e delle culture del Mediterraneo…”

Questo scrive l’amico Mauro Marino su Paese Nuovo di mercoledi 19 gennaio. Punta Palascia non è un luogo qualunque, è “IL” luogo. E proprio lì, a sovrastare la meravigliosa costa che profuma di mare e di sole, i “proprietari” di quei terreni vogliono compiere, senza badare a vincoli di sorta, passando come bulldozer sulle sensibilità delle persone, calpestando la maggior industria del Salento, il turismo, uno degli scempi più ignobili del territorio. Perché le “ragioni della difesa” valgono più di ogni piano regolatore, di ogni normativa.

Ci sono ripassato qualche tempo addietro,   ed è sempre un’emozione. Quel giorno si vedeva la costa dell’Albania e la neve sulle alture. E so di amici che la notte di capodanno, dopo i brindisi e le feste, vanno lassù per vedere la prima alba, perché “porta fortuna”, perché è bella.

Permettere, in nome della “difesa”, un progetto che ha l’amarissimo sapore di speculazione edilizia, piuttosto che di protezione delle sacre coste da nemici invasori, senza opporsi con ogni mezzo lecito, è uno schiaffo non solo al Salento. La guerra fredda è finita da lunghissimo tempo,  ed abbiamo antenne e ripetitori in ogni luogo possibile e plausibile. Ci sono satelliti e strumenti a noi sconosciuti che ci mandano addosso ogni tipo di onde, neppure fossimo prigionieri di forni a microonde, ora ci vogliono scippare anche quel poco di natura che altri speculatori hanno, al momento, lasciato intatto. Neppure l’alibi di far girare l’economia è plausibile. Le future indecenti costruzioni verranno erette in poco tempo, ma rimarranno per lunghissimi anni, forse per sempre, salvo poi, probabilmente, venire dismesse perché non più utili, e trasformate in qualche residence per pochi ricchi signorotti del mattone o della speculazione.

Il Salento merita altro, i turisti che ne sono la vera ricchezza meritano altro. Aiutiamo chi si sta opponendo allo stupro di un parco naturale. C’è un appello da firmare sul sito: www.palascia.giulemanidallacosta.it

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