Ahi Alessano, terra di Tonino Bello!

di Gianni Ferraris

Ahi Alessano, terra di Tonino Bello. Con tanto Salento, proprio lì dovevano sbarcare? Ahi Salento, con tanta Italia, proprio nella terra dell’accoglienza dovevano arrivare? Loro non vogliono essere “colonizzati” da nessuno. E mal sopportano i finanziamenti a pioggia. Loro sono dei “duri”. In senso lato e, più terra terra, virilmente parlando. E non le mandano a dire a nessuno. “I ripetitori sono i nuovi carri armati del colonialismo romano, per quelli veri basterebbero le armi anticarro e con 100 mila lire gliene buchi uno, ma contro quelli non basta non pagare il canone, vanno buttati giù, perché non devono più trasmettere a spese nostre”. Arringava al suo popolo il 9 agosto 1996,  il ministro Bossi Umberto. E se non sono parole chiare queste, perbacco. Ora che è ministro ha messo tutte le cose a posto. Va bene, la RAI continua a trasmettere a “spese nostre”, e lui, per par condicio, ha imposto una leggina per finanziare con 500.000 euro annui “Radio padania”. E, sempre per par condicio, ha deciso di colonizzare Alessano con le sue antenne. Perbacco, ora avremo Radio padania anche in Salento.  E che volete che importi se da quelle onde verdastre si sparino insulti a raffica contro immigrati e “terroni”? Che volete che importi se da lì parla anche un eurodeputato che ha detto che il terremoto in Abruzzo è un peso per il nord, salvo poi correggersi, dopo le critiche, e dire che non è vero, non è l’Abruzzo il problema, anzi, è tutto il meridione? Ma stiano sereni i camiciotti verdi (come la bile, come le cimici) nessuna persona di buon senso dirà che qui ci sono stipate armi anticarro o simili. Il Salento, quando sente le nefandezze trasmesse, semplicemente cambia programma. La RAI, magari “colonizza”, però al mattino il “Ruggito del Coniglio” è decisamente più istruttivo. Quanto meno per la lingua italiana di cui si fa scempio in alcune lande desolate e tristanzuole.  A proposito di finanziamenti pubblici, anche la scuola gestita dalla moglie di cotanto statista riceve 800.000 euro per il lavoro benemerito che fa. E lavora sodo eh? È riuscita financo a far diplomare il suo pupillo, dopo alcuni tentativi di esame di stato nelle scuole pubbliche. E si è diplomato talmente brillantemente che ora guadagna, euro più, euro meno, 12.000 al mese. Altro che centralismo romano, questo è il  federalismo tanto agognato. Ma questo è altro discorso. Però è interessante notare come tutti gli italiani (anche i terroni) contribuiscano a foraggiare cotanta radio. Neonati compresi ovviamente. Perché i genitori acquistano abiti, cibo  e quanto serve per sopravvivere nonostante la crisi. E su ogni acquisto si paga l’IVA. È una partita di giro insomma. Comunque vada noi ammiriamo la coerenza, soprattutto quella. E loro la sanno lunga.

3 Commenti a Ahi Alessano, terra di Tonino Bello!

  1. Non mi piace anzi MI FA SCHIFO e visto che sono nella loro legalità ,bisogna urgentemente trovare una soluzione x mandarli via.
    A Pallonari che pensano solo al calcio ” è un’ INVASIONE DI CAMPO della Politica, pertanto la Partita è da Sospendere x regolamento.
    Tuttò ciò è GRAVISSIMO , forse qualche ministro locale dovrebbe dare delle Spiegazioni !!!

  2. Premettendo che quando si commentano scritti che attengono sul comune vivere civile bisogna tenere bassi i toni, quello che sta avvenendo è veramente sconcertante, soprattutto e in particolar modo per quanto riguarda l’irradiazione dell’emittente della lega nord nel nostro Salento – provate solo ad ascoltare le trasmissioni giornaliere in cui passano le telefonate degli ascoltatori “rigorosamente abitanti delle valli prealpine”, in cui vengono dette una infinità di volgarità, ammantate dalla solita ormai stucchevole retorica “patana” – offese gratuite e vergognose.
    A tale proposito, gradirei conoscere il pensiero del Ministro Raffaele Fitto e degli altri sodali governativi locali (responsabili politicamente di quello che avviene), verso cui vengono indirizzate al nostro pari le quotidiane offese oltragiose.
    Ebbene si, Gianni credo anch’io che questi figuri sanno bene cosa stanno facendo e “la sapene longa”!

  3. credo che il vero motivo della colonizzazione di RPL, nel Salento, vada ricecato non solo nelle ideologie politiche che la Radio comunitaria in oggetto trasmette, ma soprattutto in più tangibili logiche di marketing e forza commerciale. Personalmente mi capita di ascoltare l’emittente “nordica”, perchè per “combattere il nemico” bisogna, innanzitutto, conoscerlo bene, e da quello che riesco a captare è che si tratta di una massa senza identità – politicamente parlando – di esaltati degni più di commiserazione che di condanna. Per quanto riguarda il politico locale chiamato in causa, credo che non abbia alcun interesse ad esporsi – in un momento così delicato – contro gli alleati più saldi e fedeli di cui il suo stesso schieramento politico dispone…

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