Yara Gambirasio, il Nord, il Sud e la vergogna del signor Paulus Lombardus

Lettera aperta al signor Paulus Lombardus di Brembate di Sopra (BG)  il quale ha pubblicato il seguente testo, qui fedelmente riportato, nel suo blog:

“…Una ragazzina di 13 anni, Yara (ma che razza di nome è?) Gambirasio, in data 26/11/’10 è scomparsa verso le 19 mentre stava rincasando a piedi da sola.

Tornava dal palazzetto dello sport posto lungo la principale arteria del paese, via Locatelli, dopo un allenamento di ginnastica ritmica, ma a casa sua, in via Rampinelli a 700 metri dal palazzetto, non è più rientrata.

Da una settimana ormai durano le ricerche effettuate da un ampio dispiegamento di uomini tra carabinieri, polizia locale, vigili del fuoco, protezione civile, soccorso alpino, unità cinofile e volontari, ma senza alcun risultato concreto.

S’è ipotizzato che la ragazzina sia stata rapita da un maniaco, condotta nei campi tra Brembate e Mapello, lungo il torrente Lesina, e forse portata in un cantiere nel comune di Mapello, ov’era ubicato l’ex stabilimento Sobea.

Le ricerche sono state estese ai comuni limitrofi, al fiume Brembo, alle cave della zona, sino a Dalmine e Ponteranica, ma tutto è stato finora vano.

Vi dirò la mia.

Non conosco la famiglia di Yara, ma ho saputo che sua madre non è lombarda, bensì italiana etnica del Salento (vicinissima ad Avetrana dunque).

I suoi genitori sono di Tricase, spediti verso la fine degli anni ’50 a Bergamo per occupare posti pubblici. La solita solfa statale centralista insomma.

Il Gambirasio, invece di darsi all’endogamia ha preferito l’esterofilia, sposando una loro figlia, Maura, e dando la vita a 4 “meticci”; Yara è la secondogenita.

Da qui si capisce il tasso di natalità sopra la media bergamasca, la fede cristiana della famiglia nonostante il 2010, i nomi ridicoli dati ai figli (Keba, Yara, Gioele, Nathan), i tratti somatici poco orobici della vittima, ed una certa affinità col caso Scazzi.

Nelle vene delle due ragazzine scorre sangue pugliese e io a questo punto non escluderei, visto che poi ogni estate la famiglia Gambirasio trascorre le ferie nel tacco dello Stivale, lo zampino nel sequestro di qualche parente mediterraneo di Yara, dello zio Michè di turno diciamo.

Credo che la tesi sia probabile, tenendo conto anche delle caratteristiche criminogene del Meridione, dell’Italia etnica, che in Puglia ha sfornato la Sacra Corona Unita rimpinguata dalle comunità di Arbëreshë e da una certa inclinazione alla violenza e alla passionalità.

Magari c’è del torbido nella famiglia di Maura Panarese, la madre di Yara, e qualcheduno vuole vendicarsi di qualche passato, ma mai dimenticato, dissapore, oppure ci potrebbe essere qualche parente o conoscente con un debole morboso per la figlia di lei. Chissà.

Questo potrebbe anche indurre a credere che la piccola, vedendo un personaggio di famiglia, non abbia opposto resistenza e sia salita sul veicolo che l’ha sequestrata.

Altra mia ipotesi più fattibile è l’azione di qualche criminale sempre allogeno o di qualche pazzo maniaco…”.

 

LETTERA APERTA AL SIGNOR PAULUS LOMBARDUS

Noi, uomini e donne del Sud, eredi della grande civiltà della Magna Grecia (per sua informazione, ci riferiamo a quella terra dove oggi sorgono paesi come Avetrana e Tricase che lei stesso menziona con arido disprezzo), signor Paulus Lombardus, siamo contro la censura da sempre, sin da quando, ormai millenni fa, abbiamo portato la luce della civiltà occidentale fondandola nel democratico e libero esercizio della ragione di tutti, all’insegna del rispetto per l’altro, mai considerato un avversario, un nemico, uno straniero, ma sempre dia-logicamente visto come elemento essenziale dell’evoluzione autentica del vivere comunitario.

Noi, pertanto, egregio signor Paolus Lombardus, anche di fronte a frasi turpi come le sue, non invocheremo la censura, non cercheremo affatto di tapparle la bocca: abituati come siamo al culto per la libera espressione, riteniamo al contrario molto più prolifica ed efficace la via della libertà per la realizzazione di una società migliore, considerandola l’unica strategia che permetta anche alla stupidità e all’ignoranza di emergere, di venire allo scoperto, in modo che con l’intelligenza della mente e la compassione del cuore le si possa curare, debellare entrambe, spegnendo con il confronto non-violento ogni focolaio di odio e irrazionalità.

È per tali motivi che, piuttosto che censurarla o ignorarla, per fermare l’opera di individui come lei, preferiamo riportare qui e altrove la sua voce, dandole pubblicità e visibilità, convinti come siamo che esporre il suo pensiero alla pubblica intelligenza della società italiana sia il modo migliore per estirpare i potenziali frutti velenosi del suo operato e consegnare i seminatori di discordia come lei alla vergogna che si auto-infliggono.

Noi, abituati da millenni a confrontarci con l’altro con i mezzi della ragione e dell’accoglienza, accantonando quelli del rifiuto e dell’odio, non scenderemo mai al suo livello, non ci degraderemo all’odio e all’offesa, non la insulteremo, così come non ingiurieremo mai i nostri fratelli del Nord, i primi, senza alcun dubbio, a sentirsi oltraggiati e per nulla rappresentati dalle sue parole di odio e stupidità rivolte ai fratelli meridionali. Odio e stupidità che non risparmiano parole nemmeno per la famiglia di Yara, una bambina scomparsa, in questo momento bisognosa solo della solidarietà e del sostegno vivo da parte di ogni uomo, donna o istituzione civile di questa unita nazione.

Non la burleremo, signor Paulus Lombardus, come lei si diletta a fare con i componenti della famiglia di Yara, e tuttavia questo nostro atteggiamento compassionevole non la preserverà affatto dalla vergogna che le sue stesse parole le gettano addosso come un’inarrestabile valanga. Lasceremo fare tutto alle sue stesse parole, signor Paulus Lombardus, lasceremo che siano esse a procurarle quel che le spetta, limitandoci a metterle sotto i lumi dell’intelligenza pubblica – in cui confidiamo sereni –  come la più aspra delle condanne che si possa infliggere a chi, quelle parole, le ha pensate e scritte.

L’umanità e il buon senso che connotano noi uomini e donne del Sud, come i fratelli e le sorelle del Nord, signor Paulus Lombardus, permettono quello che a lei non riesce affatto, ci consentono cioè di sentire come nostra e vicinissima una tragedia familiare che si consuma tuttavia proprio sotto casa sua, nell’estremo Nord del Paese, addirittura nel suo stesso comune. Questo ci è possibile perché il cuore genuino, come l’intelligenza allenata, o semplicemente il buon senso, sanno sorvolare sulle distanze, sanno abbattere le barriere dello spazio e soprattutto quelle destituite di ogni fondamento logico, ontologico e biologico dei miti etnici e della razza a cui lei invece tanta rilevanza attribuisce. L’assenza di queste prigioni perverse della mente e dello spirito – che a lei offuscano cuore e intelligenza – ci permette di andare con generosità incontro agli altri, vicini o lontani che siano nello spazio, consentendoci di comprenderli nelle loro ragioni ed empaticamente sentirne il dolore nelle loro sfortune o la gioia nei momenti di felicità. Tutto ciò che è impedito a lei, signor Paulus Lombardus, come vede a noi riesce spontaneo e semplice.

Noi temiamo soltanto, signor Paulus Lombardus, che a lei possa  mancare anche la capacità di cogliere il senso di queste nostre frasi, sospettiamo infatti che lei non possieda la maturità intellettuale per intendere la logica del confronto ragionevole che abbiamo invocato prima, esattamente come le manca la levatura morale e lo spessore umano per cogliere la sintassi del nostro sentire in cui si riflettono le gioie e i dolori delle altre persone. A tenere in piedi questi tristi sospetti che covano in noi è il suo gelido e ottuso cinismo (gelido nel cuore e ottuso nella mente) scagliato contro una famiglia che in questo momento vive il più atroce dei drammi esistenziali: mentre una madre, un padre e dei fratelli annegano, nel suo stesso comune, nel più atroce dei dolori, lei si intrattiene con spietato diletto e inumano compiacimento a ridicolizzarne i nomi, a ipotizzare ascendenze meridionali come le assurde cause razziste del dramma che quei suoi poveri concittadini stanno vivendo, senza alcun ritegno, senza alcun rispetto per loro e per nessuno, senza ombra alcuna di umanità.

Se tuttavia i nostri sospetti e timori sono infondati e lei, signor Paulus Lormbardus, possiede, al contrario di quanto temiamo, l’intelligenza critica sufficiente per comprendere questa nostra risposta pubblica e ha maturato una pur minima moralità essenziale per dirsi uomo, allora, le sarà impossibile non vergognarsi.

Signor Paulus Lombardus, noi che le rivolgiamo queste parole pubblicamente, siamo tutti coloro che non si nascondono vigliaccamente dietro soprannomi o pseudonomi come preferisce fare lei; signor Paulus Lombardus, noi che le rivolgiamo queste parole apertamente, siamo tutti coloro che, da Nord a Sud di questa Italia, su questo blog e ovunque sarà concessa la possibilità, sottoscriviamo questa lettera con cui la condanniamo pubblicamente alla vergogna, in nome del rispetto indimettibile per gli uomini e le donne del Sud e del Nord di questa terra, in nome del rispetto a Yara e al dolore della sua famiglia, in nome del rispetto che lei deve a tutte le persone che dalle sue parole si sentiranno violate e offese.

Lecce, 12 dicembre 2010

Pier Paolo Tarsi

66 Commenti a Yara Gambirasio, il Nord, il Sud e la vergogna del signor Paulus Lombardus

  1. Questo Leghista razzista fasci-nazista non sa… e perciò glielo dico io.. che se non ci fosse stato il Regno delle due Sicilie a mettere due terzi della ricchezza della nascente Italia… se non ci fosse stata una politica di industrializzazione del nord a danno dell’industrie esistenti del sud… che a quei tempi risultavano tra le più efficienti al mondo… probabilmente ora saremmo in un Italia al rovescio… dove i cosiddetti nordisti… per lavoro e per villeggiare… sarebbero costretti a venire qui nel nostro amato Sud.
    Questo “signore” forse non sa che i maggiori uomini di cultura e scienza in Italia hanno quasi tutti provenienza del Sud.
    Questo “cafone” prima di parlare di persone morte in maniera violenta e scomparse da diversi giorni con familiari ancora in pena… dovrebbe sciacquarsi la bocca… e portare rispetto per il dolore altrui.

  2. Sono sicuro che i cittadini del nord, leggendo quanto scritto dal “Lombardus” si vergogneranno per lui. Purtroppo la stupidità non ha residenze fisse. Spero che Yara sia viva e che possa subito ritornare a casa.
    Speculare sui dolori degli altri è da sciacalli.
    Un uomo del sud (orgoglioso pugliese) che, per 42 anni, ha vissuto tra il centro e nord Italia e che fortunatamente non ha mai trovato un “deviato” come il “Lombardus”.
    Mimmo Martinucci

  3. qualsiasi commento sulle argomentazioni, anzi sullo sproloquio del sig Paulus Lombardus, credo non abbia ragione di esistere, è solo un’elucubrazione di una mente non sana, fortemente malata che avrebbe bisogno di un sostegno psicologico ed anche psichiatrico. Voglio augurarmi che la gente del nord si dissoci da simili assurdità.L’augurio è che yara sia viva e torni presto a casa.

  4. Condivido e sottoscrivo, dalla prima all’ultima lettera, le parole di Pier Paolo Tarsi.
    Non solo perchè ci si trova alla presenza di un gravissimo dramma umano, ma anche alla luce del sentire comune diffuso fra la gente di lì originaria – posso assicurare, di tutt’altro genere – che mi è stato dato di percepire nei lunghi periodi trascorsi nel Nord Italia, a mio avviso questo tale Paulus Lombardus è nient’altro che un’anomalia, una deleteria anomalia, non ha proprio alcunché di umano e tanto meno di civile.

  5. Il signore in questione si chiama Paolo Sizzi, ha un blog che incita all’odio razziale, all’antisemitismo e al nazismo. Col suo nome si può segnalare agli amministratori facebook perchè venga rimosso.

    • Ammirevole. A commento di un post intelligente e lucidissimo – quello di Tarsi – lei invoca la censura. Trovo una certa somiglianza col Paulus Lombardus che tanto deplora: ambedue volete tappare la bocca a chi non vi piace.

      • Beh, non ho visto il blog di questo personaggio (e non ho intenzione di perdere tempo a guardarci), ma se i contenuti sono realmente quelli descritti dall’utente gianni non si tratta di tappare la bocca a chi non ci piace: si sta parlando di contenuti gratuitamente e consapevolmente offensivi e di ideologie ritenute universalmente inaccettabili e che proprio per questo motivo sono vietati PER REGOLAMENTO da molti siti. Libertà, infatti, non significa consentire A TUTTI di fare o di dire TUTTO quello che vogliono: devono esistere dei vincoli affinché la libertà non sconfini nella prevaricazione. Quando questi vincoli vengono deliberatamente ignorati, non ha alcun senso parlare di censura. Trovo il suo commento inutile nel modo più assoluto e superficiale in misura ancora maggiore.

  6. Ho condiviso sulla mia bacheca, trovo giustificato lo sdegno di Pier Paolo Tarsi e l’adesione di “Spigolature”, mi associo a tutti gli interventi successivi, ma penso che le parole a cui dovremmo allineraci sono quelle dell’amica Lucia Lopriore. Uno che si comporta così non andrebbe preso sul serio!

  7. Buonasera,vorrei sentitamente ringraziare chi,con queste parole di commento al sig.Paulus Lumbardus,ha incarnato il mio stesso pensiero con tanta grazia,efficacia e puntualità. Ciononostante posso affermare che sento in me salire un calore che raggiunge il cervello e si trasferisce alle mani,per cui devo, ahimè,confessare che SPERO CHE QUALCUNO VICINO A TE POSSA…

  8. Non voglio usare la parola “carità”, ma dico solo che provo una gran pena per la miseria mentale di una creatura umana così malamente ridotta.
    Carmen Nardelli ha ragione.

  9. fiero di essere ITALIANO del SUD. Grazie sig. “lombardus” per aver messo a nudo tutte le sue carenze che ci permettono di far sapere che gli idioti esistono ancora. Solidarietà alla famiglia di Yara e a tutte le persone che purtroppo vivono simili tragedie che siano del “sud” o del “nord” o dell'”est” o dell'”ovest”.

  10. Condivido integralmente la lettera di Pier Paolo Tarsi. Ho l’impressione, però, che il cretino Sizzi non dispone di bastevole intelletto per comprendere il significato e lo spessore morale della stessa. Condivido lo scritto di Tarsi anche nella mia bacheca.
    P.S.: non sembra anche a voi che un cognome come Sizzi possa avere chiare derivazioni meridionali? Se così fosse, oltre che al cretinismo (che puo’ essere anche una condizione sanitaria), lo stato mentale dell’imbecille Sizzi sarebbe anche il risultato della infame rimozione delle origini.

  11. secondo me è una provocazione di pessimo gusto… se fosse veramente convinto di ciò che dice probabilmente firmerebbe con il proprio nome… comunque sono opinioni incondivisibili, antistoriche, frutto di un’arretratezza socio-culturale che si manifesta con un linguaggio violento, legittimato negli ultimi anni da soggetti, che, con l’enorme crisi politica e di valori che c’è, ha permesso ad alcuni predicatori di odio e razzismo di fare carriera politica diventando addirittura ministri della repubblica nelle cui mani è stata affidata la costituzione…

  12. Lombardus!
    Provo un certo senso di dolore nel leggere le parole di questo uomo!
    E’ possibile provare pietà per una mente che genera tali cattiverie? Credo si!
    Credo che il sign. Lomabrdus sia pienamente incosciente delle sue azioni. Un coniglio puro sangue nascosto in qualche casermone di periferia, frustato da una vita che le ha regalto solo amarezze e dispiaceri. Incosciente del fatto che la società in cui vaga è distorta dalla realtà! Visioni surreali!
    Carò Sign. Lombardus credo che prendere un treno e andare a respirare un pò di aria sana di campagna potrebbe riportarle in vita quel senso di umiltà che noi uomini del sud abbiamo intriso nel dna. Vivo a Milano e posso garantirle che lei stesso è un asociale della sua stessa società, un caso isolato; lei è un seminatore di odio che raccoglie odio!
    Mi spiace per lei Sign. Lombardus, ma, ha sbagliato canale per esprime il suo odio e le frustrazioni. La società in cui lei vegeta nn le appartiene, inoltre, sono pienamente convinto che questa società, e la sua stessa gente, non rivendicheranno mai la sua anima.

  13. Che imbecille galattico!!! Di certo non ha amici e non lo ama nessuno.
    E poi quel cognome… Sizzi, mi sa tanto di di Sud, anzi di arabo. Sarebbe bello accertarsene e farglielo sapere. Magari sparisce pure lui ma nessuno lo andrà mai a cercare perchè lo odierà anche la madre.

  14. FINE delle TRASMISSIONI…

    “lumbardia.wordpress.com is no longer available.
    The authors have deleted this blog.”

    hahahahahahahah
    (qualche giorno cancellano pure il mio… :)) )
    missione compiuta Pierpaolo!

  15. Secondo me è l’ignoranza pura che ha dettato queste parole. Sono 5 anni che gironzolo per lavoro (sono militare) tra il nord e il centro italia, e per fortuna che di persone così ne ho trovate poche…VERGOGNATI!!!

  16. Cmq ho condiviso l’articolo su fb, in modo da poter continuare a rendere pubblica l’ignoranza di questo personaggio!!!

  17. La lettera aperta di Pier Paolo Tarsi, e i numerosi commenti che sono seguiti della serata di ieri sono significativi.
    Come medico con ormai oltre 40 anni di professione a contatto con l’uomo che soffre a tutte le latitudini…
    come docente in varie scuole di medicina anche del nord del nostro Bel Paese…
    come cittadino, compartecipe delle molteplici bellezze e brutture della nostra Società…
    come uomo ormai di una certa “anziana” esperienza, aperto ad ogni dialogo e confronto…
    come cattolico disposto anche ad offrire l’altra guancia…
    mi permetto di esprimere tutta la mia indignazione perchè ad elementi socialmente così pericolosi, sia offerta la libertà di influire così patologicamente sul buon nome della nostra Italia.
    Uno sguardo alla bacheca di Paolo Sizzi, al momento ancora presente su wordpress, mi induce a condividere la preoccupazione di molti italiani per il rischio che corrono i nostri giovani e giovanissimi, di incappare nei deliranti post del grafomane sopracitato, che non escludo capace di non limitarsi alle aggressioni non verbali.
    Potrebbe essere questo un segnale di sfida (indiretto ma frequentemente usato in passato dai maniaci?) agli inquirenti della tristissima vicenda di Yara
    Ai genitori dI Yara che speriamo possano presto riabbracciarla, tutta la nostra solidarietà.
    Ancora come cattolico propongo agli amici tutti che mi leggono di voler esercitare insieme un’opera di misericordia: raccogliere le risorse necessarie per offrire a questo nostro fratello che soffre il sostegno psicoanalitico del quale mostra di avere urgente bisogno!

  18. A completamento del mio forse troppo spontaneo e rapido commento, mi sentirei di suggerire di non dare ulteriore risonanza al comportamento di Paulus Lombardus.
    Anzitutto faremmo il suo gioco, fornendogli una pubblicità e conseguente notorietà, che per quanto patologica, sarebbe del tutto immeritata, e poi certo offenderemmo i milioni di cittadini italiani , di cui moltissimi di etnia salentina e meridionale comunque, che operosamente vivono e lavorano in Lombardia, una delle regioni più produttive del nostro Bel Paese.
    Potrei fare nomi e cognomi di innumerevoli salentini che hanno portato e portano in Lombardia, e perché no anche a Bergamo, il contributo della propria competenza professionale e didattica, tenendo alto, con modestia ma con innegabili successi scientifici e professionali, il nome della terra salentina dalla quale con giusto orgoglio sottolineano la propria origine
    Auspico che le istituzioni competenti a ciò preposte sappiano intervenire secondo termini di legge a protezione dei giovani frequentatori del web.
    Una buona settimana a tutti!

  19. Quando la ragione è fuori da ogni logica e assimilata a pregiudizi e a vili tentativi di razzismo produce soltanto delirio.

    L’autore lombardo dell’articolo evidenzia le proprie difficoltà di apprendimento e di accettazione dei valori fondanti della civiltà. Non merita molta attenzione. Il nostro sdegno gli piomberà addosso come un macigno che sbriciolerà frammenti di schegge intrise di valori e principi che la gente del sud non hanno mai smesso di considerare.

    • beh, a proposito di teorie lombrosiane, non e’ che calderoli sia molto piu’ rassicurante…

  20. A parte i presunti o presumibili e ad oggi sconosciuti retroscena della vicenda, la cosa sola palesemente torbida è la mente di questo nordico scrivano. Eccellente risposta, signor Tarsi.

  21. Questa è solo una persona esaltata. La cosa migliore da fare
    è non prenderlo in considerazione almeno per le cose che pensa e scrive.
    Si dovrebbe aiutare dal punto di vista psichiatrico.

  22. E’ UNA VERGOGNA SIAMO NEL 2010 E C’E’ ANCORA GENTE DEL GENERE CHE RAGIONA IN QUESTA MANIERA DISGUSTOSA NON MERITA NESSUNA ATTENZIONE ANZI NOI GENTE DEL SUD SIAMO UOMINI DEGNI DI ESSERE CHIAMATI ITALIANI PERCHE’ CONSIDERIAMO TUTTI UGUALI SENZA STUPIDE DIFFERENZE DI NORD E SUD

  23. sono sicuro che la stragrandissima maggioranza dei bergamaschi non è d’accordo con le farneticazioni del paulus lombardus. riflettiamo però sul fatto che certi climi culturali e politici favoriscono le farneticazioni di qualcuno. e così i farneticanti rischiano di aumentare… se solo sentiste qualche volta radio padania… la responsabilità culturale e storica della lega nord e di alcuni suoi capi è immensa:,e rischiano di non poter controllare più i farneticanti o i propensi a farneticare… questo è il vero problema. il paulus lombardus non è solo….

  24. Ma Paolo Socci alias paulus lombardus non si considera padano in senso stretto o legato alla lega ,lui va oltre, i suoi sono richiami alla pura razza .Mi ricordano qualcuna e qualcuno…..per questo va fermato ,in qualsiasi maniera, ovviamente civile visto che lui nemmeno sa cosa significhi!

  25. ma no, non ci cascate !
    io, nato a milano, vivo in provincia di pavia ed ho casa in alta val brembana ed a gallipoli (sono per origini paterne salentino): vi assicuro che nemmeno il più ultrà tra i leghisti potrebbe affermare (e pensare) quanto scritto da Paulus Lombardus (ma come, è celtico e si da’ un nick latino ?!).
    o è un provocatore (ma che cattivo gusto !) o un folle.

  26. Non ci siamo cascati Paolo, proprio per questo PierPaolo gli ha rivolto una lettera che certo non è al suo livello di comprensione, ma di sicuro di coloro che speculano intellettualmente e politicamente su questi folli. Dietro un esaltato c’è sempre chi manovra i fili, direttamente o indirettamente, giacché non è così fesso da esporsi e giacché, al contrario del tuo pensiero, ho personale esperienza di fanatici leghisti. Povero lui, ma ancora più miseri loro che non hanno superato il complesso di inferiorità che li affligge, rintanati negli “atri muscosi” di una coscienza, di manzoniana memoria, ancora pavida e imbecille, incapaci di uscirne a confrontarsi di persona con chi ritengano, a turno, diverso da loro! Quando lo fanno, mandano allo scoperto il branco o esaltati come questo demente!

  27. Forse inutile, certo umile commento. Esprimendo la massima ammirazione per la capacità dialettica e argomentativa del carissimo PierPaolo, non posso fare a meno di commiserare la povertà d’animo di certa gente nata per non lasciare di sè alcuna traccia. Proprio così: quantunque si calchi il proprio pensiero con l’ignoranza o lo si urli ai quattro venti con l’inconsistente eco dell’arroganza, purtroppo il risultato è sempre lo stesso, ovvero la cancellazione della propria esistenza, il capovolgimento della profonda filosofia che quindi diventa:’Cogito, ergo NON sum’.
    Per questo motivo e per mille altri, il fantasma che si prende la briga di scrivere per insultare il dolore di una famiglia e l’intelligenza di tutti, non ha neanche bisogno di avere uno pseudonimo, immaginiamoci un nome! I Gambirasio, invece, ce l’hanno un nome, anzi, ognuno di loro un nome originale che se anche fosse lo stesso ripetuto pei i sei componenti, sarebbe segno indelebile di dignità, di storia e umanità. L’ignoranza ha sempre generato meschinità, vuoto assoluto e dramma. La storia ha pagine piene di prove a riguardo spesso cruente. Oggi questo gretto sfogo d’inchiostro senza patria ha per fortuna riempito pagine di sdegno, amore, compassione e generosità da parte di uomini e donne con un cuore e un vero nome. Sono orgogliosa di te, Pier Paolo Tarsi, sono orgogliosa di tutti coloro che ho avuto la gioia di leggere e riconoscere, da sconosciuti, amici e fratelli.

  28. e per una degna riflessione sulla pericolosità sociale del signor Paolo Sizzi: costui ha fatto parte del Senato Accademico dell’Università degli Studi di Bergamo, come RAPPESENTANTE DEGLI STUDENTI per la Facoltà di Scienze Umanistiche fino al 3 febbraio di quest’anno, quando è decaduto SEMPLICEMENTE “per abbandono degli studi”!!!

  29. Non si tratta, per fortuna, di offendere una parte dell’ Italia ed offenderne un’altra. Il problema è che certi comportamenti e certi ignobili personaggi sono stati sdoganati da una politica inquietante per molti versi. Da tempo segnalo in molti articoli frasi, detti e motti di questi utili idioti. Lo faccio da uomo del nord che vive, per caso e per scelta, nel profondo sud. l’ignobile riuscirà a vincere la sua partita se gli daremo corda nel vantare le eccellenze del sud o quelle del centro contro le altre. Parliamo di persone, di umanità singole, parliamo delle eccellenze italiane. Poco importa se il troglodita non le comprenderà, non è a lui che voglio rivolgermi, lui deve essere messo a tacere e basta, con una bella botta di democrazia. Il nord non è la lega, esattamente come il meridione non è la mafia. Perchè lega e mafia filosoficamente coincidono, hanno interesse a creare tornaconti privati e personali per pochi contro il resto dell’umanità. Per fare questo utilizzano ogni strumento in loro possesso. La lega gira il coltello nelle piaghe del razzismo per vantare il controllo dei suoi territori. Quei ministri in camiciotto verde non rappresentano il sud, ma non rappresentano il nord, anzi.

  30. La triste vicenda occorsa a Yara ha accomunato tutti gli italiani che, come me, hanno sinceramente partecipato al dolore che ha colpito la famiglia Gambirasio.
    Non comprendo le motivazioni che hanno indotto a Paulus Lombardus, tra l’altro, di Brembate di Sopra (BG), a fare affermazioni ed esternazioni a dir poco paranoiche.
    Spero che costui possa ravvedersi e riappropriarsi dei sani principi di umanità che, nella circostanza, ha dimostrato di esserne privo.

    Sono vicino a Yara e alla sua famiglia e spero con tutto il cuore in un epilogo favorevole della vicenda!

  31. permettetemi di confermare la mia proposta del post di ieri mattina:
    “… mi sentirei di suggerire di non dare ulteriore risonanza al comportamento di Paulus Lombardus”.

  32. In seguito alla pubblicazione della lettera aperta del 12 dicembre da me firmata, il signor Paulus Lombardus mi ha scritto, inviando dapprima a questo blog i seguenti commenti:

    primo commento, inviato il 12/12/2010 alle 23:09:

    “Questo è il link del mio blog, cari moralisti bugiardoni: [omesso, chi vuole leggerla Lombardus lo potrà fare attraverso i motori di ricerca in ogni caso, liberamente]
    Se sapete leggere, noterete che il mio nome ricorre più volte, e c’è pure il badge di Facebook.

    Grazie per la pubblicità gratuita e lo scialo di inutili parole, comunque”

    Secondo commento, inviato il 13/12/2010 alle 17:11:

    “Caro Tarsi sei un povero moralista bugiardone e pavido: vediamo se finalmente approvi il mio commento o hai paura di venir ridicolizzato davanti ai tuoi fan.

    Questo è il link del mio blog [omesso, come sopra], e se sapete leggere vedrete che è firmato dappertutto proprio perché mi prendo la responsabilità di ciò che scrivo (e difatti sono già indagato).

    Saluti, ipocrita.”

    Il signor Paulus Lombardus mi ha inviato inoltre la seguente e-mail personale, ricevuta il 12 dicembre 2010 alle ore 22.36:

    “pubblica il mio commento, coniglio. il mio blog è autografato dappertutto, non scrivete castronerie sul fasullo anonimato”

    In risposta a questi suoi interventi, aggiungo queste postille come ultimo atto di questa vicenda.

    Caro signor Paulus Lombardus,
    come si evince da quanto mi scrive, lei si lamenta esclusivamente e ripetutamente dell’accusa di vigliaccheria conseguente all’uso da parte sua di uno pseudonimo, non ha nulla da eccepire invece, nemmeno lei, in merito alle accuse di ignoranza e stupidità. Mi compiaccio che abbia già fatto qualche progresso in senso autocritico, è un primo timido passo per ravvedersi. A proposito di ignoranza, vorrei spiegarle che dal suo blog si poteva dedurre con certezza soltanto il fatto che un tale Paolo Sizzi, curatore del sito, avesse lì inserito e non firmato quel vergognoso pezzo: una firma, com’è risaputo, si appone a capo o a conclusione di un testo, e solo così ne attesta l’attribuzione di paternità e dunque responsabilità. Data la gravità di quello che lì vi era scritto, non mi sarei mai permesso di attribuire senza certezza a qualcuno la paternità di un pezzo del genere, non firmato esplicitamente: una conseguenza logica anche questa del rispetto signor Lombardus, il quale implica che nessuna accusa si possa muovere senza prova certa e indiscutibile a chicchessia, a prudente garanzia e tutela delle persone. Ora, tuttavia, grazie proprio ai suoi ripetuti reclami, lei non gode più del beneficio dell’estremo ragionevole dubbio che le avevo prudentemente concesso: il vergognoso pezzo da me sopra riportato e denunciato, ha dunque inequivocabilmente un nome e cognome a cui attribuirne la paternità. Come lei orgogliosamente lamenta, la stupidità e l’ignoranza denunciata nella mia lettera pubblica fanno riferimento a un individuo con nome e cognome a cui aggiudicarle: signori e signore, ecco a voi dunque, per suo espresso e dichiarato desiderio, Paolo Sizzi! L’accontento signor Paolo Sizzi, come lei orgogliosamente pretende per iscritto, confermando anche l’altra sua “virtù” in questione, la stupidità appunto. Ma non si sprechi, non mi ringrazi per questo apparente favore, non occorre, mi creda, piuttosto, se proprio intende comunque sdebitarsi, approvi anche lei – con il medesimo coraggio di cui le sto dando prova e della cui assenza accusa gli altri – il commento a corredo del suo pezzo su Yara, ossia la mia lettera aperta – speditale prima ancora che lei inviasse a questo nostro blog i suoi cordiali commenti sopra riportati – da lei tuttavia “coraggiosamente” censurata.
    Caro signor Paolo Sizzi, se questa che le offro le pare pubblicità, come lei scrive e ritiene, allora se la goda tutta: se avesse letto con più sagacia la lettera aperta, avrebbe colto che non abbiamo mai esitato a porre all’attenzione di tutti le sue parole, pubblicamente, senza celare nulla del suo pensiero, col chiaro intento di consegnarla alla vergogna. Badi bene infatti, signor Paolo Sizzi, nel caso non le sia ancora chiaro: la espongo ingloriosamente, la espongno come l’esempio in carne ed ossa (e, come lei vuole, con un nome e un cognome) di ciò che non dovremmo mai diventare, noi e i nostri figli, facendoci sopraffare dalle logiche dell’odio e del delirio che la tengono in catene e schiavitù. A tal proposito, nel suo rivoltante blog, attesto che Paulus Lombardus (o, ammesso che sia sempre e in ogni intervento inserito la stessa persona, cioè lei, Paolo Sizzi) non odia solo i meridionali, ce n’è in abbondanza per tutti: “negri”, ebrei, omosessuali, diversamente abili e così via, fino a giungere appunto al disprezzo per i suoi concittadini come Yara.

    Egregio signor Paolo Sizzi, spero sia soddisfatto dunque, ma non si illuda, non fraintenda l’attenzione che le ho rivolto: lei non fa paura, non mette neanche inquietudine, fa solo molta tristezza, tanta, mi creda, nel suo essere un piccolo residuo delle peggiori degenerazioni della storia umana e dei deliri della follia che nel suo tanto stimato Hitler incarnano una delle più “gloriose” stagioni e manifestazioni storiche. Contro questi residui velenosi noi tutti non abbasseremo però mai più la guardia, non porgeremo loro mai più l’occasione di attecchire, non li ignoreremo, non ci volteremo dall’altra parte, permettendo loro di seminare odio e distruzione, come è avvenuto nel recente passato. La storia insegna che non ci si può permettere di ignorare: l’ignoranza non può essere a sua volta ignorata, lasciata all’indifferenza questa cresce, attecchisce e incancrenisce la società, seminando odio e morte. Vale a proposito dell’ignoranza quel che vale, come mi insegnò un mio maestro, nell’educazione: in entrambi i casi siamo di fronte al dovere imprescindibile d’agire. “Tutte le volte che non educhiamo – diceva questo mio maestro – stiamo necessariamente diseducando”. Non possiamo trarci fuori da certi doveri semplicemente non agendo. Esattamente, per fare un altro esempio, come quando siamo testimoni di un reato: non possiamo voltarci dall’altra parte se non vogliamo condannarci alla complicità.
    Pertanto, lo sappia signor Paolo Sizzi, noi vigileremo sempre, senza darle scampo, ma pacatamente, compostamente, educatamente, senza alcun timore di perdere la nostra battaglia di civiltà, perché lei, signor Sizzi, lo ricordi bene, non fa paura, non intimorisce nessuno nel suo essere un penoso fantasma di quegli errori ed orrori. Lei, signor Paolo Sizzi, glielo ripeto, non fa paura, perché è nato già sconfitto dalla storia e dal cammino della civiltà, sul quale tuttavia vigileremo sempre affinché non torni mai su certe direzioni, su errori già compiuti: lei, signor Sizzi, glielo ribadisco ancora, non fa paura, perché è accerchiato dal ben più ampio e vincente buon senso della gente comune, dal senso del rispetto per la vita e la dignità di ogni uomo che la stragrande maggioranza di noi italiani, da Nord a Sud, come frontiere impenetrabili, terrà per sempre, oggi e in eterno, intorno a lei e ai suoi pochi simili, intorno ai pochi e sparuti focolai di odio come quello che lei rappresenta, impedendovi ogni possibilità di operare coi vostri perversi intenti distruttivi. Non la sottovaluteremo, come per sua stessa ammissione non fanno le autorità pubbliche da cui è già indagato, ma in ogni caso, lo sappia, lo ricordi sempre, non la temiamo affatto, perché la storia ha già rifiutato, sconfitto e condannato alla vergogna i residui come lei, anche se, lo sappiamo bene, ed è la ragione per cui le abbiamo rivolto la nostra attenzione, il cammino non è mai garantito e bisogna anzi ri-costruirlo ogni giorno da capo, vigilando affinché persone come lei non appestino la terra di odio e follia! A differenza di quanti pensano che la migliore risposta sia l’indifferenza di fronte a casi come i suoi, il volgere lo sguardo altrove, o ancora la censura, chi scrive, e molti altri con lui, ritiene che la via unica praticabile per tutelare le conquiste del vivere civile debba essere quella del libero confronto pubblico, alla luce del quale esclusivamente è possibile debellare certe perversioni come le sue, facendole infrangere contro la forza delle argomentazioni razionali e la forza del rispetto per la dignità umana.
    Lei avrà pure un nome e cognome da reclamare, signor Paolo Sizzi, ma non si illuda, chi scrive, e molti con me, vigilerà sempre affinché un Paolo Sizzi qualunque resti un penoso focolaio accerchiato e circoscritto, condannato al vaniloquio farraginoso e alla più amara solitudine che si possa immaginare, solitudine che con il suo disprezzo per tutti lei si auto-infligge. Glielo dico senza ombra di disprezzo a mia volta, mi creda, ma con profonda pena e compassione. Le auguro soltanto di redimersi, se ce la fa, dalle tante idee deliranti e dai malevoli sentimenti da cui è completamente avvilito, ricominciando da capo, da un buona scuola elementare magari, circondandosi soprattutto di qualche piccolo affetto di cui forse, purtroppo, non ha mai finora goduto. Ha un lungo cammino di fronte a sé da affrontare, signor Paolo Sizzi, per dirsi veramente un uomo, per conquistare la dignità smarrita, quella dignità che noi ravvediamo in tutti coloro che lei tuttavia disprezza, persino in lei, se vorrà deporre le armi e fare parte di questo meraviglioso gioco del rispetto. Posso soltanto augurarle infine di farcela, di risalire la china dall’oscuro fosso in cui penosamente giace.

    Pier Paolo Tarsi

    Cari amici e care amiche,
    voglio per finire rivolgermi a voi, ringraziare sentitamente tutti voi che con i vostri commenti, su questo e altri siti, siete intervenuti sottoscrivendo la lettera aperta, ho avvertito il vostro profondo calore e la forza della vostra ragione sostenere questa battaglia di civiltà come un’azione doverosa che porterà, non dubitiamone, i suoi civilissimi frutti.
    L’ampliamento dei canali comunicativi come la rete e la crescita di occasioni per una maggiore libertà di espressione, resteranno preziose conquiste della democrazia soltanto se, piuttosto che rinunciare alle portentose occasioni di diffusione delle idee e delle informazioni che tali progressi implicano, accettiamo anche i rischi che tali mezzi di comunicazione apportano (prestando per esempio il fianco all’opera di certe degenerazioni della ragione) e rispondiamo, senza esitazione, alla chiamata in causa verso una maggiore responsabilità di tutti noi fruitori. Per tali motivi, non potendo e non volendo rinunciare ai benefici che questi mezzi donano alla causa della libertà di tutti, facendosi carico della responsabilità cui siamo chiamati, credo che l’unica strategia utile e necessaria sia quella della perenne vigilanza critica e del confronto continuo, da condurre attraverso le armi della ragione e del rispetto dell’altro, in nome della civiltà il cui cammino non è mai garantito una volta per tutte ma deve essere costantemente rifondato, ripercorso, ricostruito, riaffermato, giorno per giorno, senza fine. Ce lo insegna la storia nelle sue espressioni più drammatiche, annunciate sempre e ovunque da piccoli focolai di follia e delirio sottovalutati, sottostimati, magari semplicemente derisi all’inizio come l’opera di pochi: la polvere non si estingue nascondendola sotto il tappeto, la macchia non si pulisce con la strategia dello struzzo o volgendo lo sguardo altrove, l’ignoranza non si estirpa ignorandola a sua volta, la nostra casa non si mantiene vivibile e ospitale, aperta a tutti, senza un continua sforzo di cura della stessa; allo stesso modo la democrazia nella società della libera circolazione di idee non si regge senza il continuo esercizio critico e responsabile di chi la incarna: non possiamo e non dobbiamo dunque non farci carico delle responsabilità cui siamo chiamati dallo stesso ampliamento degli spazi in cui la libertà di pensiero e di espressione si esercita, il prezzo da pagare sarebbe abbandonare le nostre dimore, traslocare, ogni volta sopraffatti dallo sporco, deponendo la libertà medesima per i rischi che ogni sua conquista, se non guidata dalla ragione e dal rispetto, implica.
    Ciò detto, vi invito a trattenere quel che di buono possiamo aver appreso da questa vicenda e procedere dunque oltre, porgendo la vostra attenzione altrove, tornando dunque a fare di questo blog quello che è sempre stato finora, ossia un ponte per la conoscenza della civiltà e della cultura di questa terra di Sud! De hoc satis.

    Pier Paolo Tarsi

  33. Sto buffone che tra le altre barzellette racconta di essere laureato da 7 anni,praticamente a 19anni.Un genio! Abbiamo un letterato identitario e guarda come viene trattato…perle ai porci.

  34. Gentile Pier Paolo,
    ho l’impressione netta che questo imbecille non abbia alcuno strumento per comprendere alcuna delle sue parole. Puah, gentaglia ignobile.
    livio romano

  35. Gentile Livio Romano,
    anzitutto mi faccia dire che è un piacere immenso sapere uno scrittore del suo rango tra noi! Sospetto naturalmente anche io, fortemente, che il Sizzi non abbia tutti gli strumenti per la comprensione di quanto scritto, tuttavia ho voluto ugualmente provare, credo anzi che si debba, senza arrendersi a priori alla vacuità dello sforzo. Le motivazioni per cui bisogna provarci non sono infatti primariamente relative solo al Sizzi di turno, non si esauriscono affatto nell’intenzione di aiutarlo a ravvedersi (sforzo questo che è e resta, per l’appunto, quasi certamente vano anche ai miei occhi). L’importante invece, l’essenziale credo, è il tentativo (questo invece per nulla vano) di mantenere una certa compensazione che non squilibri il precario equilibrio delle coscienze, le quali si educano oggi e sempre più anche attraverso questo meraviglioso mezzo che è la rete. Il mio unico timore cioè di fronte ai Paolo Sizzi di turno è che ragazzini, ragazzine e giovani sprovvisti dei mezzi critici necessari per difendersi da certe degenerazioni dell’intelletto e dell’animo di cui ci da prova il Sizzi stesso (non illudiamoci che siano in estinzione!), non sappiano tutelare le proprie menti quando si imbattono in brani come questi, estrapolati direttamente dal blog del Sizzi:
    “Razza: la Razza lombarda e quella europea vanno difese, tutelate, protette. La Loro riproduzione va incentivata mediante politiche endogamiche e sociali adeguate, volte all’etnocrazia e alla liquidazione di tutti gli allogeni e i meticci. La Razza Bianca detiene il Primato; le altre son rimaste al livello dei primati”

    “Inabilità: pazzi, disabili psico-fisici, mongoloidi, deformi e omosessuali viventi, vanno ricoverati in maniera coatta in strutture apposite, affinché siano seguiti, controllati, sterilizzati o curati, per il bene di tutti. Onde evitare futuri individui indesiderati invece, va promossa vigorosamente l’eugenetica che ci salva dalla degradazione fisica, razziale e morale.”

    Giusto un assaggio, e neanche del peggio, di ciò che nel sito del Sizzi si può trovare.
    Il problema è: come agiamo? Oscuriamo? Censuriamo? Può essere questa al più una risposta cautelativa iniziale, ma non certo il rimedio: per ogni blog del genere chiuso ne spunteranno dieci se non interveniamo a monte, sulla pubblica e continua demolizione alla luce del sole di quelle idee e sull’educazione, appunto sulla rifondazione quotidiana della civiltà stessa, la responsabilità cui, come scrivevo sopra, siamo chiamati anche in rete. L’alternativa, inaccettabile, sarebbe rinunciare alle possibilità del web stesso, per i rischi che, come insegna questa piccola nostra esperienza, comporta nell’agevolare la diffusione di certe idee deliranti. L’unico rimedio che intravedo consiste dunque nell’instancabile tentativo di contrastare i tanti Paolo Sizzi sullo stesso piano, appropriandosi pienamente delle libertà che il web permette e usandole con responsabilità, dignità e raziocinio. Per ogni parola scritta o pensata dal Paolo Sizzi di turno, se ne scrivano centinaia, migliaia, e milioni per mostrare i limiti delle prime, svelandone tutti gli abbagli della ragione contenuti. Soltanto così, per questa libera via del confronto, offriremo al giovane lettore di Sizzi (e non sono pochi, figurando questo blog tra i più letti d’Italia sulla piattaforma wordpress) la concreta possibilità di imbattersi nella critica al Sizzi e la possibilità di “non cascarci”, come diceva sopra qualcuno.

    Cordiali Saluti e grazie ancora a lei, e a tutti coloro che la precedono, già ringraziati in precedenza, per l’attenzione e il sostegno.

    Pier Paolo Tarsi

  36. Io ho abitato per anni nella bergamasca e so che certi orobici in quanto ad ignoranza, grettezza e paura preconcetta dell’altro non hanno da invidiare nulla a nessuno.
    Quel che scrive l’idiota lombardus è l’espressione di quell’ignoranza ata…vica che neppure la scolarizzazione è riuscita purtroppo a sradicare e che nonostante il 2010 sopravvive in alcuni soggetti refrattari ad ogni tentativo di civilizzazione. Bergamo è stata capace di dare i natali a personaggi emeriti come Donizetti, ma spiace vedere come da qualche tempo quelle terre generino schiere d’imbecilli che vanno a gonfiare le fila dei leghisti razzisti e degli ignoranti tout court.

  37. Sottoscrivo in pieno le parole del Sig.Tarsi, le sottoscrivo pieno di cristiana compassione per un povero uomo che evidentemente ha interrotto i legami con la Ragione e il Cuore ormai da tempo. Mi piacerebbe rivendicare su di lui la legge del taglione, perchè la sua vita terminasse come quella dell’ufficiale nazista del romanzo”il bambino dal pigiama a righe”, ma sarei io poi a scendere al suo miserabile livello. Ecco perchè queste mie esternazioni restano solo tali ma prive di ogni sentimento d’odio nei confronti di questo povero vigliacco che non è capace nemmeno di suffragare le sue idee con un firma che comprenda il suo nome e cognome anagrafici.
    Invoco su di lui la giustizia Divina, sulla quale confido con speranza e carità, fiducioso che Dio possa illuminargli la mente prima che sia troppo tardi per lui…
    Giuseppe Venneri

  38. Come fa questo Paulus a dire che nel suo sangue scorre solo sangue lombardo ? di mamma ce n’è una sola, i padri possono essere tanti ! è un biondo con gli occhi chiari. In Sicilia specie a Palermo, dove ci sono stati i Normanni, è pieno di biondi con gli occhi chiari. Chi mi dice che qualche emigrato biondo con gli occhi azzurri degli anni 80 che dalla Sicilia è giunto a Brembate o in un comune limitrofo non abbia magari avuto qualche relazione di tipo sessuale con la madre di questo tizio ? Purtroppo però dai discorsi che fa non mi sembra abbia nè sangue lombardo nè siculo, forse è stato adottato ? non si sa a che razza appartenga, forse è stato creato in laboratorio ? credo che le stupidità che dice non siano condivise neanche dagli stessi lombardi a cui lui dice di appartenere. Potrebbe entrare in politica, forse è l’unica strada che può intreprendere!

  39. Non avrei mai pensato che la mente umanna avrebbe potuto generare simili pensieri e parole.Lo sconcerto nel leggere quelle affermazioni è stato grande. L’unica affermazione è che la madre degli stolti è sempre incinta.

  40. Agrigento, 18 dicembre 2010

    Nel confermare i contenuti del precedente sereno ed augurale commento del 13 dicembre u.s., mi permetto di intervenire nello scontro che vede protagonisti da un lato paulus lombardus (Paolo Sizzi), voce isolata del nord, e il signor Pier Paolo Tarsi.

    Vorrei dire a quest’ultimo che la aberranti dichiarazioni del primo sono il frutto, molto probabilmente, del suo fallimento personale sul piano sociale a cui, come contropartita, prova a rimediare, accettando il rischio di sottoporsi alla gogna mediatica, per uscire maldestramente da quell’oscuro e profondo anonimato in cui versava fino a qualche giorno fa.

    Inviterei, pertanto, il signor Pier Paolo Tarsi e tutti coloro i quali hanno provato motivo di disgusto delle perverse affermazioni dell’ “isolato nordista” di dirottare le loro attenzioni da costui ed indirizzarle verso il problema reale che ha colpito la povera Yara e la sua famiglia.

    Continuare a commentare su costui significherebbe, a mio avviso, continuare a dare voce ad un soggetto asociale e favorire i motivi che lo hanno indotto a sottoporsi a questa sovra esposizione mediatica.

    Astenersi dal fare ulteriori commenti, anche se negativi, potrà indurre costui, constatato l’isolamento, a compiere un’autocritica sul proprio modo di pensare.

    Il sopravvenuto silenzio potrà favorire, anche, il recupero sociale!

  41. Concordo pienamente gentile Calogero, raccolgo i suoi suggerimenti e invito, come fa lei, tutti ad astenersi da ulteriori commenti.
    Saluti

    • Agrigento, 18 dicembre 2010

      Al signor Pier Paolo Tarsi

      L’apprezzamento e la condivisione dell’ultimo mio commento da parte Sua mi consente di pensare che può nascere una reciproca amicizia.

      Mi auguro di vero cuore che nella schiera delle rispettive amicizie possano un giorno aggiungersi tutti i “pauli lombardi” affrancati da ogni tipo di tara mentale!

      Per i sani principi morali, che indubbiamente possediamo entrambi, ritengo sia possibile non dover precludere ogni tentativo di redenzione.

      L’occasione è gradita per porgere i migliori saluti e gli auguri per le prossime festività!

      calogero prato

      arch.c.prato@gmail.com

  42. Sostengo Pier Paolo che, con il suo pensiero, ha difeso uno dei valori inalienabili dell’uomo, la dignità e il rispetto non solo di noi gente del Sud, ma di tutta l’umanità.

  43. Lasciatelo perdere! E’un imbecille! Un abbraccio sincero alla Signora Maura ed alla Sua Famiglia!

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