Oria. Non si può!

chiesa di s. Francesco d’Assisi – Oria (ph Franco Arpa)

di Franco Arpa

Oria ha una storia di oltre tremila anni ed è uno dei centri della provincia di Brindisi che vanta numerosi Beni Culturali, Archeologici, Architettonici, etc. Purtroppo l’azione dell’uomo nel corso dei secoli è stata in molti casi dannosa per detti Beni. Molte volte si è trattato di incuria più o meno colpevole. Altre volte in modo consapevole sono stati perpetrati dei veri e propri scempi.

L’esempio più eclatante si è verificato nel 2002 allorquando è stata distrutta un’antica necropoli messapica, in area ex conventuale e sottoposta a tutela speciale da parte del competente Ministero (approfondimenti: http://www.arpa-oria.com/2008/02/il-nostro-povero-cuore-poetico.html  —-

http://www.arpa-oria.com/2008/02/oria-capitale-amministrativa-della.html  —-

http://www.arpa-oria.com/2008/02/indignati-anche-i-leoni-di-messapia-per.html   —-

http://www.arpa-oria.com/2008/05/la-parola-allespertonecropoli-messapica.html  —- ).

L’area era di proprietà della chiesa e la competente Soprintendenza non ritenne  opportuno allora impedire la distruzione di detto importante sito… dando (sic!) più importanza ad un campo di calcetto che si voleva realizzare.

Accade ciò, a mio parere, per una scarsa vigilanza da parte di singoli cittadini  o associazioni.

Quest’anno è accaduto qualcosa di simile in altra area di proprietà della chiesa locale.

Il 6 giugno scorso, con tanto di foto, ho pubblicamente denunciato su internet, su un mio blog personale (http://www.arpa-oria.com/2010/06/oria-nel-giardino-della-chiesa-di-san.html ), che nel giardino della chiesa di San Francesco d’Assisi si stava realizzando un locale da adibire a servizi igienici. Noi tutti sappiamo che detto giardino è considerato storico ed è sottoposto a tutela dal punto di vista storico-paesaggistico. La leggenda vuole che il Santo Serafico (del quale nel giardino è presente una statua) sia passato da Oria, nel 1219, di ritorno dalle Crociate ed abbia lasciato tracce (come un pozzo ed un albero di arancio) del suo passaggio, in detta chiesa e nell’annesso giardino.

bagno erigendo in giardino storico

In detta occasione, nella mia duplice veste di cittadino oritano e di socio dell’associazione onlus ArcheoclubItalia, mi auguravo che il tutto stesse avvenendo nel rispetto di leggi e normative in materia (ivi compreso l’eventuale Nulla Osta da parte della competente Soprintendenza).

Orbene nei giorni scorsi ho appreso, attraverso l’Ufficio Tecnico del Comune di Oria, che 8 giorni dopo quel mio articolo, esattamente il 14 giugno, il parroco di detta chiesa, tramite un tecnico di fiducia presentava istanza di sanatoria per un costruendo bagno senza la prescritta autorizzazione (in parole povere ABUSIVO), avente misure interne mt.1,85 x 3,80 x 2,60.

Il 27 ottobre il Comune ha interessato la Regione Puglia ai fini dell’eventuale rilascio dell’autorizzazione paesaggistica di cui all’art.146 del D.Lvo 42/2004 “Codice dei beni culturali e del Paesaggio”.

bagno erigendo in giardino storico

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per i Beni Architettonici ed il Paesaggio – Servizio Tecnico-giuridico, con nota Mbac_archit_dgsg Prot. 3G10624664 del 19.7.04 ha chiarito  a Regioni e competenti Soprintendenze che:

– il divieto di autorizzazione in sanatoria sancito dall’art. 146 comma 10 lett. c) è applicabile sin dall’entrata in vigore del nuovo Codice e si riferisce a provvedimenti che intendono sanare lavori già eseguiti in area tutelata dal punto di vista paesaggistico senza aver ottenuto il preventivo nulla-osta;

– i procedimenti di autorizzazione postuma in corso, ma non ancora formalmente conclusi alla data del 1 maggio 2004, non potranno avere esito positivo;

– le autorizzazioni ex post rilasciate dopo la data del 1° maggio dovranno quindi essere revocate, al fine di evitare provvedimenti ministeriali di annullamento;

– il divieto predetto non si riferisce alle domande di condono edilizio che sono relative a fattispecie diverse e restano ovviamente regolate dalla speciale disciplina del capo IV della legge 28 febbraio 1985, n. 47.

Non resta quindi che attendere la risposta da parte della Regione Puglia. Ovviamente i lavori a detto “bagno abusivo”, allo stato di “grezzo”,  sono attualmente fermi.

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