Una visita a Melpignano, che non è solo Notte della Taranta

di Raimondo Rodia
la piazza di Melpignano
Melpignano è un piccolo paese della Grecìa Salentina, che negli ultimi dodici anni si è fatto conoscere per l’appuntamento agostano imprenscindibile per molti ” La Notte della Taranta “. Ma al di là del rito apotropaico, cosa sappiamo del piccolo centro ?
Nel territorio di Melpignano si segnalano un menhir nel centro urbano, su via IV Novembre, chiamato Candelora, ed un altro in periferia sulla via vicinale Vore in contrada Motta. Sul territorio si trovano, inoltre, un dolmen molto piccolo in contrada S. Sidero ed un altro sullo spartifeudo con Maglie.
Da visitare, il palazzo di Notar Zullino, realizzato agli inizi del XVI secolo, che reca sull’architrave un motto in latino alquanto interessante “ Stia in piedi questa casa finchè la formica abbia bevuto l’acqua del mare e la tartaruga compiuto il giro della terra ”.
Degno di una visita è anche il castello baronale del 1636, come risulta dalla iscrizione sul coronamento, sul quale, attualmente, si stanno effettuando lavori di restauro.
Nel paese segnaliamo anche palazzo Maggio, costruzione settecentesca simile al portale del castello di Martano .
Da visitare anche la masseria S.Aloia con torre colombaia.
Al centro di Melpignano è la bellissima piazza S. Giorgio, dove, oltre la chiesa matrice quattrocentesca con lo stupendo portale del XVI secolo e due iscrizioni, una latina ed una greca, con l’immancabile S. Giorgio che ammazza il drago lancia in resta. L’interno è a tre navate con alcuni affreschi presenti nell’abside, quasi ad imitare i polittici del medioevo.
particolare del portale della parrocchiale
La chiesa conserva, inoltre, una statua ed un dipinto di Nicolò Maiorano, vescovo di Molfetta, dotto grecista e già bibliotecario della vaticana e zio di Maiorano dei Maiorani, dotto teologo e grecista autore di molti codici greci, tra cui la Fisica di Aristotele. L’ opera rimase a Melpignano fino al 1606 mentre ora è conservata presso la biblioteca Ambrosiana.
Il resto della piazza è magnifica nella sua espressione con una serie di portici con fornici a tutto sesto, che la rendono unica nel contesto provinciale. Da segnalare accanto alla matrice la chiesetta di S. Anna ed il ristorante Kalì con il suo accogliente giardino d’estate e le sale in pietra locale voltate per un caldo rifugio invernale.
Più noti il convento degli Agostiniani e la chiesa della Madonna del Carmine, protagonisti da anni come vere e proprie quinte teatrali del concertone finale della ” Notte della Taranta “. Il monumento più interessante in paese resta il convento degli Agostiniani e la chiesa della Madonna del Carmine.
Il convento opera della seconda metà del 500 fu costruito per imporre, anche in questo caso, il rito latino nella zona. La mole dell’edificio costituisce, quasi sicuramente, il monumento in stile barocco più importante della zona. Il chiostro, ricostruito nel 1644, contiene diverse opere scritte in latino.
La facciata della chiesa della Madonna del Carmine, ricostruita nella seconda metà del ‘600 su disegni di Giuseppe Zimbalo, è un’ opera dell’ architetto di Corigliano d’Otranto Francesco Manuli, il quale terminò la parte superiore nel 1662. L’interno, con l’originale coro cinquecentesco, dopo decenni di abbandono è stato recentemente restaurato conservando in particolare opere scultoree, tra cui un altare dedicato a S. Nicola Tolentino del 1656 di Placido Buffelli di Alessano, uno dei grandi scultori del barocco salentino.

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