Il Salento una penisola nella penisola, un balcone sul Mediterraneo

ph Roberto Filograna

di Raimondo Rodia

Il Salento è una lingua di terra fra due mari, lo Ionio occidentale e l’Adriatico meridionale, con coste dalle alte falesie, fiordi bellissimi, calette nascoste, scogliere basse e pescose, lunghe ed interminabili spiagge ed un mare limpido e trasparente.
Il Salento una penisola nella penisola è un balcone sul mare Mediterraneo, è ricordato nelle navigazioni letterarie come l’Odissea e l’Eneide, è stato attraversato nei secoli da mille rotte marittime e terrestri e costituisce un unicum in tutto il bacino del mediterraneo.

Il Salento ha ereditato dalle civiltà preistoriche il Salento una grande concentrazione di dolmen, menhir, specchie, nemanthol. I ritrovamenti nelle varie grotte, in particolare la grotta Romanelli di Castro e la grotta dei Cervi di Porto Badisco, di graffiti e di pitture fatte con guano di pipistrello e con ocra rappresentano simboli misterici di iniziazione ad una religione legata agli antri bui e nascosti del territorio. Di particolare importanza la famosa donna ritrovata ad Ostuni unico esempio al mondo di donna con un bambino in grembo risalente a circa 25.000 anni or sono.
Questo ed altro attirano studiosi in questa terra affascinante e misteriosa.

Gli ori del museo di Taranto, i vasi e le ceramiche proto-corinzie e le famose “trozzelle messapiche” presenti in quasi tutti i musei salentini ricordano la civilta` magno-greca.

Le basiliche e le cattedrali, dove impera non solo il barocco, ma anche il gotico, il romanico, il rococò, fanno bella mostra dei loro complesso monumentali. Nelle cripte rupestri sono presenti codici greci trascritti nei vari monasteri.

La penisola salentina appare influenzata dalla civiltà micenea ancor prima che questa arrivi nella stessa Grecia; infatti Dionigi di Alicarnasso attribuisce al popolo della regione dell’Arcadia proveniente dal Peloponneso la mitica colonizzazione della regione. La stessa città di Taranto viene fondata da coloni laconi nell’VIII secolo a.C.. Storici, come Strabone o Plinio, raccontano le gesta dei Messapi che non erano e non provenivano dalla Grecia ma probabilmente dalle coste dalmate che, avendo un grado di civiltà molto alto, si integrarono con le popolazioni di origine greca assimilando parte della loro cultura pur rimanendo indipendenti con le loro città-stato pronte a federarsi contro i nemici comuni.

Per il Salento il periodo precedente alla conquista dei romani fu molto prospero e ricco con una civiltà superiore a qualsiasi altro popolo italico di quel tempo. Gli stessi romani, conquistando il Salento, scoprirono il gusto dell’arte che si manifestava attraverso la poesia (ricordiamo che uno dei più grandi scrittori e poeti di Roma fu Quinto Ennio nato nella Messapica Rudiae, città alle porte di Lecce di cui oggi rimangono i resti archeologici e che Virgilio visse e morì a Brindisi), la scultura, la pittura: i `barbari` romani avevano conquistato una terra allora gia` ricca di cultura, arte, storia.

Dopo la caduta dell’impero romano d’occidente, il Salento subisce le dominazioni dei bizantini e dei normanni che, con Federico II, portano la regione ad essere nuovamente centro del mondo.

Con gli svevi incomincia un lungo periodo di declino che prosegue con gli angioini, gli aragonesi, e con il governo vicereale spagnolo che porta nuovi sacrifici a questa terra di confine. La penisola viene costellata da una lunga serie di saccheggi e distruzioni provenienti perlopiù dal mare come testimonia il terribile martirio della città di Otranto del 1480 che contribui` a salvare la cristianità in occidente grazie alla mirabile resistenza del popolo salentino.

Segue un lungo periodo di oscurantismo durante il quale angherie e disgregazione sociale, con la complicita` dei potenti signorotti locali, portano la popolazione salentina a vivere in condizioni di povertà diffusa contrassegnata da lunghe carestie.

Dopo le tristi vicende dell’ultima guerra mondiale comincia lentamente la ripresa economica grazie alla forza d’animo degli abitanti che negli ultimi anni hanno persino dato accoglienza ai popoli balcanici in fuga dimostrandosi degni, come qualcuno ha proposto, del premio Nobel per la pace.

Immaginate, allora, quale incredibile accoglienza possiamo e sappiamo riservare a coloro i quali vengono a godere le nostre bellezze.

Un commento a Il Salento una penisola nella penisola, un balcone sul Mediterraneo

  1. Ottima nota, Raimondo, per facilitare in poche righe chi non conosce il nostro Salento ad apprezzarne tutto l’anno le bellezze naturali e tradizioni culturali e non, uno slogan peraltro già usato e forse abusato non ricordo da chi e per cosa, potrebbe essere “Salento chi lo conosce lo ama…”

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