Salento terra di santità. Santi Oronzo, Giusto e Fortunato

 

Ostuni, guglia di S. Oronzo

di Angelo de Padova

Sant’Oronzo, era un  pagano di Lecce, il padre era il tesoriere dell’imperatore. Avrebbe dovuto prendere il posto del padre come tesoriere, ma mentre insieme al nipote Fortunato andava a caccia lungo la spiaggia di San Cataldo incontrò San Giusto che San Paolo aveva inviato a Roma per portare alcune lettere apostoliche. Oronzo si convertì al Cristo per mano di San Giusto che lo battezzò insieme al nipote Fortunato. Giusto e Oronzo cominciarono a predicare e furono denunciati dai sacerdoti pagani al pretore romano, che li impose di offrire incenso al dio Giove nel tempio dedicato allo stesso.

A questa imposizione Oronzo e Giusto professarono la loro fede e la statua di Giove si frantumò facendo sprigionare un demone che annunziò che quello dei due cristiani era il vero Dio.  A quel punto, il pretore condannò Oronzo e Giusto alla flagellazione e li fece rinchiudere in carcere.

Successivamente altri eventi miracolosi convinsero il pretore ad abbandonare la persecuzione dei due martiri, così Giusto andò a Roma da San Pietro e tornato a Lecce fu accompagnato a Corinto da Oronzo e Fortunato, giunti lì furono accolti amorosamente da San Paolo che nominò Oronzo vescovo della città di Lecce e il nipote Fortunato suo successore. Nerone intanto inaspriva la persecuzione dei cristiani e mandò a Lecce un suo ministro, Antonino che fece imprigionare Oronzo e Giusto minacciandoli di morte se non avessero abiurato il cristianesimo. I due si rifiutarono e dopo vari episodi tornarono liberi e continuarono a predicare nel Salento  cominciando a fare anche miracoli.

Arrestati successivamente da Antonino che non smise mai di perseguitare i due furono condotti a tre chilometri da Lecce il giorno 26 agosto con esattezza, per essere ammazzati, apparve su Lecce una grande croce luminosa e i persecutori decapitarono prima Giusto e poi Oronzo, caduto il sangue dei santi e martiri leccesi sul prato, la leggenda narra che spuntarono dei fiori e sulle due teste si formò un’aureola simbolo di santità.

Ogni 26 di agosto, Lecce festeggia i suoi Protettori e Vescovi. Oronzo è molto amato dai Leccesi, che gli hanno eretto una colonna nella piazza principale dedicandola al santo.

Sant’Oronzo è protettore anche di Botrugno e Ostuni.

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