Che figura di “corbezzolo”!

Una figura di mezzo crùsciulu

di Armando Polito

Ritorno sul post di Antonio Bruno del 19 u.s. e, in particolare, sul mio relativo primo intervento per procedere alla dovuta autoflagellazione. Mi era, infatti, sfuggito un pezzo della Naturalis historia di Plinio precedente a quello da me citato (XV,99): Pomum inhonorum, ut cui nomen ex argumento sit unum tantum edendi. Duobus tamen his nominibus appellant Graeci comaron et memaecylon, quo apparet totidem esse genera; et apud nos alio nomine arbutus vocatur (Frutto senza onore, sicché il suo nome deriva dal fatto che vale la pena mangiarne solo uno. Tuttavia i Greci lo chiamano con i nomi di comaron e mamaecylon, per cui pare che altrettante siano le specie; e presso di noi è chiamato con altro nome arbutus).

A questo punto, però, non mi somministro altre frustate, poiché rimangono confermate tutte le altre mie riflessioni relative all’impossibilità, almeno per me, di accettare l’etimologia pliniana. Non tutti sanno, infatti, che le etimologie proposte dagli antichi sono molto traballanti e in non pochi casi sono delle paretimologie, vale a dire etimologie popolari che nulla hanno di scientifico. Tutti i dizionari di latino concordemente attribuiscono alla e di unedo la quantità di lunga, compreso il Forcellini2 che, evidentemente accortosi dell’incongruenza della e lunga di unedo con l’etimologia pliniana, salomonicamente e troppo decisamente afferma: “Unde et cognoscimus, corripere paenultimam” (Donde conosciamo pure che abbreviavano la penultima)3. La conclusione mi appare affrettata e, come tutte quelle legate all’uso parlato e non scritto del latino (o di altra lingua antica), documentabile solo da qualche forma (finora non emersa) presente in qualche epigrafe pompeiana.

La Naturalis Historia di Plinio in edizione del ‘500 commentata da Ermolao Barbaro

Un’ultima annotazione: la scarsa considerazione in cui gli antichi tenevano questo frutto quasi certamente è alla base, nel neretino, del suo significato traslato di stupido, anche perché non riesco a capire di quale altra voce possa essere deformazione eufemistica (come succede, solo per fare un esempio, in cacchio per cazzo). E questo, oltre che a necessaria integrazione, pure ad esplicitazione del titolo.

1 Ma sono proprio un cretino se mi son lasciato sfuggire questo pezzo!

2 Totius Latinitatis lexicon, tomo IV, Giachetti, Prato, 1845, pag. 700, lemma unēdo.

3 Pronunziavano cioè ùnedo la voce unēdo (che correttamente andrebbe letta unèdo), come se fosse unĕdo.

 

Lascia un commento

La Fondazione Terra d'Otranto, senza fini di lucro, si è costituita il 4 aprile 2011, ottenendo il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Puglia - con relativa iscrizione al Registro delle Persone Giuridiche, al n° 330 - in data 15 marzo 2012 ai sensi dell'art. 4 del DPR 10 febbraio 2000, n° 361.

C.F. 91024610759
Conto corrente postale 1003008339
IBAN: IT30G0760116000001003008339

Webdesigner: Andrea Greco

www.fondazioneterradotranto.it è un sito web con aggiornamenti periodici, non a scopo di lucro, non rientrante nella categoria di Prodotto Editoriale secondo la Legge n.62 del 7 marzo 2001. Tutti i contenuti appartengono ai relativi proprietari. Qualora voleste richiedere la rimozione di un contenuto a voi appartenente siete pregati di contattarci: fondazionetdo@gmail.com

error: Contenuto protetto!