Mostre/ Paolo Finoglio. Un maestro del Barocco napoletano

Paolo Finoglio, L’angelo appare a San Giuseppe

Tra realtà e leggenda

di Alessandra Boccuzzi

Un ambizioso progetto vede l’Italia e la Francia protagoniste del panorama culturale europeo. Si tratta di due mostre inquadrate in un’ottica di scambio artistico-culturale di altissimo livello tra la Pinacoteca “Paolo Finoglio” di Conversano e il “Palais des Beaux-Arts” di Lille, promosse dal Comune e il Polo Museale di Conversano “MUSeCO”, la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Puglia e il Palais des Beaux-Arts de Lille.
La mostra “Veronese, Tintoretto e la pittura veneta. Capolavori del Palais des Beaux Arts di Lille” – inaugurata il 9 maggio e in programma sino al 21 luglio 2010,  allestita nelle sale della Pinacoteca “Paolo Finoglio”, all’interno del prestigioso Castello Aragonese di Conversano – è stata curata da Fabrizio Vona (Soprintendente ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Puglia) e Saverio Pansini (Direttore dell’Area Politiche Culturali del Comune di Conversano, Direttore “MUSeCO”).

L’evento mira non solo a mettere in evidenza la consistenza e la qualità dei manufatti artistici prestati dal museo di Lille, da considerare tra i musei francesi più importanti, ma anche a ricreare percorsi e sollecitazioni utili ad operare un’efficace contestualizzazione del fenomeno tardo cinquecentesco e dei primi del Seicento in ambito pugliese. La collezione di Lille – afferma Saverio Pansini – risulta particolarmente ricca di opere venete e la sua esposizione va a costituire un prezioso antefatto, capace di illustrare in modo efficace l’ultima stagione dei grandi rapporti con la terra pugliese. È infatti nel volgere di questi anni che la regione muta il suo referente culturale ed artistico guardando con sempre più insistenza al contesto napoletano.

Le opere in esposizione a Conversano occupano i saloni ove abitualmente sono esposte le dieci grandi tele del ciclo della Gerusalemme Liberata, opera di Paolo Finoglio, pittore napoletano vissuto tra il 1590 e il 1645, realizzate per Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona conte di Conversano.
Ben diciassette opere in mostra ripercorrono sostanzialmente – anche se con qualche illustre incursione nel XVIII secolo – la storia della pittura veneta tra la fine Cinquecento e l’inizio del Seicento. Tale percorso è condotto non solo attraverso le firme di maestri illustri come Tintoretto, Veronese e del più tardo Francesco Lazzaro Guardi, ma anche di coloro che accorsero da ogni parte d’Europa in quel crogiolo di culture diverse rappresentato dalla città lagunare. Francesco Montemezzano, Leandro Bassano, Domenico Fetti, Lambert Sustris, Johann Liss, sono, infatti, in mostra con opere di notevole qualità che mettono in giusta luce la poliedricità delle esperienze che lì si andavano conducendo.
Le opere di Maratta, Tiarini, Spada, Assereto costituiscono invece un ottimo momento di confronto con le esperienze – in particolare romane e bolognesi – che oramai andavano caratterizzando il primo Seicento in Italia.

Al visitatore attento non potrà sfuggire come i curatori della mostra, nella scelta delle opere, non abbiano dimenticato la collezione che caratterizza il museo: il Rinaldo e Armida di Tiarini offre, infatti, una lettura tutta bolognese del poema tassesco, mentre La castità di Giuseppe di Lionello Spada si offre come un inevitabile pendant della ideale quadreria costituita a Lille.
Sempre in quest’ottica è stata esposta – da sola in una sala – l’Immacolata di Paolo Finoglio  che i curatori hanno deciso di portare in Conversano perché fosse il vero trait d’union con la collezione permanente.
Un altro motivo di grande interesse costituito dalla mostra è quello collezionistico. Le opere che compongono la collezione possono tracciare, infatti, il farsi dei musei regionali francesi: dal decentramento napoleonico, alla disgregazione della collezione ducale mantovana, sino alle politiche di acquisizione di Edouard Reynart, illustre direttore del Museo di Lille, mentre le due splendide copie (del Veronese, voluta da Luigi XIV, e del Tiepolo) presenti in mostra fanno comprendere il senso di quest’ultime in un contesto collezionistico illustre.

Splendido l’allestimento di Francesco Carofiglio che con la essenzialità di semplici travi di legno e velari di tessuto moltiplica le superfici espositive dei saloni appartenuti a Giangirolamo II senza alterarli nella loro qualità spaziale.
Il fruitore accorto, alla fine della visita, non solo avrà compreso il complesso intrecciarsi delle esperienze coloriste, neoclassiche, naturalistiche nella pittura veneta dell’epoca, ma anche avrà, in un contesto teso alla piena valorizzazione delle opere, ricevuto una serie input che lo porteranno ad interrogarsi sulle svariate tematiche connesse all’arte.

Parallelamente presso il Palais des Beaux Arts di Lille è in svolgimento la mostra “Finoglio. Un Maestro del Barocco Napoletano”.  L’idea progettuale della mostra, infatti, è nata dalla volontà di Alain Tapiè (Conservateur del Palais des Beaux Arts) di approfondire tematiche di storia dell’arte partendo dall’approfondimento del patrimonio dell’Istituzione. Il particolare fascino suscitato dall’interprete napoletano della lezione del Caravaggio ha spinto Alain Tapiè ad esporre – anche queste per la prima volta all’estero (sino al 12 luglio) – l’intero ciclo della “Gerusalemme Liberata”.

Di particolare interesse anche la scelta dell’allestimento per l’esposizione francese ideato da Alain Fleischer – artista poliedrico e direttore dal 1997 dello “Studio national des arts contemporains-Le Fresnoy” a Tourcoing – volta a creare un dialogo e uno scambio tra espressioni dell’arte barocca e quella contemporanea.
L’esposizione del più importante tra i cicli del Seicento italiano di argomento non religioso, all’interno di uno dei più prestigiosi musei di Francia, non può che apportare alla rinascente Pinacoteca di Conversano e al Polo museale “MUSeCO” quel respiro internazionale che l’amministrazione comunale mira a conferire alle proprie istituzioni culturali. Al contempo, la rassegna nella Galleria della Pinacoteca “P. Finoglio” dei ventidue capolavori italiani del museo francese – che ben si connettono al territorio e alla tradizione artistica e culturale dell’intera Puglia – rappresenta una importante occasione di rilancio dell’arte e del turismo a Conversano, città che, per la sua stessa struttura, custodisce all’interno del tessuto urbano vere e proprie opere d’arte, capaci di affascinare i visitatori e di trasportarli indietro nel tempo, all’epoca di Conti e Badesse, di duelli e contese, al limite tra la realtà e la leggenda.

da http://www.artventuno.com/2010/06/tra-realta-e-leggenda/ per gentile concessione

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