Il faro di punta Palascia al comune di Otranto

 

Lo ricordiamo. Era Totò che stava vendendo la fontana di Trevi. Però era un film, divertente anche, e lui era un grande artista. Roba da ridere insomma. Mi è venuto in mente con l’apertura dei giornali di questa mattina. A futura memoria ricordiamo che oggi è il 28 giugno 2010. Il federalismo demaniale entra nel vivo. I comuni e le regioni potranno acquistare a prezzi di saldo alcuni scarti da magazzino. Qualche monte delle Dolomiti, l’ arcipelago della Maddalena, un pò di torrenti, fiumi, colline. Per quanto riguarda il Salento il comune di Otranto potrà entrare in possesso niente meno che del faro di punta Palascia. Ricordiamo che il faro è uno dei cinque del Mediterraneo tutelati dalla commissione europea. Gli altri sono quelli di Genova, Tunisi, Gibilterra e Alessandria d’Egitto.  Convenzionalmente il faro è il confine delle acque dello Ionio da quelle dell’Adriatico. Ed è anche il cuore del Parco Naturale Regionale Otranto-Leuca, il centro del Parco Marino, il fulcro di un’area IBA (Important Bird Area) tra le più importanti d’Europa.

Insomma, stiamo parlando di un patrimonio dell’umanità, anche tenendo conto che è l’estremo lembo d’Italia verso l’Albania.

Dobbiamo preoccuparci? Nell’immediato forse no, perchè è anche sede di un importante museo marino ed osservatorio. Però la storia insegna e ci mette in guardia. Non è lontano il 2006. Allora la Marina, presentò al comune di Otranto, senza richiedere pareri o autorizzazioni, un progetto di ampliamento della base militare già presente sulla scogliera. Cosa prevedeva il progetto? Costruzioni destinate ad alloggi per militari, due torri in cemento, la ristrutturazione di un edificio esistente. Il tutto a minacciare l’intera area. C’è, è vero, un comitato di cittadini intelligenti che si chiama “giù le mani da punta palascia.”  E ricordiamo anche alcuni tentativi di vendita della struttura a privati. Insomma, proprio tranquilli non possiamo stare.   Però ci sono luoghi, monumenti, che sono valori universali e non debbono essere ceduti per nessun motivo. A quando la vendita del Colosseo? E se un sindaco bizzarro un giorno decidesse di trasformare la Maddalena in Disneyland? E se, come già lamentano regioni, province e comuni, mancano i soldi per manutenere e valorizzare quei beni? Si cercheranno sponsor, ovviamente. Ma i privati che pagano vogliono qualcosa in cambio. Che so, un faro che proietta nel cielo un vasetto di marmellata, per esempio. No, veramente certi patrimoni sono di noi tutti. Attivarci per difenderli e farli rimanere tali è il minimo che la civiltà ci chiede.

da http://www.badisco.it/album/litoranea%20NORD/slides/391125(kk101).html

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