Tuglie. Un paese, un racconto

di Luigi Scorrano

Ogni paese ha una storia. Ma questa storia è fatta non solo degli avvenimenti, grandi o piccoli, dei quali un paese è teatro; è fatta anche dalla fisionomia del paese, dai suoi luoghi, dalle generazioni che vi impressero un segno distintivo e lo passano ai posteri. Si può fare storia di un paese anche così, osservando quanto ci circonda nel luogo in cui viviamo, ripensando alla nostra collocazione nella piccola società che esso ospita… Il racconto ‘storico’ di un paese può attingere anche in un percorso inconsueto la sua visibilità, il suo carattere.

Il paese di cui qui parliamo è Tuglie. Per ‘cartoline’.

Ritrattino di Tuglie

Con le sue case, con la sua piazza al centro di un abitato più lungo che largo, con la sua collina di Montegrappa che fa da belvedere su un ampio tratto di territorio, Tuglie, nella sua raccolta fisionomia, non manca di attrattive. Sembra quasi d’obbligo, quando si vogliano vantare origini illustri, rifarsi ai Romani (in Italia, almeno!) o anche più lontano: anche Tuglie non sfugge a questa specie di regola. Qualche traccia, per quanto incerta, una parentela potrebbe stabilirla. Ma è dal Medioevo che abbiamo qualche notizia più sicura; ed è soprattutto tra il Sei ed il Settecento che Tuglie comincia ad acquistare un preciso profilo di paese, di comunità urbana.

   Gli studiosi locali hanno illustrato aspetti generali o parziali di questo luogo; ci hanno raccontato, anche, la storia dei suoi abitanti, umili o eminenti che fossero. Un paese è fatto di tutti coloro che ci vivono e in questo senso sarebbe inutilmente campanilistico distinguere i personaggi illustri, che non sono mancati, dalle persone comuni. Perciò crediamo che vada ricordata soprattutto la comunità pugliese nel suo insieme. Gente operosa in ogni tempo, i tugliesi! Hanno saputo inventarsi, forse in altri tempi con maggiore evidenza, i mezzi per vivere e per progredire. Si sono sparsi per il mondo, lungo le vie dei flussi migratori. Nella loro memoria storica ci sono successi e fallimenti: c’è il paese con tutte le sue caratteristiche.

   Oggi Tuglie è un luogo accogliente, come hanno saputo farlo i suoi cittadini. Ha un aspetto grazioso, ‘civile’. Non esibisce monumenti illustri, non un’architettura che ricordi grandezze trascorse. Si presenta semplicemente con la sua faccia di quotidianità: è questo il suo carattere più evidente. Ma è cordiale, alla mano; sarebbe un errore volerne gonfiare ad arte l’importanza. A chi non conosce Tuglie, si può suggerire che vale la pena di farci una capatina. Troverà un’aria di vita comune, nella quale meglio ci si può ritrovare. Non faremo passare questo paese per una delle ‘meraviglie’ del Salento. Però chi s’impegnerà a scoprirlo troverà che, per più d’un motivo, valeva la pena di cercare. Tuglie, insomma, non ambisce alla vanità: ama, soprattutto, mostrare una faccia amica.

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