La raccolta delle Angurie “Sargenischi” nel Salento leccese


di Antonio Bruno

Avevo 9 anni nel 1966 e frequentavo la IV elementare della Scuola “Michele Saponaro” di San Cesario di Lecce quando scrissi queste parole per il giornale parlato che il maestro Alberto Tangolo ci faceva fare parlando al microfono di un registratore “Geloso” a bobina:
Ecco,
se ne vanno,
tristi,
sono gli emigranti del mio paese…
e poi non ricordo che altro scrissi, ma al mio maestro, uno dei Magister che ha segnato la mia vita, socialista fino all’osso, ricordo che i miei versi di bambino compito, disciplinato e con il fiocco blu, piacquero molto.
Alla stazione delle Ferrovie del Sud Est di San Cesario di Lecce negli anni 60 era facile vedere partire i papà dei miei compagni di scuola. Se ne andò Maestro Petrino e suo figlio Franco in Germania, lui qui faceva il calzolaio ma nel 1967 il reddito degli artigiani non bastava a vivere decentemente e per questo preferivano andare via, per portare a casa il danaro. L’estate tornavano con delle grandi Mercedes a dimostrazione della fortuna fatta nel nord Europa e poi cominciavano la costruzione della casa.

Venerdì 14 maggio alle ore 18.30, presso l’Auditorium del Museo “S. Castromediano” di Lecce ho preso parte ai lavori del Seminario sul tema “Immigrati tra identità e dialogo” relazionava l’On. Livia Turco, Responsabile Nazionale dei Problemi dell’immigrazione del Partito Democratico, iniziativa si è svolta nell’ambito del Ciclo di seminari della CISL di Lecce “Giovani, sindacato e società”. L’On. Livia Turco non ha fatto una relazione saccente ma ha parlato di cose che ha visto, ha trattato con estrema serietà e con altrettanto rigore solo ciò che ha visto con i suoi occhi e le cose che ha visto riguardano soprattutto Torino e Roma e non c’è il Sud. Un Sud fatto anche di Tahar ben Rhouma Mehdaoui, tunisino, uno dei destinatari delle ordinanze di custodia emesse in Calabria sulla “tratta dei nuovi schiavi”. Lui si era trasferito qualche giorno fa nel Salento, domiciliato a Nardò, forse per anticipare l’organizzazione del business insieme ad altri suoi connazionali: la raccolta delle angurie che incomincia già dalla fine di maggio. Il territorio del Distretto di Nardò, con particolare coinvolgimento degli ambiti territoriali dei Comuni di Nardò, Copertino e Porto Cesareo, nei mesi estivi per la raccolta delle angurie e nelle prime settimane autunnali per la vendemmia, è fortemente interessato dal fenomeno dei lavoratori stagionali agricoli, la maggior parte dei quali sono immigrati irregolari.

Da una stima fatta sul campo dalle associazioni di volontariato che si occupano del fenomeno, risulta che nei periodi suddetti vi sia una presenza media giornaliera di circa 100 lavoratori stagionali immigrati irregolari con un turnover complessivo di 500 lavoratori per stagione.
C’è stata anche un inchiesta giornalistica, “la faccia nera dell’anguria”, di Telerama, che l’estate scorsa sollevò il velo sulla raccolta delle angurie nella zona di Nardò e sulle condizioni inumane nelle quali tanti lavoratori immigrati, tra lavoro nero e degrado igienico-sanitario, mandano avanti un pezzo importante dell’economia agricola, del valore di oltre 10 milioni di euro.
Una bella relazione quella dell’On. Livia Turco che ha stimolato un acceso dibattito che non si vedeva da tempo a Lecce. Per dire cosa? Per dire che il sindacato è una solidarietà tra lavoratrici e lavoratori, che il lavoro è un valore universale e che va tutelato sia per gli uomini che per le donne e senza differenza di etnia, religione e nazionalità.
Un dibattito per dire che non è possibile per italiani e stranieri, vivere nello stesso territorio senza conoscersi, un seminario per dire che c’è necessità di sapere chi è la persona venuta da lontano che vive in quella strada o in quella porta accanto alla tua e che ha la pelle di un colore diverso dal tuo e una lingua diversa che tu non capisci, così come lui non capisce te.

Chissà se in Germania nel 1967, maestro Pietrino e suo figlio Franco e i papà e le mamme dei miei compagni di scuola restati a San Cesario di Lecce vivevano quasi tutti dai nonni, avevano gli stessi problemi che hanno i Rumeni, Nigeriani, Marocchini e Cinesi che vivono adesso nel nostro territorio.
Io a 9 anni annotavo che se ne andavano tristi, non ridevano, non ridevano nemmeno quando tornavano con la Mercedes.
I papà e le mamme dei mie compagni di scuola di San Cesario di Lecce forse erano tristi come sono tristi i lavoratori tunisini del film Sargeniscu (Anguria) del giugno 1997 prodotto dall’Ossevatorio Provinciale sull’Immigrazione e dall’Università degli Studi di Lecce con la regia e realizzazione: Fluid Video Crew. E’ un documentario che racconta la storia di due lavoratoti tunisini arrivati nella provincia di Lecce per l’annuale raccolta delle angurie. Il tema dell’immigrazione, della drammatica condizione del lavoro nero e delle nuove forme di lavoro invisibile in un documentario ambientato nelle oniriche e assolate campagne salentine http://video.google.com/videoplay?docid=-307587778814784543#
Ieri i nostri genitori, parenti, amici erano le persone che partivano dal Sud Est e andavano a cercare il lavoro nella Svizzera, Francia, America, Germania. Oggi nel Sud Est vengono da lontano le persone che cercano lavoro, non parlano l’italiano, la lingua che è un’opportunità, che c’è bisogno di sapere per comunicare, per conoscere e farsi conoscere. Chissà se Ada, la dolce e sicura Ada, della Cisl di Lecce non ascolterà la mia proposta di organizzare, con i tanti professori e professoresse in pensione, una scuola per loro, una scuola popolare per tutti senza distinzione di sesso, razza e religione in cui si impari lingua e cultura italiana e in cui anche noi impareremo la cultura delle persone venute da lontano per lavorare nella nostra terra.
L’Onorevole Livia Turco diceva che le Marocchine o le Indiane uscendo da casa e andando a prendere i figli da scuola, entrando in contatto con le persone di lingua italiana, poi cambiavano. Io alla fine del seminario mi sono avvicinato e le ho detto che si vedeva che attraverso il contatto che aveva avuto con le persone venute da lontano era cambiata. E lei mi ha detto: “sono cambiata vero?” io non la conoscevo prima, ma devo dire che questa donna che a Torino “tanto tempo fa in una galassia lontana lontana” era descritta come un’estremista, oggi è saggia e profonda come il mare.

Bibliografia

“MIGRANTES”: ARRESTATO A NARDÒ CAPORALE DI ROSARNO http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=20154
Stefano Falcone: Progetto immigrati http://www.asl.lecce.it/Allegati/EC000111.pdf
Problematica lavoratori stagionali: 15000 euro per nuove attrezzature alla masseria Boncuri: http://www.comune.nardo.le.it/index.php?option=com_content&task=view&id=212&Itemid=1

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