25 aprile 2010. Nardò tappa de "La penisola del tesoro"

Il Comune di Nardò ha un territorio di circa 19.000 ettari e per estensione e popolazione (31.200 abitanti) rappresenta il secondo Comune della Provincia di Lecce.

Nardò è situata a sud-ovest di Lecce, è adagiata in piano appena 37 metri sul livello del mare, quota che rappresenta l’elevazione media di tutto il territorio comunale, che solo in un punto raggiunge 100 metri di altitudine al suo limite Nord. Confina, per la provincia di Taranto, con il comune di Avetrana e per la provincia di Lecce con i comuni di Copertino, Galatina, Galatone, Leverano, Porto Cesareo, Salice Salentino, Veglie.

Secondo la tradizione, la città di Neriton fu fondata da un gruppo di cretesi-micenei. Una leggenda vede la città fondata nell’anno 3559 a. C. del calendario ebraico dal mitologico Nereo, proveniente dall’isola greca di Leucade. Un’altra leggenda racconta che a fondare Nardò furono gli Egizi, sulla base dello stemma civico della città, che per alcuni era il dio Sole che essi adoravano. La terza leggenda narra che, durante il governo italico di Enotro (potente personaggio greco che, scontento della parte assegnatagli nella suddivisione del Peloponneso, emigrò nel nostro paese) un gruppo di abitanti dell’Epiro chiamati Chones giunsero nella Japigia (l’attuale Puglia) e fondarono Gallipoli e Nardò.

Certo è che sono numerose le testimonianze di insediamenti umani in epoca preistorica. Una dimostrazione è data da una serie di reperti rinvenuti su tutto il territorio neritino, soprattutto nella Baia di Uluzzo, dove si trovano diverse grotte, nelle quali sono stati trovati graffiti ed elementi archeologici importantissimi, tanto da farli ritenere come le prime manifestazioni di arti figurative esistenti in Europa (80 mila – 100 mila anni a. C.) e catalogate nel Paleolitico Medio e Superiore.

Nardò, come centro abitato, trova le sue origini intorno al VII secolo a. C. ad opera dei Messapi. Infatti la etimologia del suo nome è da ritrovarsi nella parola nar, di derivazione illirica, che significa acqua, da cui la Neriton greca e il Neritum o Neretum latino.

Nardò, nella sua storia, è passata dalla conquista dei Romani nel 269 a. C. (che la fecero attraversare dalla famosa Via Traiana), ai Bizantini, ai Longobardi, ai Normanni nel 1055, agli Angioini, fino agli Aragonesi che, dal 1497, avviarono un lungo periodo di rilancio culturale della città, che divenne punto di riferimento qualificante per ogni umanista salentino e meridionale: fra i più noti vanno ricordati Antonio De Ferraris, il Galateo e il poeta neritino Rogèri de Pacienza. Negli anni a seguire Nardò ha vissuto sotto oligarchie i cui componenti, che reciprocamente rafforzavano i propri vincoli di parentela con matrimoni e solide clientele, si avvicendavano nelle cariche cittadine quasi con un programmato criterio di rotazione. Il paese reale, purtuttavia, si dibattè pressocchè costantemente nella miseria a causa della disoccupazione e lottava occupando terre nella speranza di recuperare la paga di qualche giornata. Situazione che peggiorò dopo la prima guerra mondiale, sfociando nel 1920 in una storica rivolta quando, addirittura, si parlò di Repubblica Neritina.

Nel 1413 Nardò è divenuta definitivamente sede di diocesi, con la presenza anche di numerosi ordini religiosi (i Minori Osservanti nel 1497, i Riformati nel 1599, i Carmelitani nella seconda metà del 1500, i Cappuccini nel 1569, i Minimi nel 1613, gli Agostiniani nel 1634 e le Carmelitane nel 1669). Queste presenze così significative hanno comportato anche lo sviluppo dell’edilizia sacra, che ha prodotto ben ventidue chiese, di cui oltre la metà nel solo centro storico cittadino.

 

 

EMERGENZE PAESAGGISTICHE, STORICHE E ARCHITETTONICHE

L’importanza paesaggistica del Comune di Nardò, ed in particolare della sua costa, è stata affermata già a far data dal 1968 quando, ai sensi della legge 1497/39, è stato imposto il Vincolo di Tutela Paesaggistica su tutta la fascia costiera comunale, che si estende per circa 24 Km, lungo i quali sono insediate numerose torri costiere.

Nel 1480, infatti, dopo la presa di Otranto da parte dei Turchi, in tutta la Terra d’Otranto si rese necessario potenziare la difesa della costa con torri costiere d’avvistamento che dettero caratteristiche difensive all’edilizia rurale. Lungo la fascia costiera di Nardò si annoverano, procedendo da sud verso nord, la Torre del Fiume (oggi detta Le Quattro Colonne), Torre S. Caterina, Torre dell’Alto, Torre Uluzzo, Torre Inserraglio, Torre S. Isidoro, Torre Pianuri detta anche Torre Squillace, fatte costruire da Don Pedro Afan de Rivera per tutelare i possedimenti del re di Spagna.

Al sistema di avvistamento e di fortificazione costiera costituito dalle torri, corrisponde nell’entroterra un complesso sistema di masserie fortificate che risalgono allo stesso periodo a cavallo tra il 400 ed il 700, a testimonianza di come l’insicurezza della vita in questa campagne si sia protatta per un lungo arco di tempo. Tra queste si annoverano costruzioni di straordinaria bellezza, quali i complessi della masseria Giudice Giorgio, Brusca, Carignano Grande, Nucci, Trappeto, Sciogli, Zanzara e Donna Menga, risalenti al XVI secolo ed espressione della mentalità della nobiltà terriera desiderosa di imprimere, anche in un ambiente rurale, il segno della propria posizione sociale. Degne di nota sono anche le altre masserie Pantalei, Scraceta, Torre Nova, Torsano, Torre del Cardo, Torre Mozza, Li Corsari: tutte munite di massicce torri e di volumi severi che caratterizzano la tipologia fortificata.

Il centro storico di Nardò è uno dei più ampi, più ricchi di monumenti e meglio conservati di tutta la provincia di Lecce. Ha il suo fulcro in Piazza Salandra, caratterizzata da monumenti civili e religiosi di imponente bellezza, sorti fra il XVI d il XVIII secolo, quali il Sedile, la Guglia dell’Immacolata (1769), il Palazzo del Governo (costruito nel 1612, crollato con il terremoto che colpì Nardò nel 1743 e fatto ricostruire dal sindaco Vitantonio Tafuri nel 1772), la Torre dell’Orologio (1598), la chiesa di S. Trifone: tutti monumenti che hanno contribuito a far definire a ragione Piazza Salandra come una delle più belle piazze d’Italia.

Numerose anche le testimonianze architettoniche degli anni più recenti. La zona delle Cenate, che deriva il suo nome da quello di un tipo di uva, “acenata”, che era piantata nella zona, è ricchissima di ville signorili di straordinario pregio risalenti alla fine del 1800 ed ai primi del 1900, quando, con la diffusione della coltura della vite che richiedeva più assidue cure e sorveglianza, la borghesia agraria si spostò dal centro abitato verso la campagna per meglio seguire gli impianti di vitigni, realizzando splendide dimore in stile liberty e moresco, che si possono ammirare lungo la strada per il mare che congiunge Nardò con S. Caterina e S. Maria al Bagno. Fra le più belle, la Villa Vescovile, Villa Saletta, Villa Personè, Villa Del Prete, Villa Giulio. A tale patrimonio si aggiungono numerosissime ville di varie epoche, fra le quali molto note quelle, seminascoste nel verde, disseminate nella campagna e poste anche in strade interne (ricchissima la zona delle cosiddette Cenate Vecchie).

EMERGENZE NATURALISTICHE E AMBIENTALI

Particolare importanza rivestono le emergenze naturalistiche e ambientali consolidate costituite da:

• Area Marina Protetta di Porto Cesareo e Nardò.

Istituita con Decreto del Ministero dell’Ambiente del 12.12.1997 ai sensi della legge 6 dicembre 1991 n. 394.

• Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano. Istituito con legge regionale n. 6 del 16.3.2006, si estende per circa ha 268.
• 5 Siti di Importanza Comuntaria (SIC):

– Uluzzo (codice europeo IT9150007) esteso per circa ha 63.
– Torre Inserraglio (cod. europeo IT9150024) esteso per circa ha 46.
– Palude del Capitano (cod. eur. IT9150013)  esteso per circa  ha 55.
– Masseria Zanzara (cod. eur. IT9150031) esteso per circa ha 11.
– Palude del Conte Dune di Punta Prosciutto (codice europeo

IT9150027) esteso per ha 673.
Questi siti presentano habitat compresi nelle direttive HABITAT 92/43/CEE e specie faunistiche e botaniche rientranti nelle direttive 79/409/CEE e 92/43CEE all. II.
• Emergenze archeologiche nel centro urbano e nel Parco di Porto Selvaggio, che danno il nome all’Uluzziano, periodo del Paleolitico Superiore.

LE GROTTE COSTIERE

Il tratto di costa che va da S. Maria al Bagno a Serra Cicora rappresenta quello più interessante di tutta la costa jonica della penisola salentina per la concentrazione di fenomeni carsici conosciuti. Tra grotte emerse e grotte sommerse si contano circa 15 cavità di primaria importanza.
Il fenomeno carsico è il principale responsabile nella formazione delle numerose grotte (sommerse ed emerse) presenti nel Salento; la costa del Comune di Nardò è tra le più ricche di queste cavità. In grotta gli organismi (animali e vegetali) si distribuiscono in relazione ai gradienti di luce, all’idrodinamismo ed alle escursioni termiche. Infatti, la frazione vegetale presente in maniera cospicua all’ingresso della grotta lascerà il posto, nelle regioni più interne della cavità, ad organismi animali.   Tutto il fondale di tale area è interessato dalla presenza di queste cavità, che rendono l’ambiente molto affascinante e offrono sia un luogo di riparo per specie stanziali che un sito nursey.

Il tratto più interessante è quello compreso tra Torre Inserraglio e Santa Caterina, dove ritroviamo almeno 5 cavità esplorabili in immersione, tra le quali le più importanti sono:

• la Grotta delle Corvine (uno dei Sentieri Blu realizzati nell’ambito del Progetto “TUR.SEA.ADR” – INTERREG III Italia-Albania – Asse IV Misura 4.2): è la cavità più grande presente nell’area. Questa grotta ha presentato ben 196 specie viventi, tra le quali due si sono rivelate nuove per la fauna italiana e tre nuove per la Scienza;

• la Grotta Roversi;

• la Grotta Marras;

• la Grotta Verde;

• la Grotta Centrale Cala Uluzzo.

IL COMPARTO PRODUTTIVO

Il sistema produttivo locale, sino a trent’anni fa basato esclusivamente sull’agricoltura, in questo periodo sta sviluppando appieno la sua vocazione turistica, grazie anche all’azione svolta dall’Amministrazione Comunale per la tutela dell’ambiente e per la valorizzazione delle peculiarità presenti nel territorio.   Attualmente, gran parte del territorio ha destinazione agricola (80% dell’intera superficie comunale), il 13% è destinato ad insediamenti industriali, il 2% a zona verde ed un ulteriore 2% a zona residenziale. Il centro storico occupa l’1% della superficie comunale.

Le attività  produttive industriali hanno la loro massima espressione nell’impianto della Nardò Technical Center, una pista di prova automobilistica di rilievo mondiale per caratteristiche del tracciato, qualità dei servizi offerti, disponibilità in tutto l’anno per le condizioni favorevoli del clima. È significativa, nella zona industriale di Nardò, la presenza di opifici variegati, qualificati nella produzione e tecnologicamente dotati (meccanica, falegnameria, edilizia, scatolifici, segnaletica, tessile).

Contestualmente, un artigianato di qualità ed affermate tipiche produzioni agricole rappresentano anch’essi punti di forza dell’economia locale. Nel settore agricolo, accanto alla produzione di vino da tavola e da taglio e di olio, sono in espansione le colture di primizie ortofrutticole quali pomodori, patate e, soprattutto, angurie.

L’artigianato continua ad offrire grandi maestri d’arte nei laboratori di lavorazione della pietra leccese e di carparo, nonché della lavorazione e decorazione del vetro nelle sue varie applicazioni di arredamento.

QUALITÀ DELL’OFFERTA TURISTICA

Il turismo, settore che attualmente presenta la maggiore crescita, dovuta alle ampie potenzialità di un ricco patrimonio culturale e naturalistico che il territorio possiede, è legato prevalentemente alla componente estiva della domanda turistica, che vede nel territorio una meta soprattutto balneare.

Sono in deciso aumento, rispetto al passato, le presenze di stranieri, dovute essenzialmente alle politiche di valorizzazione ambientale messe in atto dall’Amministrazione Comunale ed ai numerosi e qualificati riconoscimenti ottenuti.  Sono in crescita anche l’agriturismo, che può contare su un entroterra ricco di masserie fortificate e di antiche ville gentilizie, ed il settore dei bed and breakfast, che, unitamente alle strutture alberghiere ed alle case vacanza, producono un’offerta ricettiva di oltre 10 mila posti letto, così come si evince dai seguenti dati:

Anno 2008

• numero di posti letto: 10.097

• strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere: 103

• numero residenti: 31.200

• numero di arrivi nelle strutture ricettive alberghiere ed extra-

alberghiere: 34.011

Principali provenienze italiane ed estere e permanenza media:

• provenienze da Italia: 31.600 per 214.662 presenze

• provenienze da estero: 2.411 per 19.106 presenze

• permanenza media da Italia: gg. 7

• permanenza media da estero: gg. 8

(fonte: A.P.T. di Lecce)

Ulteriori e significativi dati sull’offerta turistica del Comune di Nardò sono rappresentati da:

• presenza di servizi di ristorazione, con particolare riferimento a quelli che valorizzano i prodotti e la gastronomia del territorio, quali osterie e ristoranti nel centro storico, ristoranti lungo la costa.

• presenza di servizi turistici complementari (tour, visite guidate, escursioni ecc.), compresi quelli rivolti al benessere e alla salute.

• presenza di strutture e servizi differenziati in relazione a diversi tipi di utenti: 2 alberghi, 2 villaggi turistici, 67 B & B.

• presenza di centri di educazione ambientale, con organizzazione periodica di appositi stages presso la masseria Torre Nova nel parco naturale di Porto Selvaggio.

• campagne di promozione del territorio, ivi inclusi eventi e manifestazioni in Italia e all’estero, di prodotti turistici incentrati sulla natura, sulla tradizione e sulla cultura locale, quali la manifestazione annuale “ROSALENTO” per la promozione del vino rosato organizzata in collaborazione con “Slow Food”, convegni presso le Masserie fortificate per la promozione dei prodotti enogastronomici tipici locali.

• azioni innovative per la diffusione delle risorse turistiche sul mercato nazionale e su quelli esteri, attraverso il ricorso a tecnologie informatiche o altri strumenti, come diffusione presso i tour operator locali e nazionali di materiale illustrativo informatico e cartaceo, nonché mediante partecipazione costante a fiere e mostre nazionali e straniere (BIT di Milano, Vinitaly di Verona, fiera di Metz, ecc.).

• progetti e reti associative per  promuovere e realizzare azioni di valorizzazione della filiera legata al turismo acquatico, come il Progetto “TUR.SEA.ADR. INTERREG 3 Italia-Albania asse IV misura 4.2 per Sentieri Blu” e la candidatura al progetto della Commissione Europea “EDEN 4 – anno 2010 – per le Destinazioni Europee di Eccellenza”.

• attrattori turistici quali Darsena di Santa Caterina (200 posti barca), Porticciolo naturale di Santa Maria al Bagno, visite guidate nelle Masserie fortificate, nelle Ville Gentilizie, nelle Chiese caratterizzate da stile barocco leccese, nelle Torri costiere, nel Parco di Porto Selvaggio.

• interventi di conservazione dell’eco-sistema acquatico, di recupero paesaggistico ecc., quali Area Marina Protetta di Porto Cesareo e Nardò, Parco Naturale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano.

• interventi sul patrimonio storico, culturale e architettonico o connesso alla tradizione e all’identità locale, quali interventi di recupero immobili e rifacimento del basolato delle principali vie del centro storico.

• realizzazione in S. Maria al Bagno del “Museo della Memoria e dell’Accoglienza”, dove sono conservati “murales” realizzati da ebrei durante il loro soggiorno negli anni dal 1943 al 1947. Per la grande umanità con cui la popolazione locale accolse una nutrita colonia di ebrei, in attesa che fossero rimpatriati, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nel 2005, ha conferito al Comune di Nardò la Medaglia d’Oro al Valor Civile.

• azioni attuate nell’ambito della sostenibilità (ciclo dell’acqua, ciclo dei rifiuti, risparmi energetici, impatto visivo, cura del verde, servizi di mobilità ecc.) mediante raccolta differenziata dei rifiuti nel centro urbano, cura del verde, anche con il ricorso all’adozione di aiuole da parte di esercizi commerciali, pubblica illuminazione assicurata con lampade a basso consumo energetico, progetti per l’utilizzo di fonti energetiche alternative.

• azioni attuate per la valorizzazione del paesaggio, dei centri storici e per la conservazione delle risorse naturali, quali Piano del Colore nel Centro Storico, Regolamento per i dehors e per gli arredi all’esterno degli esercizi commerciali ed artigianali nel centro urbano e nelle marine.

• presenza di imprese rappresentative della cultura e delle tradizioni del territorio, quali il Gruppo Speleologico Neritino” per la tutela, il monitoraggio e le visite guidate alle grotte costiere emerse e subacque, Associazione “Museo di Porta Falsa” per la conservazione degli attrezzi artigianali della tradizione neritina, Associazioni “Messapia” e “Fluxus” per visite guidate nel centro storico, nelle chiese, nelle dimore storiche, nelle ville gentilizie, nei giardini, associazione “Avanguardie” per escursioni naturalistiche.

• collaborazione tra pubblico e privato e coinvolgimento dei residenti, anche in forma associativa, mediante costante interazione con associazioni di Via tra operatori commerciali e con le Pro Loco delle località marine e del capoluogo.

Collegamenti

– Aeroporto di Brindisi;

– Stazione Ferroviaria di Lecce;

– Stazioni di Nardò Città e Nardò Centrale;

– Autostrada A4 fino a Bari e a Taranto;

– Superstrada da Bari, passando per Brindisi e fino a S. Maria di

Leuca.

Mobilità interna:

– Piste ciclabili strada Nardò-Pagani in direzione della località

marina di S. Caterina;

– Aree pedonali nelle marine di S. Caterina e S. Maria al Bagno;

– Area parcheggio nella località marina di S. Maria al Bagno.

• presenza diffusa di segnaletica stradale nei punti viari di accesso alla città, cartellonistica a totem e stradale diffusa nel centro urbano e lungo le arterie extraurbane, soprattutto in quelle di collegamento alle marine.

CONCLUSIONI

  Il Comune di Nardò presenta una elevata biodiversità e ricchezza di patrimonio culturale, ambientale e storico, a cui corrisponde una adeguata presenza protezionistica di vincoli sul territorio, frutto di attente e responsabili politiche di valorizzazione e tutela delle risorse ambientali, che hanno portato alla nascita di un turismo di qualità che rappresenta una fra le più importanti, se non la più importante, risorsa prospettica per lo sviluppo della città.

Infine, piace a tal proposito ricordare che:

Il Comune di Nardò ha ottenuto il riconoscimento delle prestigiose 

5 VELE

per gli anni 2007, 2008, 2009 da parte di Legambiente e Touring Club Italiano.

I parchi, le aree marine protette e le iniziative nel campo della gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti, della mobilità, del risparmio idrico ed energetico e della produzione locale di energia da fonti rinnovabili costituiscono per Legambiente e Touring Club Italiano chiari indicatori di merito.

Per il 2009 Nardò si colloca

al 1º posto in Puglia e al 7º posto

nella classifica nazionale

– hanno attestato Legambiente e Touring Club Italiano –

distinguendosi per aver attuato una forte politica contro l’abusivismo edilizio costiero e per i severi criteri di compatibilità  ambientale per le concessioni demaniali costiere; ha creato inoltre un piano antincendio e di fruizione sostenibile dell’area del Parco Regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano, uno dei gioielli naturalistici, paesaggistici ed archeologici del Salento.

Una ulteriore conferma di merito viene  dalla presa di posizione anti-nucleare.

 

Le foto sono di ARISTIDE MAZZARELLA – Nardò
e il progetto grafico è della Tipografia CARRINO – Nardò. Si ringraziano Sergio Vaglio e l’Assessorato al Turismo del Comune di Nardò per aver messo a disposizione il materiale di propaganda che avete letto.

Un commento a 25 aprile 2010. Nardò tappa de "La penisola del tesoro"

  1. Si ok l’unico inghippo è la nardo technical center, dove per anni è avvenuto lo sfruttamento,dei collaudatori,quindi non chiamiamola risorsa.GRAZIE.

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