1576. Armi e munizioni per la città di Nardò

NOTE DI STORIA CITTADINA. LA SANTABARBARA DELLA CITTÀ DI NARDÒ NEL 1576

 

di Marcello Gaballo

In un atto notarile conservato presso l’ Archivio di Stato di Lecce, rogato dal notaio Tollemeto in data 3 aprile 1576, si riporta dettagliatamente la consistenza degli armamenti e delle munizioni a disposizione della città di Nardò  in tale anno, che mi è piaciuto proporre all’ attenzione del lettore non altro per la singolarità dell’ argomento, a parte la curiosità che può destare.

In presenza del Magnificus Giovan Bernardino Macedo, Sindaco dei Nobili, di Giovanni Manieri, Sindaco del Popolo, del Magnificus Gio. Tommaso Pisinati, auditore dei Nobili, di Angelo Manieri e Matteo Sellenico, auditori del Popolo, del Magnificus Lupantonio Sambiasi, Cornelio Cantone e Gio. Tommaso Manieri, ordinati dei Nobili, di Girolamo Burdo, Antonio Manieri, Tommaso Musachio, Bernorio Gaballone e Pietro Falconieri, ordinati del Popolo, ed in presenza degli ispettori regii (“gispani regis“) Antonio de Morales, Francesco Vasquez e Matteo Palmi, si redige l’ elenco delle armi e munizioni che vengono consegnate da questi ultimi ai primi:

– un “sacro” (1) di bronzo del peso di cantare sette e rotoli (2) settanta; “tira balle” (moschetto) del peso di libbre (3) sei circa, con lo stemma di Sua Maestà in rilievo;

– un altro “sacro” simile con lo stemma di Sua Maestà del peso di cantare otto e rotoli cinque;

– un “falconetto” (4) di bronzo del peso di cantare due e rotoli settantaquattro; “tira balle” del peso di libbre due circa;

– un altro “falconetto” di bronzo simile del peso di cantare due e rotoli settantasei; “tira palla” del peso di libbre due circa;

-un altro simile del peso di cantare due e rotoli ottantuno; “tira palla” del peso di libbre due circa;

 un altro “falconetto” di bronzo simile del peso di cantare due e rotoli settantadue; “tira palla” del peso di libbre due circa;

 un altro “falconetto” più piccolo di bronzo del peso di cantare una e rotoli sessanta; “tira palla” del peso di libbre una circa;

sette paia di “rote di artilliaria fra piccole e grandi, ferrate” (5);

– sette “assi di dette rote con i di loro siculi”;

– sette “cascie di detti pezzi fra piccole e grandi, ferrate”; ad una mancano due maniglie ed alcuni “chiovetti”;

– sette “cucchiare” di rame con le rispettive aste;

– dieci “resultatori”;

– sette “scrufuli” con le rispettive sette aste;

– duecento palle di ferro del peso di libbre sei circa ognuna;

– trecento palle di ferro del peso di libbre due circa ognuna;

– altre cento palle di ferro del peso di libbre una.

Per tali armamenti i rappresentanti della città pagano mille ducati al predetto Magnifico Matteo Palmi, in presenza dei testimoni Orfeo Manfredi, giudice regio, dei Magnifici Gio. Donato de Castelli e Domizio di Sambasilio, di Scipione Bonvino, tutti cittadini di Nardò.

(1) è il sagro, sorta di cannoncino molto simile al falconetto indicato alla nota 4.

(2) un rotolo nel regno di Napoli corrispondeva agli attuali 891 grammi.

(3) antica unità di misura corrispondente a 12 once. La libbra del regno di Napoli corrispondeva agli attuali 320 grammi.

(4) il più piccolo tra i cannoni che portava palle di ferro del peso di 5 o 6 libbre. Un altro cannoncino era la “bombarda”, indicata per i tiri curvi, che però non è menzionata nel documento.

(5) tali ruote sostenevano e spostavano il falconetto o il sagro.

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